Amo il Barcelona perché...

Amo il Barcelona perché...

di Ciro Ruotolo, 23 Marzo 2016

Dopo aver curato, solo un paio di settimane fa, l’articolo sulla Curva Sud del Westfalenstadion, dopo aver parlato delle sue spettacolari coreografie, della sua sportività e della sua simpatia, oggi mi trovo qui a scrivere della magia che comporta tifare e sostenere il Futbol Club Barcelona.

 

Ormai tutti quelli che seguono da un po’ il nostro progetto sanno che il mio cuore è diviso in parti più o meno uguali tra l’amore per il Napoli e la passione per il Barça.

Una metà del mio muscolo cardiaco è a tinte Azzurre, l’altra completamente Azulgrana.

 

Il mio obiettivo, ora, non è quello di sciorinare una serie di dati e statistiche che riguardano il Club più titolato di Spagna, il più titolato al Mondo, per quando riguarda i trofei Internazionali, l’unica formazione ad aver fatto Triplete per due volte nella sua storia, l’unica ad aver partecipato fin dalla stagione 1955/1956 ad almeno una delle Coppe calcistiche europee.

 

Oggi, sono qui per parlarvi del fatto che il Barcellona con i suoi 172.000 soci rappresenta il più grande azionariato popolare del mondo, per quanto riguarda il Calcio; sono qui per scrivere del fatto che secondo una statistica curata da una società tedesca il Barcellona è il Club più amato d’Europa, con 57,8 milioni di tifosi!

Del fatto che il Barcelona anche sulla carta, cosa più importante, a volte, in una realtà come la nostra che bada più alla forma che alla sostanza, è della gente.

Il Futbol Club Barcelona è delle persone, appartiene ai suoi tifosi.

 

Tifare Barça è un po’ una scelta di vita, è un po’ come scegliere di amare incondizionatamente qualcuno senza aspettarsi nulla in cambio, con la consapevolezza che l’oggetto della nostra passione, qualsiasi cosa faccia, qualsiasi cosa dica, qualsiasi cosa sia, non potrà mai deludere le nostre inesistenti aspettative

Il Barça non tradisce. Mai.

L’Universo Blaugrana ti assorbe, il suo stile, la sua mentalità sono sempre lì a ricordarti che la differenza che passa tra vincere o perdere, in fondo, sta tutta nell’occhio di chi guarda.

Esatto, come la tanto decantata bellezza.

La vittoria ti risolleva l’anima, ti inorgoglisce, ti fa esultare, ti rende dipendente, ti fa stare allegro per giorni interi.

La sconfitta ti fa crescere, ti libera, ti fa riflettere, ti permette di ispezionare con umiltà quella che è la profondità della tua essenza.

 

Dopo anni di Dominio Bianco, da parte dei rivali del Monumentale Real Madrid, dopo le tante sconfitte blaugrana, dopo aver visto, per anni e anni, il carro dei vincitori sempre tinto del colore delle meringhe, il Barça è risorto.

E non parlo dal punto di vista dei risultati o dei record (certo, quelli fanno piacere, magari si facesse Triplete tutti gli anni!), ma mi riferisco al modo di scendere in campo, al modo di affrontare ogni partita, ogni allenamento, al modo di guardare e trattare gli avversari.

 

Ovviamente io non posso parlare della Tifoseria del Barcelona e delle sue peculiarità, essendo, quella catalana, una realtà che non ho mai vissuto direttamente, in prima persona, una realtà di certo meno appariscente e meno fantasiosa di quella tedesca del Borussia Dortmund.

Ma posso parlare dei motivi che sono alla base della mia passione per i colori azulgrana, posso provare a immaginare l’orgoglio che spinge le quasi 100.000 anime del Camp Nou e i milioni di tifosi sparsi in tutto il mondo a urlare ogni domenica, ogni giorno, ogni istante

 

“[…]

Blaugrana al vent

un crit valent

tenim un nom el sap tothom:

Barça, Barça, Baaarça!

[…]”

 

Amo il Barcelona perché Carles Puyol, Andres Iniesta, Xavi, Lionel Messi, Gerard Piqué, Victor Valdés, Sergio Busquets, Jordi Alba e Cesc Fàbregas sono cresciuti nella Cantera del Barça, a La Masia, la struttura di formazione del settore giovanile catalano.

Amo il Barcelona perché quando Tito Vilanova, prima della sua scomparsa, combatteva contro la sua malattia, prima di ogni partita, l’intero Camp Nou era un grido di speranza per lui.

Amo il Barcelona perché proprio Tito, nonostante la difficilissima situazione personale, nonostante tutto ha deciso che Viva la Vida (brano dei Cold Play) doveva essere l’inno del suo Barça.

L’inno della squadra più bella mai esistita. L’inno della poesia calcistica firmata Guardiola-Vilanova. Perché quello è un inno alla vita, un inno alla gioia di vivere che ti fa sorridere anche nei momenti difficili, nei momenti bui come la notte senza né stelle né luna.

Amo il Barça perché il Barça è una grande famiglia.

Perché ho sempre guardato con ammirazione al rapporto che avevano Puyol e Piqué, che in campo e fuori davano la sensazione di essere un solo giocatore. E per questo rappresentano la coppia di centrali difensivi che stimo e apprezzo di più.

Amo il Barcelona perché Capitan Puyol, nel momento di alzare la Coppa dei Campioni si sfilò la fascia dal braccio e la infilò a quello di Éric Abidal, concedendo a lui il grande onore.

 

Amo l’universo catalano, la sua filosofia e, soprattutto, forse, la sua tifoseria, per un semplice motivo, che si vinca o che si perda, sono sempre tutti in piedi ad applaudire.

 

Grazie Barça!

 

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Le immagini di sfondo e testata (così come quelle originali, ove specificato) sono opera e proprietà di Martina Sanzi.