| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Alex "Pinturicchio" Del Piero

di Federico Lo Cicero, 09 Novembre 2016

A Perugia nel 1452 nasceva Bernardino di Betto Betti. Un grandissimo pittore italiano che padroneggiava sia l'arte della pittura su tavola, che l'affresco e la miniatura. Fu uno dei grandi maestri della scuola umbra assieme a Raffaello. Data la sua piccola corporatura veniva chiamato "PICCOLO PINTOR", soprannominato Pinturicchio.

 

Nel nostro calcio italiano abbiamo avuto vari artisti della palla, e il primo tra tutti per longevità di attività è stato Roberto Baggio il "Raffaello" del calcio italiano. Ma nel nostro calcio l'immaginazione dell'Avvocato Gianni Agnelli ci ha permesso di vedere, anche se per poco, anche "Pinturicchio" accanto a Raffaello, come nella scuola umbra.

 

Pinturicchio fu il soprannome che diede l'Avvocato ad una grande bandiera della Juventus: Alessandro Del Piero.

 

Nasce a Conegliano, un paesino in provincia di Treviso, il 9 novembre del 1974. Ragazzino diligente a scuola, e dotato di buonissima educazione, sin dall' infanzia si dilettava a giocare nei campetti della parrocchia di Saccon. Non poteva passare inosservato, e lo troviamo a giocare nella squadra del paese il San Vendemiano. La mamma per la verità, visto che tornava sempre a casa sudato, stanco e con i lividi sugli stinchi, avrebbe preferito che facesse il portiere, ma si sa se nasci genio sei anche pronto a spingerti oltre l'ostacolo.

 

La sua luce era il gol, il suo interruttore il dribbling. Incantava il pubblico ad ogni partita, e il parroco, che faceva da presidente della squadra, provò a parlarne con i dirigenti del Padova. Ma c'era un problema, ha il fisico esile, "si bravino,ma piccolin...."

 

Ma nel 1988 la dirigenza padovana rompe gli indugi dopo l'ennesimo assalto del prete procuratore. Forse li avrà minacciati di scomunica, ma il risultato è che Alex viene acquistato e va a far parte della formazione allievi del Padova.

 

Qua si rendono subito conto che è forte, segna di destro e anche di sinistro, iniziano a ronzare indiscrezione intorno al suo nome.

 

A 17 anni fa il suo esordio in serie B, Bruno Mazzia,lo manda in campo nella partita contro il Messina, subentrando a Putelli. Nel campionato successivo segna il suo primo gol nel 5-0 alla Ternana.

 

Del Piero inizia a farsi conoscere in tutta la caffetteria, e subito piomba su di lui Giampiero Boniperti. Mette sul piatto del presidente del Padova, Marino Puggina, 5 miliardi delle vecchie lire.

 

Del Piero cammina a tre metri da terra: firma il suo primo contratto da professionista e oltretutto per la squadra del cuore.

 

Alla Juve, nonostante fosse partito in ritiro con la prima squadra allenata da Trapattoni, viene inserito nella formazione primavera allenata da Cuccureddu. Conquista subito da titolare la vittoria nel torneo di Viareggio e lo scudetto "Primavera" (1994). Nonostante questo, il "Trap" lo fa esordire in serie A ad inizio 1993 contro il Foggia, poi in Coppa Uefa, e subito dopo aver esordito in serie A segna il suo primo gol al Parma. Inizia la sua ascesa.

 

 

Nella stagione successiva il Trap lascia la Juventus ed arriva Marcello Lippi. Qui Lippi lo impiega con più continuità , gioca in una Juventus a trazione anteriore, accanto a giocatori del calibro di Baggio, Vialli e Ravanelli. A centrocampo a reggere Deschamps, Tacchinardi e Paulo Sousa.

