Celtic tra calcio, religione, politica e… You'll Never Walk Alone

Celtic: tra calcio, religione, politica e… You'll Never Walk Alone!

di Matteo Palese, 02 Marzo 2016

Nove milioni nel mondo. Di questi solo un milione in Nord America. A tanto ammonta il numero dei tifosi del Celtic Glasgow, squadra calcistica militante in Scozia. La società biancoverde è seguita ovunque: dalla Repubblica d’Irlanda all’Irlanda del Nord, Stati Uniti, Canada, Australia e in Italia dove molte società dilettantistiche adottano le divise e il nome della squadra scozzese (in particolar modo a Genova e a Verona). Ma non solo. Sempre nel bel paese si trovano anche dei veri e propri club di tifosi (Celtic Supporters Club) come ad esempio Barga Celtic Supporters Club e The Italian Celts, i più conosciuti.

L’inno della squadra, cantato ad ogni partita casalinga dai supporter, è “You'll Never Walk Alone” dei Gerry and the Pacemakers. Lo stesso inno è usato dal Liverpool e proprio per questo motivo tra le due tifoserie in passato nacque una disputa. Il brano in questione fu ascoltato per la prima volta in Europa nel 1963 e già dal 1964 fu usato come coro da stadio ad “Anfield”.

Ma inno a parte, i tifosi del Celtic restano unici nel loro stile e nel modo di sostenere la squadra del cuore. Per avere conferma di ciò basta ricordare la finale di Coppa Uefa del 2003 disputata dalla squadra scozzese e il Porto. Al seguito dei biancoverdi ci furono circa 80.000 sostenitori che partirono per Siviglia, sede della finale (e ciò stabilisce un record per una singola partita). Molti di loro non avevano il biglietto ed era fisicamente impossibile che lo stadio “Olimpico de la Cartuja” potesse ospitare tutti. La UEFA e la FIFA, alla fine del torneo, consegnarono diversi riconoscimenti ai tifosi per la loro lealtà e passione dimostrata non solo durante la finale ma in tutto il torneo disputato.

Motivo d’orgoglio per i “The Celts” è il supporto di alcuni personaggi del mondo dello spettacolo come Liam e Noel Gallagher (cantanti degli Oasis), i Dropkick Murphys, Jim Kerr (cantante dei Simple Minds). Il cantante Rod Stewart e l’attore Billy Connoly hanno addirittura un posto riservato al “Celtic Park”.

Ma come tutte le tifoserie che si rispettino anche qui ci sono gemellaggi e rivalità. Una delle più famose rivalità è quella con i Rangers, società della stessa città, nata non solo per motivi calcistici ma soprattutto religiosi e politici. Il Celtic, infatti, da sempre ha rappresentato la squadra della minoranza cattolica e la maggior parte della sua tifoseria è orgogliosa della sua storia e della sua appartenenza celtica (detti indipendentisti). Discorso diverso per i Rangers che rappresentano la parte protestante di Glasgow e di tutti quelli che, politicamente parlando, sono in favore della Regina d’Inghilterra (unionisti). Ma le due squadre si differenziano anche per lo stile del tifo: dalla parte cattolica è facile trovare murales, tra le vie della città, inneggianti alla squadra o adulti e bambini con indosso la divisa del club. Al contrario dei tifosi opposti che sono più riservati nel dimostrare la loro fede calcistica. Per identificare questo tipo di derby, il più antico del mondo, è stata trovata un’etichetta tutta personale: “Old Firm”, Vecchia Azienda, proprio per rimarcare la lunga storia dei due club. Il derby, sempre incandescente, è molto sentito da entrambe le parti e a ogni gara disputata, sugli spalti parte lo spettacolo di coreografie, cori e anche sfottò. Ma spesso la rivalità calcistica sfocia in violenza settaria (cioè appartenente a qualche tipo di setta), fuori e dentro lo stadio, che in alcuni casi ha causato anche morti. Per questo motivo i due club hanno partecipato a campagne di sensibilizzazione insieme alle istituzioni competenti per cercare di fermare le fazioni settarie. Resta ancora difficile da capire cosa possa costituire un comportamento settario e cosa i tifosi possano introdurre all’interno dello stadio (striscioni, bandiere) e quali cori siano accettati o meno.

Per quanto riguarda i gemellaggi, invece, non si può non citare il St. Pauli di Amburgo (club dichiaratamente di sinistra), società che milita nella seconda divisione tedesca, o l’Athletic Bilbao che segue una forte impronta autonomista.

Ma come mai il Celtic ha tutto questo seguito rispetto alle altre squadre del Regno Unito? Il motivo è presto detto: i tifosi non vedono solo una squadra di calcio da sostenere ma una vera e propria istituzione di vita, una sorta di religione che tutte le altre squadre non hanno. Lo stadio di casa, il “Celtic Park”, può ospitare 60.800 persone circa ma l’effetto creato dai supporter ad ogni incontro interno è qualcosa di davvero magico: sciarpe, bandiere, maglie biancoverdi che si muovono in simbiosi e l’inno, come già detto prima, “You'll Never Walk Alone” che rende l’atmosfera ancora più speciale.

 

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