| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Calais, ad un passo dall'impresa

di Mr. A, 08 Febbraio 2016

Ci sono storie ordinarie, il cui racconto potrebbe suscitare scarso interesse, scadendo nel banale e lasciando poco colpite le persone alle quali vengono raccontate. Invece, ci sono altre storie che, per una serie di fattori più o meno conosciuti, sono intrise di elementi epici ed eroici che difficilmente sfuggiranno alla memoria di un pubblico romantico, amante del sudore e delle gesta di gente sconosciuta che è pronta a tutto pur di godersi il suo attimo di gloria. Bene, la storia narrata di seguito è una favola calcistica interrotta sul più bello, ma non per questo dimenticata da chi ama il calcio a 360 gradi.

 

Anno 2000. Siamo a Calais, nel dipartimento del Passo di Calais, 75000 abitanti ed una squadra che, all’epoca dei fatti, militava nella quarta serie francese. Ora, la domanda di chi non conosce la storia sarà la seguente: può una squadra semiprofessionistica, formata da ragazzi con “l’hobby” di giocare a pallone ma non tanto talentuosi, segnare un ricordo indelebile per gli amanti del calcio di provincia e per i nostalgici dei decenni successivi? La risposta è: si, senza dubbio. Ripercorriamo, per gradi, l’avventura del Calais nella Coppa di Francia 2000, fino a quando i giallorossi bussarono alle porte della leggenda calcistica.

 

Fino ai fine anni 90, il Calais ha avuto fortune alterne, veleggiando tra le leghe regionali e il CFA2 (quinta serie, traducendo dal francese “Campionato francese dilettantistico di secondo livello”) fino all’anno 1998, con la vittoria del campionato di quinta serie e l’approdo nel CFA (quarta serie, traduzione “Campionato Francese Dilettantistico”). Il Calais chiuderà la stagione nel CFA al quarto posto, ma non è il campionato a far balzare il Calais nella leggenda, bensì la Coppa di Francia.

 

Il Calais dei primi anni 2000 era lecitamente paragonabile alla nazionale delle Isole Far Oer: infatti era composta non da calciatori professionisti, ma da ragazzi che avevano un altro primo lavoro. Quindi, cosa c’è di più romantico di una squadra di calcio composta da magazzinieri, elettricisti, insegnanti e postini? Se poi si aggiunge l’approdo nella finale della Coppa Nazionale, magia e nostalgia si intrecciano e penetrano nella memoria di chi ha vissuto quegli anni e può raccontare tale storia a figli e nipoti.

 

La Coppa di Francia può essere disputata da qualsiasi squadra francese, e spesso propone incroci tra corazzate, come ad esempio Paris Saint Germain e Monaco, e squadre amatoriali, tipo il nostro Calais. Ma il finale non è sempre scontato. Nei primi turni, il Calais elimina squadre dilettantistiche i cui nomi diranno poco o nulla: Campagne-lès-Hedin, Saint-Nicolas-les-Arras, Marly-Ies-Valenciennes e Bèthun. Le ultime due partite sono invero sofferte e risolte dal Calais negli ultimi minuti di gara. Fin qui nulla di eclatante, i giallorossi hanno fatto il loro dovere in partite nelle quali, più che la tecnica e la giocata del fuoriclasse, l’aspetto più importante era la combattività e il trovare la zampata vincente, anche oltre il novantesimo minuto.

 

Il turno successivo sarà uno scontro con una squadra di quarta serie francese, il Dunkerque. Si giocherà allo stadio Julien Denis di Calais: la partita avrà poca storia ed il Calais si imporrà con un comodo 4-0. Ma da questo momento in poi, le passeggiate saranno finite: scendono in campo i professionisti, e sarà l’occasione per il pubblico della cittadina nordica di vedere qualche grande campione, ma potrebbe anche essere la fine dei sogni di gloria del Calais. Tuttavia, meglio non pensarci e godersi il momento.

 

Per i trentaduesimi di finale, l’avversario è molto superiore: si sfida il Lille, ai tempi capolista in Ligue 2, la seconda categoria per importanza in Francia. Dopo essere stato in vantaggio per quasi tutta la partita, il Lille viene riacciuffato a pochi minuti dalla fine e la gara sarà decisa dalla lotteria dei rigori. Il Calais non sbaglierà nemmeno un rigore ed eliminerà il più quotato avversario: si vola ai sedicesimi di finale, si continua a volare verso la leggenda. Nei sedicesimi di finale, il Calais è abbinato al Langon-Castets, una squadra di quarta serie proprio come il Calais. Questa volta la partita sarà molto meno equilibrata rispetto al turno precedente con il Lille: spinto da entusiasmo e voglia di entrare nella storia, il Calais entra nelle migliori 16 squadre di Francia superando i pari categoria per 3-0. Quindi, il Calais è agli ottavi di finale: questa volta si ritorna ad affrontare un avversario di categoria superiore, il Cannes, squadra di Ligue 2. La partita termina senza reti e nei supplementari il Cannes si porta in vantaggio. Fine della corsa? Macchè, nemmeno per sogno! Il Calais pareggia all’ultimo secondo ed ancora una volta viene premiato dai rigori: il Calais è tra le prime otto squadre di Francia. Quei ragazzi del Nord della Francia, che la mattina devono svegliarsi per andare a lavoro e guadagnarsi il pane, adesso sfideranno le migliori squadre francesi per la conquista della Coppa di Francia.