 

Ma nel novembre del 1994 "Raffaello" si infortuna e Del Piero esplose definitivamente, formando con i veterani Ravanelli e Vialli un trio d'attacco che porterà alla squadra di Lippi due trofei ,Scudetto e Coppa Italia, ed una finale di Coppa Uefa.

 

Singolare il fatto che le finali dei due trofei furono entrambe contro il Parma, che oltretutto fu' l'antagonista per la vittoria finale del campionato. Vinse la Coppa Italia ma persa la Uefa.

 

Ma quella stagione accadde anche un fatto funesto: Andrea Fortunato morì di leucemia. Alex termino' la stagione con 11 gol in 50 gare.

 

Come nella storia Raffaello e Pinturicchio presero strade diverse. Marcello Lippi decise con la società di puntare su Alex, privandosi del talento del "Divin Codino" Baggio che passò al Milan. Scelta audace, vista la giovane età del ragazzo. La stampa e gran parte dei tifosi sembrano perplessi, ok bravo, ma potrà sostenere il peso di una squadra come la Juve sulle sue spalle?

 

Mette tutti d' accordo il 13 settembre 1995. Champions League. Segna contro il Borussia Dortmund un gol che rimarrà nella memoria di ogni appassionato di calcio. Non importa per quale squadra tifi. Del Piero mette a segno un gol capolavoro. Una pennellata degna di un maestro pittore. Un tiro a giro, da fuori area di rigore e decentrato, sul secondo palo. Portiere battuto. Sarà il suo marchio di fabbrica negli anni.

 

 

 

I sui gol e quelli di altri che gli somigliano saranno chiamati: Gol alla Del Piero. Ha una balistica ed uno stile impressionante.

 

Quell'anno la Juventus porta a casa l'agognata "Coppa con le orecchie" (la Champions) nella finale di Roma vinta ai rigori contro l'Ajax. In campionato un secondo posto dietro il Milan di Capello. Ma aggiunge un'altro trofeo: la Supercoppa italiana sul Parma.

 

La stagione successiva (96/97) lo porta sul tetto del mondo. La Juventus batte per 1-0 il River Plate con una sua rete. Segna anche 2 gol nella doppia finale contro il PSG nella finale di Supercoppa UEFA. Anche questo trofeo è nella bacheca bianconera. Arriva anche lo scudetto. Alex segna qualcosa come 15 gol nella stagione. Ma anche in una stagione fantastica può non esserci il lieto fine.

Arriva per la seconda volta consecutiva in finale Champions League che si gioca a Monaco di Baviera. Ma ahimè il fato vuole che si giochi contro il Borussia Dortmund fra le cui fila militavano ben 5 ex bianconeri. Il risultato sorrise ai tedeschi (3-1), ma Alex appena entrato nel secondo tempo mise a segno un gol di tacco.

 

L'anno successivo, vittoria in Supercoppa Italiana e l'immancabile campionato davanti all' Inter di Ector Couper. Con ben 32 gol stagionali, riesce anche a vincere la classifica cannonieri del nostro campionato. Con 21 gol. Accede di nuovo alla finale di Champions ad Amsterdam. Partita bruttina che vede le Merengues portare a casa la loro settma Champions. 1-0 il risultato finale rete di Mijatovic.

 

La stagione 98/99 per Alex inizia male e finirà. ....

 

Dopo aver perso con la Lazio la Finale di Supercoppa Italiana nonostante il suo gol, l'8 novembre nella partita Udinese-Juventus si infortuna gravemente al ginocchio sinistro. Intervento chirurgico negli U.S.A. Stop per 9 mesi. Stagione finita. Lippi esonerato dopo la sconfitta casalinga contro il Parma, ed al suo posto Carlo Ancellotti.

 

La Juventus la stagione successiva parte in Europa dall' Intertoto. Rientra anche Alex e tra goal ed assist contribuisce a far vincere alla squadra il trofeo in finale contro il Rannes. In squadra fa coppia con il predatore d'area di rigore Filippo Inzaghi. Una coppia che funziona a meraviglia, simile a quella ex Doriana Vialli/Mancini. Ma le pause durante le partite erano molte, l'infortunio patito stava lasciando il segno, tanto da destare perplessità fra i tifosi e anche parte della dirigenza.

