| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Il Diario di Pietro: Juventus-Atlético  Madrid 

di Pietro Giancristiano, 01 Dicembre  2019

L'Ultima partita in casa del giro di Champions vede  la mia amata juventus contro l’Atletico Madrid. Una gara simile alla sfida dello scorso marzo. Mai dimenticherò quella serata in cui la Juve ribaltò un 2 a 0 a favore dell’Atletico dopo la gara di andata. L'avversario è lo stesso ma l'importanza della gara è differente. Si lotta per vincere il girone di Champions. La juventus scende in campo con Szczęsny, Danilo, Bonucci, De Ligt, De Sciglio, Bentancur, Pjanic, Matuidi, Ramsey, Ronaldo e Dybala. 


La tensione come a marzo non è altissima, (il poco seguito dei tifosi dell’atletica ne è la dimostrazione). La Juve si presenta subito al limite dell'area di rigore madrilena con uno scambio veloce tra Bentancur e Ronaldo, ma l’azione viene letta in anticipo dalla difesa spagnola. 

I primi minuti li vede di marca Biancorossa, infatti gli spagnoli vanno al tiro con Thomas e di testa con Herrera. Poco dopo ancora Thomas attraverso una respinta di testa di Bonucci tira al volo, ma la palla si spegna sul fondo a destra della porta bianconera. Da segnalare che l’uomo più pericoloso della Juve, nei primi 20 minuti, è la Joya che impegna Oblak con un tiro da fuori area. Il possesso palla e il pallino del gioco per la prima mezz’ora è Madrilena. Alla mezz’ora si sveglia la Juventus. Si ha uno scambio al limite dell'area tra Dybala e Ramsey che lo porta ad arrivare alla conclusione ma la palla viene deviata in calcio d’angolo. Gli spagnoli continuano a pressare alti tanto da chiudere tutti gli spazi ai palleggiatori bianconeri, che si rifugiano nel portiere juventino costretto a mandarla in fallo laterale. Al termine del primo tempo la Juve riesce ad uscire dal pressing, e attraverso passaggi veloci e precisi arriva sul fondo, ma Bentancur viene abbattuto ad un metro dall'area di rigore. Punizione Juve.

Sul pallone si presentano Pjanic e Dybala. Ci aspettavamo un cross teso a centro area invece la Joya tira direttamente in porta. Un sinistro preciso e potente che finisce sotto la traversa dove Oblak non può nulla. Boato dello stadio e cori ad inneggiare la Joya. 1 a 0 per la Juve e finisce la prima metà di gara. 


L’Atletico ha iniziato il secondo tempo come nel primo con pressing e tentativi da fuori area. Va al tiro con Saul ma Szczęsny para tranquillamente. 

Entra la stellina portoghese nell’atletico, la quale si rende subito pericolosa andando alla conclusione, ma viene murato dal duo centrale bianconero.

La Juve controlla e gioca di rimessa, infatti al 60esimo va in contropiede con Ronaldo, il quale cerca di saltare due giocatori e va al tiro ma finisce sulla sinistra della porta Madrilena. I bianconeri vanno vicino al raddoppio con Bernardeschi. Scambio sulla destra tra lui e Bentancur poi il mancino bianconero si accentra e scocca un tiro potente che si infrange sul palo e portiere battuto. L’Atletico cerca di rendersi pericoloso al 80esimo quando Joao Felix si smarca e serve Correa a centro area, lo spagnolo controlla ma non fa in tempo ad andare al tiro che viene murato dall'olandesone bianconero. Palla in corner. 

Nel recupero ancora la Juve pericolosa in contropiede con Higuain (entrato al posto della Joya) va in progressione e poi cerca di servire Ronaldo ma viene anticipato da Felipe.

Lo spavento più grosso per i bianconeri arriva quasi al termine della partita. È ancora il duo Felix-Correa a creare problemi ai bianconeri. Scambio sulla destra tra i due, Correa va al cross, preciso e teso attraversa tutta l'area di rigore, mentre Morata liscia platealmente a portiere battuto. Fischio finale la Juve chiude al primo posto il girone. Una buona e solida Juve in fase difensiva (ennesima prova da top player di De Ligt). Abbiamo creato poco ma siamo stati cinici. Vittoria grazie all’invenzione della Joya.


Szczęsny: 6.50 due parate in sicurezza per il resto l’atletica non lo impegna tantissimo. Da tranquillità in mezzo ai pali ormai da un po’ di partite


Danilo: 6 non è Cuadrado ma il suo in difesa lo fa. Non soffre per nulla Koke, si disimpegna in alcune azioni in uscita palla al piede, ma arriva sul fondo con difficoltà.


Bonucci: 7 insieme al ‘piccolo’ De Ligt compone il muro davanti a Szczęsny. Di lì nn si passa. Alla larga!


De Ligt: 7.50 sta dimostrando che vale tutti fino all'ultimo centesimo. Chiude su Correa come un caterpillar, e prende qualsiasi palla alta che arriva in area di rigore. 


De Sciglio: 7 ogni tanto dimostra di non essere scarso come tutti pensano. Ottime chiusure su Saul e su Hernandez, si spinge anche in avanti ma i piedi non sono quelli di Alex Sandro. 


Bentancur: 7 molto spesso dà la sensazione di perdere la palla ma riesce ad  uscirne in modo elegante. Recupera anche molti palloni, dovrebbe essere più continuo nella prestazione. 


Pjanic: 7.50 ennesima partita di qualità. Tocca una quantità abnorme di palloni, e ne recupera altrettanti coadiuvato da Benta e Blaise. 


Matuidi: 7 è bello vederlo correre dietro a tutti. E’ tornato il Blaise che pressa chiunque. I piedi non sono quelli di Miralem ma si fa trovare sempre negli spazi in fase offensiva. 


Ramsey: 5.50  partita priva di qualità, sbaglia soprattutto i passaggi: si presenta davanti al portiere dell’atletico ma crossa addosso al difensore.


Ronaldo: 6 sta migliorando rispetto alle ultime prestazioni con la maglia bianconera. Prova a saltare l’uomo ma non riesce mai a creare superiorità numerica. Va vicino al gol ma calcia addosso ad Oblak. La sua forza è creare preoccupazione ai difensori Madrileni. 


Bernardeschi: 6 non riesco a valutare la sua prestazione. Da freschezza atletica davanti, ma prende un palo in piedi da fuori area. Per il resto solo molta corsa e qualche passaggio utile per smarcare i compagni. 


Khedira: 5.50 ha sul piede il gol del due a zero ma lo spreca. Per il resto non fa molto.


Higuain: 6 il guerriero combatte su tutte le palle ma nei pochi minuti al posto di Paulo non si rende mai pericoloso. 


Dybala: 8.50 partita di pura Joya. Salta l’uomo continuamente, e se accelera non lo puoi fermare a meno che non lo abbatti. Si inventa una magia al 47esimo che porta in vantaggio la vecchia signora. Torna anche nella sua metà campo a recuperare due palloni per rilanciare l’azione. 





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