| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Chiamatela Amarezza

di Tuccio 2010, 27 Settembre 2017

Brutta, bruttissima sconfitta del Milan contro la Sampdoria, perché oltre a perdere non hanno mai tirato in porta, sfoderando si fa per dire, una prestazione imprecisa, per niente convinta e per il livello tecnico presente in campo, scandalosa.

 

Se contro la Lazio avevamo ragione di pensare che molto probabilmente la sconfitta non era piaciuta, Fassone stavolta è stato esplicito, non è piaciuta per nulla, dichiarando giustamente che: “Il Milan è più forte della Sampdoria e che deve avere un atteggiamento diverso, non può costituire un alibi il fatto che ci sono tanti giocatori nuovi, bisogna cambiare e bisogna farlo velocemente".

 

Dopo tre mesi non si può ancora considerare una squadra in rodaggio e nemmeno come diceva un telecronista, che la media di due punti a partita è buona per l’obiettivo del Milan, perché l’obiettivo è arrivare tra le prime quattro e quest’anno non basteranno due punti a partita, visto come vanno veloci le altre la davanti.

 

Siamo stati un disastro contro Lazio e Sampdoria, abbiamo stentato con Cagliari, Spal e Udinese, l’unica vittoria netta è stata con il Crotone penultima, ma in sostanza, cosa è cambiato rispetto allo scorso anno a fronte di duecento milioni e passa spesi? E adesso che ci saranno delle partite importanti?

 

Questo è un Milan inguardabile che deve cambiare già contro Roma e Inter, avversarie dirette fra l’altro per un posto in Champions League, Montella deve dimostrare di meritare il Milan, ha sbagliato la partita sia tatticamente che mentalmente, i giocatori sono al di sotto delle loro potenzialità, sia fisicamente che nell’approccio alla gara. Dato confermato dal cambio preparatore atletico.

 

Qualche campanello di allarme arriva anche e principalmente per Montella, queste sconfitte non devono essere considerate come di routine, non si può pensare di potere perdere una partita ogni tre, per arrivare lontano bisogna vincere tutte le partite o quasi, per non parlare di questi cambi continui di uomini e spesso non nel loro ruolo.

 

Mi chiedo: perché di nuovo Zapata e non Musacchio? Perché insistere con Bonaventura da mezzala? Perché Suso seconda punta che palesemente soffre il ruolo? Perché Kalinic è solo al centro dell’attacco? Perché affidarsi solo al gioco quando questo non basta? Perché sono stati passivi nell’atteggiamento? Perché fare i cambi così tardi? le partite con i tre punti in palio non possono e non devono essere motivo di sperimentazioni tecnico-tattiche.

 

Al di la dell’atteggiamento, il 3-5-1-1 o 3-5-2 taglia fuori Suso che se non gira come sa, ne perde di potenzialità offensiva tutta la squadra e Kalinic per primo, che come Bacca lo scorso anno non riesce ad avere uno straccio di pallone da giocare, Montella ha ancora tanti problemi da risolvere a livello di singoli e di gioco, ma quando? Ed essenzialmente, ne è capace?

 

La stagione non è ancora compromessa, ma non c’è tanto tempo per migliorare, abbiamo buttato tre mesi senza capire quale sia la formazione titolare e il modulo principale da adottare, per un gruppo nuovo che deve imparare gli automatismi.

 

Anche quest’anno i giocatori arrivavano sempre secondi sul pallone perdendo tutti i contrasti e poi vogliamo parlare dell’assenza di un gioco, di una propria identità tecnico-tattica, un giro palla lento e scarsissimi cambi di gioco, questo è il Milan oggi, con un atteggiamento inspiegabile per una squadra rinforzata e che deve lottare per la qualificazione alla prossima Champions League.

 

Intanto adesso c’è il Rijeka in Europa League e qui non si può fallire, quindi Milan-Roma e il derby contro l’Inter il 15 ottobre all’indomani della sosta per le nazionali, quest’ultima un ostacolo in più visto che il Milan perde sempre la gara immediatamente dopo la sosta.

Mirabelli comunque continua a lavorare sul mercato e non sono escluse operazioni già a gennaio, le lacune che non si sono potute colmare in estate e che stanno emergendo in questo inizio di stagione sono a centrocampo, pieno di playmaker e scarso di mediani.

 

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