 

Nei quarti di finale, arriva un avversario della massima serie: lo Strasburgo. Sarà la fine della corsa? Il Calais non è d’accordo con questa teoria e si impone per 2-1. Ormai la sfrontatezza e la consapevolezza di vivere un sogno sono anche più forti del gap tecnico con gli avversari che il Calais trova sulla sua strada, e vivere un sogno irrepetibile aiuta a sgomberare la mente e a rendere al meglio contro avversari sulla carta improbi. Il Calais è a due partite dalla leggenda: sulla sua strada, sono rimaste solo tre squadre.

 

Qui, però, le cose si fanno davvero serie: sulla strada del Calais arrivano i campioni di Francia del Bordeaux. Per molti, potrebbe trattarsi di un semplice allenamento, con un punteggio più che tennistico e il ricordo di una squadra di lavoratori fermata in semifinale dai campioni nazionali. Ma siamo sicuri che le cose vadano sempre nel modo più scontato e banale? Ancora una volta il Calais non è d’accordo con questa teoria: 0-0 e supplementari. Qui, si dirà che il Bordeaux avrebbe segnato qualche gol e chiuso la partita: invece a segnare per primo è il Calais! Il Bordeaux trova subito il pareggio, ma il Calais è ormai una squadra con una forza immane nascosta, che trova addirittura due gol e si avvicina alla leggenda, eliminando i campioni di Francia e garantendosi la finale della

 

Coppa Nazionale. La stampa e l’opinione pubblica è in visibilio, per la prima volta una squadra di operai e lavoratori si trova a 90 minuti dalla storia, a due tempi dalla vittoria di un trofeo storico, ad un solo avversario dalle porte dell’immortalità calcistica.

 

7 Maggio 2000. La finale sarà Nantes – Calais, e il pubblico di Saint Denis sarà tutto per il Calais, la matricola terribile. Il Nantes è un’altra squadra di Ligue 1, meno forte del Bordeaux ma pur sempre tre categorie sopra il Calais. Anche questa volta, però, il campo dice tutt’altro: al 34° minuto, il Calais si porta in vantaggio su mischia in area da calcio d’angolo: 1-0. Il Calais è a 56 minuti più recupero dalla storia, dal poter scrivere una storia eterna ed indelebile. Il primo tempo termina 1-0 e, negli spogliatoi, si sente la leggenda ad un passo, le sensazioni sono da capogiro, ma restano altri 45 minuti. Pronti, via ed il Nantes acciuffa il pari al 49 minuto: sembrerebbe destinato a soccombere, ma il Calais si garantisce i tempi supplementari. La partita sembra incanalata verso i rigori ma accade un fattaccio: contatto dubbio in area di rigore del Calais, calcio di rigore per il Nantes. Tutto il castello sembra crollare, tanti turni passati, avversari più forti e titolati sbattuti fuori dalla voglia di emergere di un gruppo di giovani, campioni di Francia eliminati, sogni di gloria intatti. Ora tutto si decide dal dischetto: tiro, gol. Gioco, partita, incontro e torneo per il Nantes. La favola Calais termina sul più bello, i giocatori sono in lacrime e sentono crollarsi addosso quanto di eroico costruito nei turni precedenti, a suon di sfrontatezza ed imprese.

 

Il ricordo più bello di quel dopopartita è però l’alzata della Coppa: Landreau, portiere e capitano del Nantes, chiama a sé il capitano del Calais, Becque, ed alza la Coppa assieme a lui. Che dire signori, il calcio riesce sempre a regalarci emozioni, e tutti i romantici del calcio ricorderanno quella favola degli undici lavoratori del Nord della Francia, che iniziarono a dare calci ad un pallone. Sognando il Saint Denis ed alzando la Coppa. Non per la conquista di un trofeo nazionale prestigioso, ma per la vittoria più bella: essere ricordato nell’eterno ed essere entrato nel cuore di chi ama il calcio e le storie più belle che esso può proporre.

 

Mr. A.

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