| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

C'era una volta...

di Stefano Pracchia, 13 Gennaio 2017

C'era una volta il calcio italiano! C'era una volta la radiolina e tutto il calcio minuto per minuto, e noi con le orecchie appuntite appiccicate a questo apparecchio ad ascoltare Ameri, Ciotti Provenzali, Bortoluzzi puntuali ogni Domenica alle 15:00, suscitando le ire delle migliaia di fidanzate che, ahiloro, passavano in secondo piano. Adesso si gioca una partita al giorno, con orari assurdi per far arricchire le pay tv.

 

C'era una volta la famiglia che andava allo stadio tranquillamente, i bambini con la bandierina in mano della propria squadra del cuore. Adesso ci sono pazzi scatenati che non si sa come, riescono ad evitare controlli ed entrano con razzi, spranghe mortai ed altre diavolerie, con l'intento non di seguire la partita ma di creare violenza.

 

C'era una volta il momento del goal, dove i giocatori si univano in un unico gioioso abbraccio, non come adesso con esultanze da emeriti idioti e gesti provocatori, cattivi esempi per le nuove generazioni. C'era una volta la nazionale, ed ogni italiano fremeva emozionato prima dell'inizio di ogni gara ascoltando l'inno di Mameli. Adesso dov'è finito l'amore e la passione per la nazionale? Forse per tutto quello che ci gira intorno, e forse perchè militata da troppi divi da copertina che pensano solo al guadagno!

 

C'era una volta il calcio pulito, dove l'inizio di scommesse, combine ed altre cose poco chiare a livello di giustizia sportiva, venivano bloccate immediatamente con squalifiche e sanzioni pesanti. C'era una volta l'informazione sportiva giusta ed equa, che dava il giusto giudizio all'evento (partita), adesso invece cronisti e quotidiani sportivi tifosi che girano le cose a proprio piacimento scrivendo a volte vere assurdità.

 

C'erano una volta i vivai, dove i ragazzi fin da piccoli venivano cresciuti e valorizzati tecnicamente, con le regole dell'educazione sportiva , della correttezza e del rispetto dell'avversario! Vero sì, esistono ancora, ma dove c'è una mentalità troppo fisica e un tatticismo esasperato già in età infantile, basata solo sullo scopo della vittoria, quindi spesso a scapito del puro e semplice divertimento.

 

Per finire c'era una volta il cortile, oppure i campi in erba, dove a fine partita eravamo con le ginocchia sbucciate, ma dove si imparava a giocare a calcio, ed anche a vivere!

 

C'era una volta il calcio, questo calcio italiano, ma si deve andare indietro nel tempo di più di 30 anni e... molto oltre, forse saro' anche troppo nostalgico, polemico, e mi scuso se per caso ho urtato la sensibilità di qualcuno, ma sono cresciuto con quei valori che mi avevano fatto amare, tanto tempo fa il calcio italiano!

 

 

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