| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Adesso promuoviamo Lupi!(?)

di Tuccio 2010, 09 Dicembre 2017

Il Milan due è il peggiore in assoluto. I giocatori messi in campo da Gattuso faticano ancor più di quello di Montella a proporre trame di gioco apprezzabili, per non parlare del ritmo assolutamente lento ed inadeguato.

 

Doveva essere l’anno del rilancio del Milan ed invece sta diventando l’anno nero, i cinesi dovevano e volevano riportare il Milan al vertice del calcio mondiale ed invece lo vedono trascinarsi sul fondo: tecnicamente facciamo tenerezza ed economicamente il piano presentato da Fassone per il rientro graduale nei parametri dei conti sarebbe stato bocciato.

Almeno possiamo essere sicuri che non si fallirà, arriveranno sanzioni e possibilmente il blocco del mercato, in ambienti finanziari di alto livello stanno cercando dei nuovi soci o compratori, per evitare il crac per la restituzione del prestito al fondo Eliott (quasi 400 milioni interessi compresi) prevista per il mese di ottobre dell’anno prossimo. Per evitare che il Milan finisca al fondo si sta lavorando per coinvolgere investitori arabi che potrebbero mettere le mani sulla società rossonera rilevando il debito con Eliott, forse se il Milan fosse andato come sperato e fosse in lotta per la Champions, sarebbe stato più facile trovare soci.

 

E nel campo sportivo? Speriamo che l’esonero di Montella non è stato inutile, anche se la decisione andava presa a ottobre alla prima sosta della nazionale, perché era già evidente allora che l’aereoplanino non aveva le idee chiare ed era in difficoltà, a Benevento si doveva vincere e Gattuso ha dato segnali negativi alla squadra, si è chiuso in area, ha messo dentro difensori invece di attaccanti più freschi, facendo le barricate. Il Milan non può essere questo, ne quello di Benevento o Rijeka e nemmeno quello di Montella, Fassone e Mirabelli hanno fatto la rivoluzione dell’organico non da Milan di Berlusconi e Galliani che tutti invocavamo. Ma più di tutto non si capisce come mai gli stessi giocatori visti a Milano sono le controfigure di quelli che giocano bene con le loro Nazionali.

 

Ci voleva fin dall’inizio un allenatore navigato, c’era Montella e se lo sono tenuto, anche perchè Conte non è arrivato e adesso ci troviamo con un esordiente nemmeno tanto bravo, che deve risuscitare un Milan che viene da metodi di lavoro che hanno lasciato un’eredità tattica e mentale pari a zero. Gattuso per scelta o per forza, sta confermando tutto di Montella, uomini, modulo, ritmo, atteggiamento e persino il risultato, quella contro il Rijeka è stata la peggior partita europea della stagione del Milan, in difficoltà quasi da subito, senza mai riuscire a prendere in mano la partita e senza avere mai effettuato un tiro nello specchio della porta, dopo le due retrocessioni in serie B, forse questo è il punto più basso della storia del Milan.

 

Non è questione di schemi o di chi va in campo, ma è una questione di testa, mancano le motivazioni, serve un atteggiamento diverso ed è quello per cui è stato chiamato Gattuso, ma non ricominciamo a parlare che serve tempo, il cambio di allenatore riesce sempre a trasmettere stimoli nuovi, al Milan continua ad esserci troppa tranquillità per momenti così difficili.

 

Adesso sembra che dopo tre mesi la difesa a tre e il tanto deprimente 3-5-2 venga messo da parte per tornare ad un più logico 4-3-3 di inizio stagione, che prima del tracollo con la Lazio aveva portato tante vittorie, dopo due partite Gattuso si è reso conto che con la difesa a tre si fa una fatica pazzesca e ha deciso di tornare a quattro, come l’Inter, come il Napoli e come la Roma.

Certo adesso serve il tempo per lavorare su questi concetti e buttare al vento mesi di lavoro per recuperare una squadra ormai smarrita, il problema è stato l'acquisto di Bonucci, con il suo arrivo Montella si è convinto di dovere rivoluzionare il progetto iniziale per giocare il 3-5-2, in testa lui aveva solo Bonucci, senza pensare a Suso e a gli altri nove.

Il 4-3-3 non è detto che risolverà tutti i problemi, soprattutto perché a centrocampo nei tre, manca uno come Jankto o Badel e bisognerà costringere Bonaventura ad un ruolo che non predilige e Borini esterno di sinistra che non è il massimo.

 

Con la difesa a quattro resterebbero Romagnoli, Zapata, Musacchio e Bonucci, con la cessione a gennaio di Paletta e Gomez, a cui si aggiungerà sicuramente Chalanoglu, in questo momento le parole servono a poco, bisogna lavorare tanto per uscire da questa situazione e bisogna schierare una squadra che possa far male all'avversario, il 4-3-3 è il modulo della scorsa stagione su cui era partito il progetto, si può ancora rimediare ma serve un’altra mentalità.

 

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