 

Ancora un boccone amaro sulla linea del fotofinish. Ultima giornata. La fatal Perugia. La Lazio vince la sua partita contro il Parma. Ma a Perugia succede che la pioggia torrenziale ferma la Juventus. La squadra umbra fa suo il match con il gol di Calori. La partita termina in una pozza d'acqua che comprende tutto il campo. La Lazio è campione d' Italia di un punto sui bianconeri. Alex segna in stagione 12 gol anche se molti su rigore.

 

Anche la stagione successiva la Juventus arrivò al secondo posto in campionato dietro la Roma, nonostante l'arrivo in attacco anche di Trezeguet. Al termine della stagione Alex ha riacquistato lo smalto antico, ma Ancellotti viene esonerato.

 

2001/2002. Alex torna definitivamente in cattedra. Sulla panchina torna il suo più grande estimatore, il viareggino Marcello Lippi e subito arriva lo scudetto sull'Inter che perde contro una Lazio dismessa.

 

La squadra perde in rosa Inzaghi, Van der Saar e Zidane, ma arrivano Buffon, Nedved e Thuram. La squadra è più compatta,Alex segna 21 gol stagionali.

 

Ma ancora una volta la sconfitta per 1-0 contro il Parma nella gara di ritorno, dopo il 2-1 in casa, decreta la vittoria dei ducali in Coppa Italia.

 

La sua super stagione convince sia Lippi che la Dirigenza a legare la maglia bianconera a lui come condottiero. Quindi viene promosso capitano.

 

La stagione seguente lo vede protagonista. Vittoria della Supercoppa italiana, sul Parma. Il 24 gennaio 2003 morì l' Avvocato Gianni Agnelli.

 

Due giorni dopo segna un gol capolavoro contro il Piacenza e lo dedica alla sua memoria. In Champions arriva la semifinale contro il Real Madrid. La Juventus elimina gli spagnoli grazie ad una partita monumentale di Alex che permise ai bianconeri di rimontare la gara di andata ed accedere alla finale. Finale che si gioca a Manchester, stadio Old Trafford. Avversario il Milan di Carlo Ancelotti. Vincono i rossoneri dopo i calci di rigore. Per la terza volta consecutiva Alex vede svanire la vittoria della seconda Champions.

 

 

La stagione successiva arrivano in attacco Zlatan Ibrahimovic e in panchina Capello. Di nuovo scudetto, ma per Alex è una stagione che lo vede relegato a riserva dello svedese. Non batte ciglio. Si fa sempre trovare pronto. 17 gol in stagione. Ma un rapporto non idilliaco con l'uomo di Pieris.

 

Ma i gol a Del Piero riescono con una naturalezza che ammalia anche il tifoso

avversario.

 

Anche il campionato successivo lo vede relegato a "seconda scelta" da Capello, e nonostante questo segna in totale 20 reti e la Juventus rivince il campionato...

 

Ma c'è un ma.

 

Esplode per la seconda volta calciopoli che vede coinvolte: Juventus, Milan, Fiorentina e Lazio. La Juventus paga più di tutte, non solo vengono revocati gli ultimi due scudetti, ma viene anche retrocessa in serie B. I più forti, compreso Capello se ne vanno, tranne lui. Lui rimane anche in B.

 

È la sua casa, la sua famiglia, è il capitano che eroicamente non abbandona la sua nave. Inutile dire che sotto la guida di Deschamps, la Juventus vince a mani basse il campionato di serie B, nonostante il pareggio iniziale in quel di Rimini. E con 20 gol in campionato, vince anche la classifica cannonieri.

