| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Con il cuore in gola...

di Tuccio 2010, 15 Maggio 2017

Alla fine forse questo pareggio strappato in extremis all'Atalanta potrebbe fare la differenza, basterebbe veramente vincere le ultime due partite che restano, ma il Milan delle ultime giornate è una squadra sfinita che sta raccogliendo tutte le sue ultime energie. Il punto è l’unica cosa di convincente, per il resto non convince questo modulo con la difesa a tre, non ha convinto Zapata, non ha convinto nessuno dei 5 a centrocampo, nemmeno Montolivo e tanto meno quei due lì davanti, il Milan non vince da oltre un mese e la sistematica frenata di fine campionato sta compromettendo tutta la stagione.

 

Un crollo evidente ed inesorabile, proprio ora che ha la necessità di vincere le ultime due partite e che gli servirebbero per avere la certezza di tornare in Europa, Montella sta conducendo con merito una stagione difficile e dignitosa, ma non è possibile che non si riesca ad uscire dall’apatia, dell’ennesimo deludente finale di campionato... è successo negli ultimi quattro anni e con quattro tecnici diversi, ora mi chiedo, ma in questo momento di mercato, non sarebbe ugualmente importante anche pensare al mercato dei preparatori atletici?

 

Un pareggio che potrebbe rivelarsi alla fine decisivo, segnato da Deulofeu in netta posizione di fuorigioco e grazie ad una deviazione (un segno del destino?), ma la prestazione del Milan è stata ancora una volta insufficiente, sia dal punto di vista del gioco, che dal punto di vista mentale, credo che siano arrivati alla sufficienza solo Suso e Donnarumma.

 

Montella non sa più cosa inventarsi, ma questo 3-5-2, poi diventato 3-4-1 2 e infine 4-2-4 non mi ha convinto per niente e non credo che in questo momento particolare del campionato si possano provare rivoluzione tattiche così particolari, i giocatori già confusi di loro sono sembrati spaesati, se non altro la nuova dirigenza si è chiarita le idee in vista del mercato.

 

Domenica pomeriggio a San Siro il Milan si gioca l’andata della finale per accedere all’Europa League (il ritorno e contro il Cagliari), contro il Bologna serve quella vittoria che manca da più di un mese e che potrebbe pure bastare a mettere al sicuro il sesto posto, visto che ha già 4 punti sull’Inter e uno di vantaggio sulla Fiorentina, ma quest’ultima è impegnata a Napoli. Insomma, domenica o si fa l’Europa o si muore (d’infarto), il Milan scenderà in campo sapendo già il risultato della Fiorentina e in questo caso non so quanto gioverebbe ai rossoneri, comunque Europa o no, Montella ha confermato che sta già programmando la prossima stagione con la nuova dirigenza, così non rischiamo più l’arrivo di un sopravalutato Mancini.

 

Tuttavia nonostante le notizie positive sulla riconferma del tecnico, il Milan è tornato a palesare le solite lacune sia in fase difensiva e adesso anche in fase offensiva, manca purtroppo la forza di un centravanti e il Milan così com’è, è un Milan inconcludente. Crisi difensiva (atavica), crisi di centrocampo (conclamata) e ora nonostante al Milan hanno sempre e solo pensato a rinforzare l’attacco (come se bastasse solo quello) anche crisi offensiva, nelle ultime 5 partite senza vittorie, il reparto complessivamente ha segnato solo sei gol, dove il vero problema è l’assenza della grande punta centrale.

 

Bacca è inutile ripeterlo, nonostante la buona partenza si è rivelato inadatto al gioco di Montella e se vogliamo pure Lapadula, che per i suoi limiti tecnici non può essere il centravanti titolare di una squadra con ambizioni europee, servono rinforzi in ogni dove e la nuova società rossonera è già al lavoro.

 

Si, ma al lavoro come? In questo primo mese si sono fatti molti nomi, ma tutti per motivi diversi: Morata, Aubameyang. Benzema, Lacazette, inarrivabili, forse visto l’interesse del Torino per Poli, Gabriel e Kucka e con un pagamento dilazionato si potrebbe arrivare a Belotti, ideale per fisico, tecnica ed età, ma credo che alla fine prenderemo Kalinic che non è male, è compatibile con il gioco di Montella ma non segnerà 20 gol.

 

Proprio in vista della campagna di rafforzamento (Europa o no), Conti e Spinazzola hanno evidenziato l‘importante lacuna che il Milan deve colmare sulle fasce, specie dopo i già annunciati addii di De Sciglio, Vangioni e Antonelli, con il probabile arrivo di Ricardo Rodriguez, ma non solo. Il Wolfsburg sembra orientato ad accettare un’offerta vicina ai 18 milioni più 3 di bonus, il calciatore è d’accordo sull’ingaggio, l’unico ostacolo è rappresentato dall’inserimento del Barcellona, ma visti i quasi 31 anni di Abate e dopo aver visto Andrea Conti (ottavo gol in stagione), perché non portare anche il classe ’94 insieme con Kessiè a Milanello? Si tratterebbe di due ottime e solidi basi per il Milan del futuro.

 

Quindi Conti e Abate sulla destra e Rodriguez e Calabria sulla sinistra, con Musacchio e Romagnoli centrali sarebbe già tutta un’altra cosa, in uscita oltre a De Sciglio, Antonelli e Vangioni, come dicevamo anche Poli e Gabriel a cui sarebbe interessato il Torino di Sinisa Mihajlovic.

 

Un Milan possibilmente impegnato su più fronti (coppa Italia, Europa League e quarto posto) ha anche la necessità di reggere fisicamente il colpo, quindi, servirà un mercato importante e funzionale all’idea di gioco di Montella, Kessié serve come il pane per la sua forza e la sua esuberanza, determinante sarà il recupero di Bonaventura, mentre fondamentale sarà l’arrivo del metronomo-regista.

 

In uscita e sempre a centrocampo, il Fenerbahçe si sarebbe rifatto sotto per Sosa, con il recupero di Montolivo e con Locatelli, dovrebbe restare solo uno tra Kucka (al Torino), Bertolacci e Pasalic (al Chelsea), Mati Fernandez pupillo di Montella sarebbe il settimo centrocampista. Ma servirà almeno un altro centrale di qualità che possa alternarsi a Musacchio e a Romagnoli e poi in attacco oltre alla punta centrale, si avrà bisogno di un esterno offensivo (meglio tre), uno, il grande colpo che potrebbe essere Keita, sempre che Deulofeu dovesse essere riscattato dal Barcellona.

 

In fine oltre ai responsabili della preparazione atletica, un pensierino alla primavera lo farei pure, è la seconda squadra, deve formare i giocatori e provare a portarne alcuni in prima squadra, in questi ultimi anni è successo con merito, abbiamo vinto tornei partecipato con successo alle final eight, ma senza Inzaghi e Brocchi per il secondo anno consecutivo, non abbiamo centrato l’ingresso nella fase finale e nella prossima stagione, giocherà nella Serie B della nuova competizione, essendo fuori dalle prime 16 squadre del ranking, una brutta botta, a livello prettamente sportivo non si può di certo essere contenti di quello che è accaduto.

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