| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

03.

Carmine Vorzillo

di Ciro Ruotolo

La terza rete arriva nel finale della prima frazione di gioco, su calcio di rigore: uno contro uno e fallo da ultimo uomo commesso dal portiere-valanga che, disinteressandosi della sfera, frana sulla gambe dell'avversario ottenendo come unico risultato una tempestiva espulsione.

A questo punto subentra, dalla panchina, l'estremo difensore di riserva che assisteva impotente all'ennesima disfatta della sua squadra: palla sul dischetto, ricorsa breve, tiro, Goal!

Il duplice fischio dell'arbitro decreta la fine del primo tempo, tutti negli spogliatoi.

Il punteggio è di tre a zero per gli ospiti.

Severin seguiva l'A.C. Virtus et Spes da inizio campionato, ormai si era all'ottava giornata e la squadra aveva racimolato solo un punto, nella gara d'esordio.

Contando anche quella che sembrava l'ultima figuraccia, a riposo con un parziale di 0-3, quelle che avevano seguito lo 0-0 iniziale erano state sette tragedie: squadra lunga, reparti isolati, occasioni da rete inesistenti, per un totale di venti goal incassati (compresi gli ultimi tre) e zero segnati.

Ovviamente le cause di questo disastro non erano da ricercarsi sono nell'incompetenza dell'allenatore, ma questa di certo pesava, e tanto.

Un caffè! Ecco cosa mi ci vorrebbe adesso, un bel caffè; nero e amaro, un po' come il campionato della Virtus.

Inevitabilmente riprese a sorridere.

"Un caffè per favore."

"Quanto zucchero?"

"Niente zucchero."

"Ci volete un po' di latte?"

"Niente latte."

"Abbiamo un grappa che è 'nu spettacolo, la volete provare? Co' cafè è 'na specialità!"

"Niente grappa."

"Nero e amaro?"

"Esatto, nero e amaro, tenga."

"Un attimo che vi do il resto, solo un attimo che..."

"Lo tenga, tenga anche il resto."

"Ma come? Voi mi avete dato due euro, il caffè costa solo cinquanta centesimi, è sicuro che..."

"Lo tenga, buona giornata."

Il nome del barista, invece, era Carmine, seguiva la Virtus et Spes da anni ormai ed era un po' il suo tuttofare: si occupava della pulizia degli spogliatoi, del campo e dell'intera struttura, gestiva il piccolo bar dello stadio e si preoccupava del lavaggio di completini, tute/tutine e quant'altro.

Immaginiamolo come una sorta di magazziniere-barista-giardiniere-tattico.

Sì! tattico. Un allenatore in seconda che dava disinteressati consigli su chi schierare in campo e chi acquistare.

Questo suo particolare ruolo però era stato messo in forte discussione dall'attuale allenatore, che più volte, in modo tutt'altro che gentile, gli aveva fatto capire che non gradiva le sue bonarie intromissioni e in altrettante occasioni gli aveva ricordato con arroganza che il suo posto era in lavanderia tra detersivi e maglie infangate.

La squadre ritornano in campo e Severin, dopo la breve pausa caffè, torna in tribuna per il secondo tempo della partita.

Carmine l'osserva con attenzione, da lontano.

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L'immagine di testata (così come quelle originali, ove specificato) sono opera e proprietà di Martina Sanzi.