| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Le transazioni: le coperture preventive

di Marco Ragini, 06 Maggio 2016

EQUILIBRIO DIFENSIVO NELL’ORGANIZZAZIONE OFFENSIVA:

LE COPERTURE PREVENTIVE

 

La cura e l’attenzione relativa al momento della perdita del possesso di palla deve essere affrontata in anticipo, cioè predisponendo il mantenimento dell’equilibrio difensivo durante la fase d’attacco. E’ in questa fase che si inserisce il concetto di coperture preventive (o chiusure preventive), concetto in stretta correlazione con le transizioni negative.

 

Durante lo sviluppo della fase offensiva e in tutte le situazioni di palla inattiva a nostro favore, per far si che, in caso di transizione negativa, essa abbia buon esito, dovremo predisporci preventivamente al controllo degli avversari rimasti sopra la linea della palla.

 

Un principio fondamentale per considerarsi una squadra ben organizzata è quello della corretta distanza tra i reparti, sia nella fase di possesso che di non possesso. Spesso si tende a sottolineare la necessità di ridurre il più possibile, in fase difensiva, la distanza tra il reparto di difesa e il centrocampo, e tra quest’ultimo e il reparto d’attacco, mentre non consideriamo allo stesso modo la validità di tale principio in fase di possesso, con la conseguenza di subire a volte facili contrattacchi da parte degli avversari.

 

Arrigo Sacchi: “Una squadra deve rimanere sempre equilibrata, con reparti corti e larghi (ampiezza) in fase di sviluppo di manovra, e reparti corti e stretti in fase di non possesso”.

 

La mia convinzione è che, per attaccare in maniera razionale, dobbiamo strutturare un lavoro continuativo in campo sui concetti di squadra corta e coperture preventive, così da essere sempre posizionati correttamente, in caso di perdita del possesso, sulla prima giocata in avanti della squadra avversaria e impedire delle ripartenze che ci metterebbero in difficoltà.

 

Nei seguenti esempi, si evidenzia la giusta disposizione nelle copertura preventive di una squadra che attacca con il 4-3-3 contro un 4-2-3-1, con lo sviluppo dell’azione che coinvolge la catena di destra. Nel primo caso, con mezzala ed esterno d’attacco che sviluppano la fase offensiva, il blocco 4+1 (linea difensiva e centrocampista centrale) accorcia in zona palla, attuando le coperture preventive adatte a questa situazione (Fig.6).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura 6

 

Il blocco 4+1, in caso di perdita del possesso, ritarda l’azione avversaria, con il centrocampista che, consapevole di essere comunque in superiorità numerica, può pressare subito il giocatore che entra in possesso davanti a lui; la linea difensiva si preoccupa di scivolare in caso di palla “scoperta” (Fig 6.1), mentre attua il concetto dell’anticipo se la giocata in verticale è “coperta” (Fig 6.2) (il difensore sul lato opposto rimane più vicino alla mezzapunta per non concedere il cambio di gioco).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura 6.1 e 6.2

 

Gli altri centrocampisti, o chi si trova al loro posto, devono recuperare velocemente una posizione sotto la linea della palla così da ricomporre il blocco 4+3, e il reparto offensivo accorcia le distanze dal resto della squadra. La regola fondamentale è che l’occupazione degli spazi da coprire deve essere fatta dai giocatori più vicini (non necessariamente dello stesso reparto) nel caso in cui uno o più compagni, a seguito dello sviluppo dell’azione, si trovino in quel momento lontano dalla loro zona di competenza.

 

Nella figura 7, con esterno di difesa ed esterno d’attacco che vanno, il blocco 3+2 predispone le giuste coperture. Anche in questo caso vi è superiorità numerica, ma con il centrocampista più vicino al possessore che dovrà ritardarne l’azione e l’altro che si pone a protezione della zona lasciata libera in zona palla; i tre difensori devono sapere che la priorità è marcare la profondità (Fig 7.1), piuttosto che l’anticipo (meno coperture reciproche), sfruttando il lavoro dei due centrocampisti sulle traiettorie per la giocata incontro sugli attaccanti avversari (il difensore di parte ha il raddoppio del centrocampista, il quale può anche infilarsi nella linea e prendere il suo posto, mentre il difensore opposto allenta leggermente la marcatura sulla mezzapunta per dare un minimo di copertura al centrale e non lasciarlo in situazione di 1 vs 1).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura 7.1

 

Dopo alcune situazioni di gara sopra descritte con palla in movimento, analizziamo brevemente il comportamento da tenere nelle situazioni di palla inattiva a favore. Tali condizioni di apparente vantaggio, come corner, punizioni laterali e centrali, possono talvolta trasformarsi in situazioni di pericolo se non adottiamo i dovuti accorgimenti. Spesso ci troviamo di fronte squadre che rientrano a difendere su palla inattiva con tutti i propri effettivi (Fig. 8), altre che cercano di metterti una sorta di pressione psicologica tenendo in zona d’attacco uno o più giocatori (Fig. 8.1). In entrambi i casi, dovremo predisporre delle coperture preventive che ci assicurino un certo equilibrio in caso di ripartenza veloce dell’avversario.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura 8 e 8.1

 

 

 

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