| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Arbitri vs Var 

di Mario Bocchetti,  04  Novembre 2019

Le parole di Insigne fanno male al calcio. Impensabile sentire da un calciatore che l’arbitro gli ha intimato di finirla di chiedere spiegazioni perché il Napoli aveva sbagliato più degli arbitri.  L’errore arbitrale e gli arbitri fanno parte del gioco e soprattutto sono una componente imprescindibile per il corretto svolgimento di un incontro. Il problema è che troppo spesso le polemiche hanno reso gli ufficiali di gara  dei veri e propri “avversari” dei tifosi e degli “alibi” per i calciatori. Un grande scrittore diceva che per anni hanno dovuto indossare la divisa nera per il lutto, e che in fondo si vinceva malgrado l’arbitro. 

Oggi siamo andati oltre, il tutto nasce da anni di caccia alle streghe dove i vertici arbitrali hanno scelto la via della difesa arroccata su una montagna invece di cercare di rendere il ruolo dell’arbitro meno pesante. In ogni regolamento ci sono dei punti legati alla discrezionalità e questo purtroppo questo sarà sempre fonte di polemiche selvagge. Il problema è che i grandi campioni non hanno lesinato attacchi duri a chi di mestiere dovrebbe essere il più invisibile possibile, in fondo un arbitro non può che pareggiare tutte le partite della stagione. Allora fanno male le parole di De Laurentiis che con la sua solita impulsività ha sputato veleno a caso senza cercare di essere in qualche modo costruttivo, hanno fatto male le parole di tutti gli allenatori di seconda fascia che continuano a sottolineare disparità di trattamento con le grandi, hanno fatto la storia le parole di Buffon nella famosa scenata di Champions, fanno male le spinte di Ribery o i continui confronti a muso duro di Bonucci. Fanno altrettanto male le posizioni miope di chi, contro il regolamento, sceglie di non andare a rivedere una azione controversa che potrebbe decidere un incontro.  

Ora però siamo arrivati ad un paradosso. L’arbitro si sente sotto attacco e l’introduzione di un mezzo che dovrebbe aiutarlo non ha fatto altro che peggiorare la supponenza di alcuni direttori di gara che hanno scelto di non fare affidamento al video essendo sicuri di aver visto loro, a volte non volendo  recepire i suggerimenti. A questo punto urge un gesto distensivo, urge un cazziatone all’arbitro, urge un segnale di ritrovata intesa e un inasprimento del regolamento per chi manca di rispetto all’arbitro. Soprattutto Urge un ritorno agli “antichi valori” dove ognuno prova a fare il proprio massimo senza cercare per forza di scaricare la colpa su qualche altro attore della commedia. 

Alcuni detrattori della Var gongolano all’idea che si possa tornare indietro, oggi noi ci auguriamo che il protocollo venga semplificato e che l’arbitro spesso vada a vedere quello che è successo e non dare l’idea di essere il burbero orco pronto a rovinare la festa a tutti. In questo momento forse i Vertici arbitrali dovrebbero tenere una lezione mandata in streaming con capitani e allenatori di tutte le società così da smorzare questo clima pesante e deleterio per tutti.

Forzatamente bigamo (ma non lo dite in giro!).  Divido il mio cuore tra la passione per la Napoletanità e il calcio. In molti mi definiscono un sognatore dalla maglia azzurra, ma allo stesso tempo sono convinto che Maradona non può fare i miracoli. Il mio amore incondizionato per la cultura che mi avvolge mi ha regalato una seconda Mamma,  la mia città che mi accompagna e mi incoraggia in ogni mio scritto.  In fondo anche Troisi disse: Chi ha detto che non è serio amare due donne nello stesso momento, o perder tempo per fare la formazione della propria squadra?

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