 

Al ritorno in serie A la Juventus arrivò terza, ma Alex vinse il titolo di cannoniere con 21 reti. Pinturicchio torna a disputare la Champions League l'anno successivo. E in una serata strepitosa, non solo segna i due gol della vittoria sul Real Madrid al Santiago Bernabeu, ma al momento della sostituzione, il pubblico madridista gli tributa la standing ovation.

 

Da mettere in evidenza che molto raramente un giocatore avversario a Madrid riceva l'omaggio del pubblico delle merengues. Arrivarono i complimenti anche dal "Pibe de oro."

 

La stagione 2009/2010 non fu felice a causa di molteplici infortuni. Due stagioni dopo arriva sulla panchina un vecchio compagno di gioco: Antonio Conte.

 

Anno straordinario per lui, ma anche con un finale triste. Dopo 290 gol in bianconero il 13 maggio 2012, gioca la sua ultima partita con la Juventus.

La società decise di non rinnovare il suo contratto.

 

Gioca la sua ultima finale di Coppa Italia contro il Napoli con una maglia celebrativa come si conviene per una bandiera. Vincerà il Napoli 2-0.

 

 

Ma la voglia di giocare c'è ancora. Arriva l'offerta dal quinto continente: l'Australia. Il Sydney si assicura le sue prestazioni per 2 anni.

 

Indossa la sua 10 e la fascia di capitano nella seconda stagione. La squadra non vince titoli, ma Alex segna in totale 24 reti e il pubblico ama le sue giocate, ma

sopratutto l'ardore che mette nelle partite e l'attaccamento alla maglia.

 

Ma al termine decide di provare un' ultima stagione in India nel Delhi Dynamos. Nessun titolo, 1 gol segnato il 9 dicembre 2014 con la sua specialità, calcio di punizione, in 10 presenze.

 

Alex si ritira. Pinturicchio smette di dipingere. Rimarrà per sempre il pittore di traiettorie impossibili... degne solo dei migliori.

 

In nazionale fa tutta la trafila dalla Under 17 sino alla maggiore. Nella Under 21 gioca agli ordini di Cesare Maldini, ma saltuariamente collezionando 12 presenze e 3 gol. In nazionale maggiore fa il suo esordio il 25 marzo 1995 contro l'Estonia. C.t. Arrigo Sacchi. Ma il suo primo gol lo segna alla Lituania il 15 novembre.

 

Partecipa al campionato europeo inglese del 1996. Gioca solo la prima partita. L'Italia non supera neppure le qualificazioni. Sacchi fallisce, ed al suo posto viene chiamato Cesare Maldini. Lo convoca per il Mondiale di Francia del 1998. Mondiale per lui condizionato da un' infortunio patito nella finale di Champions.

Maldini lo alterna spesso con "Raffaello", Roberto Baggio.

 

Roberto è in forma smagliante e merita di giocare, ma dalla sua Alex ha la più giovane età. Le staffette non hanno mai giocato all'Italia, il ricordo di Rivera/Mazzola è ancora vivo. L'Italia si ferma ai quarti davanti alla Francia che passa grazie alla lotteria dei rigori. L' errore di Di Biagio fu determinante.

 

Ma l'europeo olandese del 2000 si presenta per Del Piero come un' occasione da non perdere. Dino Zoff lo convoca ugualmente anche se reduce da un'altro infortunio. Inizia a giocare dalla terza partita contro la Svezia. Assist a Di Biagio e gol per il 2-1 finale. Ma anche qua non trova continuità a causa dei guai fisici. L' Italia arriva in finale contro la Francia. Al 59' ha la palla che potrebbe consacrarlo, imbeccato da Totti. Ma fallisce malamente davanti a Barthez calciando a lato. Dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi sul'1-1, ha anche la palla del Golden Gol nei supplementari, ma anche qua fallisce. Cosa che non farà Wiltord beffando Toldo per la vittoria Francese.

