| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Ai Cinesi non è piaciuto!

di Tuccio2010, 13 Settembre 2017

Il Milan non vince le prime tre partite di campionato da 11 anni, l’ultima volta è stato nella stagione 2006-2007 ed il Milan in quell’occasione ha battuto per 1 a 0, l’Ascoli a Milano dopo avere vinto alla prima con la Lazio 2 a 1 e alla seconda a Parma 2 a 0, i rossoneri avevano la possibilità di sfatare questo tabù contro la Lazio ed invece prosegue “la maledizione”. I rossoneri al rientro dalla prima sosta per le Nazionali è riuscito a vincere solo una volta battendo per 5 a 4 il Parma in Emilia nel 2014-15 con Pippo Inzaghi in panchina.

 

Già contro il Cagliari erano emersi i soliti problemi del Milan di Montella, pesantemente evidenziati contro la Lazio, diventata una partita da non dimenticare, perché questo Milan non può prendere quattro gol in dodici minuti (a cavallo tra il primo e il secondo tempo) e senza mai giocare, perché non fare un tiro in porta fino al 4 a 1, significa non giocare.

 

I nodi adesso vengono al pettine e non era colpa di Bacca, fra l’altro lo scorso anno scarsi come eravamo, quattro gol con Romagnoli e Paletta non li abbiamo mai presi, la mia magari sarà distorsione professionale, ma non si deve difendere mai con meno di tre difensori e noi a volte eravamo in uno o due al massimo, così sbilanciati perché? Solo per far girare palla!?

 

Personalmente non ci sono scusanti, questa squadra è insieme da due mesi e parliamo di professionisti, capisco che ci possa essere qualche problema negli automatismi, ma quattro gol alle prime quattro azioni della Lazio e in dodici minuti, non ci sono scuse che tengono, ho chiesto al mio nipotino di cinque anni e mi ha detto che non si possono schierare due lenti in difesa contro Immobile, specie quando parte in contropiede e se lo sa lui che ha cinque anni …

 

Posso tranquillamente affermare che a livello di modulo, di sistemazione in campo degli uomini e caratterialmente, abbiamo perso due mesi e che c’è moltissimo da rivedere, una squadra che ha speso tutti questi soldi, non può andare in confusione alla prima occasione della Lazio e poi sparire inspiegabilmente dopo un avvio autoritario. Si è spenta la luce come accaduto contro il Cagliari.

Nel Milan continua ad esistere una “improduttività offensiva”, figlia di una manovra faticosa a causa della sua lentezza e della mancanza di giocatori che si muovono senza palla, è una squadra priva di idee, anche perché a mio avviso priva di un gioco e ripeto non può essere considerato gioco, un lento, stucchevole, inutile e sterile “giro palla”.

 

Montella ha parlato di eventuali cambiamenti in formazione, ribadendo la bontà delle sue scelte, ci può stare Cutrone che sembra più avanti rispetto agli altri, che Bonaventura andasse in panchina perché rientrava da un infortunio, ma Romagnoli doveva essere al suo posto e Calhanoglu anche se non era al meglio, non può fare la riserva di Borini.

 

La squadra deve crescere e deve anche fare ruotare i giocatori, mettendo in campo il modulo per cui sono stati comprati, il 4-3-3 appare sempre meno adeguato alle caratteristiche di buona parte dei calciatori rossoneri, a cominciare da Bonucci (difesa a 3), a Conti e Rodriguez (ideali in un centrocampo a 4), passando per una trequarti in cui Calhanoglu e Suso darebbero il loro meglio, per finire ad un attacco a due punte molte più pesante e intraprendente.

 

Fermo restando che sotto di due gol, al rientro dall'intervallo bisognava cambiare due interpreti nel tentativo di rimettere in piedi la partita ed invece la squadra ha continuato a sbandare e questo un allenatore lo deve notare, ora sembra che la prossima gara contro l'Austria Vienna, sia il momento del cambio del sistema di gioco.

 

Ma qualsiasi modulo prescinde dalla difficoltà palesata dal Milan nella tenuta mentale, perché i primi 15/20 minuti sono stati molto buoni, anche se il portiere della Lazio non ha mai praticamente dovuto fare una parata, certificando la mancata creazione di occasioni da gol.

 

Montella non ha saputo apportare i giusti correttivi che servivano sul 2 a 0, perché la partita doveva essere cambiata, sicuramente non si aspettava che dopo il “cazziatone” dell’intervallo, Kessie continuasse a sbagliare tutto e che con in campo gente come Bonucci, Musacchio, Biglia e Rodriguez, abituati a questo genere di partite, continuassero a restare a un livello così basso.

 

Il Milan è arrivato a questo primo big match, troppo convinto di esser superiore alla Lazio e, di conseguenza, di avere la partita nelle mani, ora speriamo che abbiano capito la lezione, bisogna portare i risultati, il passaggio al 3-5-2 è in arrivo, ma se sarà la soluzione di tutti i mali non lo so, oltre al modulo serve un bagno d’umiltà da parte di tutti, ci sono stati errori ingenui, da ragazzini, Bonucci nell’uno contro uno a campo aperto è stato saltato facilmente, servono le coperture degli altri due ai suoi fianchi. Passando al 3-5-2 come ho già precedentemente detto ci sarà il problema Suso, lo spagnolo è stato determinante l'anno scorso e a inizio stagione, con le due punte fai più fatica a trovargli una collocazione tattica, ecco perché insisto e non sono il solo sul 3-4-1-2.

 

La lotta per i quattro posti a disposizione nella Champions League 2018-2019 sembra sia già in bilico dopo la pessima partita contro la Lazio, il Milan è scivolato al sesto posto in classifica con Sampdoria e Roma che devono recuperare una partita e si ha la netta sensazione che Juventus, Napoli e Inter, abbiano già ingranato.

 

A meno di clamorosi stravolgimenti, si rischia già di essere in lotta per il solo posto disponibile per l’accesso alla Champions con Lazio e Roma, stando attenti anche ad un possibile inserimento del Torino, comunque il problema non è legato ai moduli o ai numeri, è legato all’atteggiamento che contro la Lazio è stato quello sbagliato

 

Per quanto riguarda il mercato, anche questo tassello è andato al suo posto, Sosa ha lasciato il Milan ed è tornato al Trabzonspor, l’unico pezzo del puzzle rimasto in mano a Mirabelli è Josè Mauri e poi tutte le altre tessere sono state messe a posto e non era una cosa facile.

 

Chiusura del mercato quindi che arriva praticamente fino alla quarta giornata di campionato (se si include la sosta per la nazionale) e a quanto pare l'Inghilterra che nel calcio ha fatto sempre da apri pista (ha disputato il primo campionato; ha l'introdotto i tre punti e la numerazione fissa), ha scelto di anticipare la chiusura del mercato dell'estate 2018 all'8 agosto.

 

In pratica tre settimane prima e quindi prima dell’inizio del campionato, è una cosa che trovo giustissima e di cui un po' tutti ci siamo lamentati, ora la speranza è che questa scelta riesca a condizionare l'intero sistema europeo, visto che anche in altre nazioni, i club sono stanchi dei condizionamenti a campionato in corso.

 

Un cambiamento che deve avvenire però in tutto il Vecchio Continente, perché non ci possono essere tante chiusure di mercato e allo stesso tempo, uniformare le date degli inizi dei campionati nei paesi europei, sia per il rendimento delle nazionali ma anche in ottica Champions League, dove tutti dovrebbero avere lo stesso raggio d'azione per le trattative e gli stessi tempi per preparare le competizioni.

 

 

 

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