| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Alla vigilia di Milan - Roma

di Tuccio 2010, 05 Maggio 2017

Il Milan alla vigilia dello scontro con la Roma, si presenta con lo spettro dell’ennesimo campionato deludente alle spalle, un campionato che rispecchia fedelmente il finale della scorsa stagione, all’andata con la Roma il Milan metteva in palio il secondo posto e il titolo di anti juventus, ora invece rischia l’Europa come lo scorso anno e l’anno prima, tutto per non riuscire a fare punti con le piccole. Solo due punti con le quasi retrocesse Empoli, Crotone e Pescara e anche nella scorsa stagione solo due punti con le già retrocesse Carpi, Verona e Frosinone, un copione che si ripete e per il secondo anno consecutivo rischia se non succederà, di buttare via una stagione e sempre per questa atavica incapacità di non riuscire a battere squadre già retrocesse.

 

Un andazzo che non ha giustificazioni e meno male che Fiorentina e Inter si fanno male da sole, non è possibile non sfruttare i loro errori che fra l’altro sono stati tanti e non mettere le mani su una qualificazione in Europa. Non è possibile non avere motivazioni e presentarsi a Crotone in quella maniera, specie dopo le scoppole con Pescara ed Empoli, non ci si può presentare in campo senza cattiveria agonistica.

 

59 punti e sesto posto in classifica a più 3 dall’Inter e più 4 dalla Fiorentina, potrebbero e dovrebbero costituire un vantaggio rassicurante, se non fosse che il Milan è in piena crisi e che nelle prossime due gare questo vantaggio potrebbe svanire visto che i rossoneri devono incontrare Roma e Atalanta.

 

Nonostante le 6 lunghezze in più rispetto allo scorso anno, non sono sufficienti a garantire al nuovo Milan il ritorno in Europa, punto di partenza indispensabile per tornare ai vertici che le competono per storia e blasone, ma la realtà ci porta inevitabilmente sulle necessità evidenti dell’organico.

 

Si parla di tre colpi, anche perché con 100 milioni e se devono essere top più di tre colpi non puoi fare, ma onestamente questo Milan così come è ridotto, ha bisogno di qualcosa di più, se non proprio una rivoluzione sicuramente una rifondazione, c’è tanto da cambiare e una Champions League su cui puntare per il prossimo anno e non possiamo fare ogni anno la stessa fine, nel girone d'andata con le stesse ultime 5 squadre abbiamo conquistare 13 punti e nel girone di ritorno invece solo 6.

 

Per riportare il Milan ai suoi livelli, servano almeno 6 acquisti di spessore, visto che in questo finale di stagione sono riemersi gli stessi problemi degli ultimi quattro anni, per arrivare a quel piazzamento in Champions annunciato già dall’anno prossimo servono: un terzino, un difensore centrale, due centrocampisti, un attaccante esterno e uno centrale ma di razza.

 

La squadra va ristrutturata puntando su elementi affidabili e di continuità, giovani promettenti e già con una discreta esperienza, intanto deve essere ratificato un aumento di capitale per il prossimo calciomercato di rafforzamento e pare che i 100 milioni diventano 120, a cui vanno sommati i soldi ottenuti dalle cessioni, in modo che si dovrebbe arrivare ad una disponibilità tra i 180 e i 200 milioni.

 

I due centrocampisti di qualità affidabili, continui e con discreta esperienza sono Kessiè e Pellegrini, ma anche Kovacic e Duncan nel caso di concorrenza spietata, mentre l’attaccante centrale di razza dovrebbe essere uno tra Morata, Aubameyang, Dzeko e Benzema, solo che si tratta di operazioni molto complicate, la cosa certa è che serve e deve arrivare un grande attaccante. Keita è un pallino di Mirabelli, ma bisogna fare i conti con le richieste della Lazio e con la forte concorrenza, anche se sembra che il calciatore gradisca il Milan e vista la palese difficoltà di arrivare ad una delle punte già citate, Keita potrebbe essere il tipo di prima punta che piace a Montella.

 

Prosegue comunque l’ispezione per attaccanti in alternativa, si parla di Petagna, di Kalinic e di Dolberg 19enne danese attaccante dell'Ajax, ma anche qui è forte la concorrenza di United e Napoli, mentre in difesa il Milan ha sostanzialmente chiuso l'affare Musacchio, dove pare siano alla stesura dei contratti: 18 milioni al Villarreal e 4 anni di contratto al giocatore, quindi niente De Vrij, per il terzino sinistro la scelta è stata presa, Ghoulam piace ma bisogna trattare col Napoli ed è complicato, così come per Emerson Palmieri.

 

Il Milan è una squadra che va male in attacco, peggio in mezzo al campo e disastrosa in difesa, questo Milan ha bisogno di quantità e qualità, in difesa serve sicuramente un terzino ed un difensore centrale come dicevamo, ma probabilmente anche un centrale di riserva, perché non si possono prendere due gol come quelli di Mchedlidze e Trotta, Zapata si è fatto spostare da Trotta come un birillo e poi serve uno là davanti che mette sempre dentro e un suo vice, così siamo già a 8. Donnarumma, Romagnoli, Bonaventura e Suso (rinnovi permettendo) sono i punti da cui partire, i top già in formazione, a questi bisogna inserire colpi mirati. Stesso discorso per il centrocampo, confermati Locatelli, Montolivo, Kucka e Bonaventura serviranno altri 2/3 pedine ma di spessore.

 

Il reparto d’attacco eccezion fatta per Suso, dovrà essere ricostruito per intero, quindi 5 inserimenti su 6 di cui 2 di grandissimo valore (se uno non sarà Deulofeu potrebbe essere Sansone), quindi di sicuro solo 3 colpi top non bastano, a questi bisognerà aggiungere anche 8 grandi calciatori e possibilmente di prospettiva, ma soprattutto un vero bomber e poi con il portiere di riserva arriviamo a 12 acquisti, quasi una rivoluzione.

 

Per il bomber il Milan ha scelto di puntare in alto, forse troppo in alto corteggiando giocatori fuori dalla sua attuale portata, un Milan da tre anni fuori dall’Europa non può interessare a gente come Aubameyang, Benzema e Morata, ma un bomber in grado di garantire almeno 20 gol a stagione è necessario, un grande attaccante serve e come.

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