 

Alex gioca anche i mondiali di Corea del Sud e Giappone nel 2002. Giovanni Trapattoni in panchina lo alterna con Totti. L'Italia si ferma davanti alla Corea del Sud e all' arbitro Moreno. Al campionato Europeo in Portogallo, gioca le tre gare del girone, ma il Trap non riesce a far superare il turno ai suoi, complice l'1-1 finale di Ibrahimovic di tacco.

 

Ma solo gli audaci sanno attendere e prendersi tutte le rivincite insieme. L'occasione il Mondiale di Germania del 2006. Casualmente, come nella Juventus al posto di Trapattoni viene chiamato Marcello Lippi. E subito si capisce che ci si può provare. Ma questa volta le cose son chiare: Totti titolare e Del Piero la sua staffetta. I due sono intelligenti e si mettono al servizio del tecnico viareggino. Il capolavoro Del Piero lo compie prima nella sua testa e poi nel rettangolo di gioco.

 

Entra a pochi minuti del termine dei tempi supplementari di Germania-Italia che vale l' accesso alla Finale di Berlino, risultato 0-0. Dopo poco segna Grosso 1-0 per gli azzurri, e poi proprio allo scadere in contropiede mette K.O. definitivamente la Germania con un contropiede fulminante scambiando con Gilardino e mettendo alle spalle del portiere teutonico ed andandosi a prendere l'ovazione dei tifosi.

 

Nella finale di Berlino con la Francia dopo l'1-1 dei tempi regolamentari e supplementari si va ai calci di rigore.

 

Va per quarto sul dischetto del rigore e batte Barthez prendendosi la sua personale rivincita. L'Italia segna i 5 calci di rigore contro i 4 francesi. L'Italia è campione del mondo.

 

 

Anche Donadoni lo convoca per l' Europeo in Austria e Svizzera, ma la sua avventura si ferma ai quarti di finale ai rigori contro la Spagna.

 

Ultima partita di Alex in nazionale il 10 settembre 2008 contro la Georgia (2-0) subentrando a Di Natale.

 

Del Piero è stato con Roberto Baggio uno degli ultimi veri fantasisti italiani, ma con una diversità con il "Divin Codino", Alex ha saputo interpretare anche ruoli di ala o da comprimario. Ma i due insieme nella Juventus hanno regalato quadri di pura bellezza calcistica.

 

Del Piero è un tipo morigerato al contrario di Totti (tutt'ora in attività), un tipo mai al disopra delle righe. Lo senti parlare e vedi la faccia pulita del calcio. Mai una dichiarazione banale. E anche quando, smessa l' attività, la Juventus ha preferito ignorarlo come vice presidente, non ha mai avuto esternazioni contro la sua ex società.

 

Un signore, pensate che quando và a vedere la sua Juventus lo fa come un comune tifoso, senza ricorrere ai biglietti della società. L' amore è finito, ma con questa dirigenza, non con i tifosi e la squadra. È stato e resterà una bandiera bianconera. Alex Del Piero la leggenda.

 

-"Vivere in compagnia del talento è come avere un amico esigente, uno che ti aiuta ma non smette mai di chiedere. Se hai talento, sei obbligato a mostrarlo. Sempre."-

 

ALESSANDRO DEL PIERO

 

 

 

 

 

 

 

Nato a Livorno il 19/04/1970. Il calcio è sempre stata la mia passione, un'attrazione sin da piccolo, ma a dire la verità, giocato per strada e poi nei campionati amatori. Oggi continuo a giocare ed allenare bambini, cercando di trasmettere loro i valori del calcio degli anni 80/90. La spinta per iniziare a scrivere i miei personaggi è una sorta di apertura di un vecchio cassetto. Scrivere. Ho provato con i racconti... ma poi smettevo. Allora per divertimento ho iniziato a scrivere di calciatori del passato. Scrivere di loro, è una continua sfida nella ricerca, scoprire chi sono stati e conoscere la parte umana di coloro che ci tenevano incollati alla tv.

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