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Denis Law: il genio con il kilt

di Roberto Scalas, 28 Luglio 2015

Fu il primo dei fuoriclasse del Manchester United a vincere il Pallone d’Oro e fu eletto simbolo della rinascita dei Red Devils dalle ceneri del disastro aereo di Monaco di Baviera: ovviamente parliamo di Denis Law.

Il talento puro scozzese venne ingaggiato a 15 anni dagli inglesi dell’Huddersfield Town che lo soffiarono all’Aberdeen, la squadra per la quale faceva il tifo da bambino.

Esordì giovanissimo e, in poco tempo, fu l’oggetto del desiderio dei maggiori club del Regno Unito, tra cui lo United, che voleva ricostruire una squadra vincente dopo l’incidente aereo che li aveva coinvolti nel 1958, ponendo fine a una delle poche squadre che poteva contrastare il grande Real.

Ma Matt Busby, che già conosceva Law per averlo fatto esordire con la maglia della Scozia a 18 anni, non riuscì a spuntarla lasciando il campo ai cugini del City che ottennero le prestazioni del giovane Denis con una cifra record di 55.000 sterline.

Ai Citizens fece solo tappa mettendo a segno 23 reti in 50 partite, ed emigrò in Italia vestendo la maglia del Torino che sborsò ben 190 milioni di lire per assicurarsi il genio scozzese.

Ma l’avventura italiana non fu fortunatissima in quanto non si adattò al calcio e allo stile di vita italiano, molto lontani da quello inglese, veniva chiesta troppa disciplina che lui non amava. Nonostante tutto, lasciò il Torino segnando 10 reti in 27 gare e, dopo aver rischiato di allungare la permanenza in Italia, Busby riuscì finalmente ad averlo con sé allo United sfilandolo alla Juventus.

 

Qui iniziò l’epopea di The King. Nella prima stagione conquistò subito l’ambita FA Cup e l’anno successivo, a suon di goal, fu capace di mettersi alle spalle il favorito alla corsa al Ballon d’Or, Luisito Suarez.

Allo spagnolo non bastarono le vittorie di Coppa Campioni, Coppa Intercontinentale e il Campionato Europeo conquistato con la Spagna per avere la meglio sull’estro dello scozzese.

Portò a compimento la resurrezione dello United grazie ad altri due talenti, Charlton e Best, ed insieme formarono un tridente che ha fatto la storia di questo sport.

 

Purtroppo, un infortunio al ginocchio compromise il proseguo della sua carriera anche se non minò la conquista di altri trofei come la Coppa dei Campioni del 1968, anche se le noie al ginocchio non gli consentirono di scendere in campo per la finale contro il Benfica di Eusebio.

 

Dopo 237 reti siglate in 404 partite, due Campionati Inglesi, due Charity Shield, una FA Cup e una Coppa Campioni, venne scaricato e lasciato gratuitamente ai cugini del City e ciò segnò il suo ritorno ai Citizens.

Come nelle favole, chiuse il cerchio con la maglia degli Sky Blues giocando una sola stagione, quella del 1973/74. Una annata positiva quella di Law, nella quale segnò il goal meno voluto della sua carriera, un colpo di tacco che condannò il suo United alla retrocessione, la sua ultima rete prima del ritiro.

 

Quell’estate partecipò per la prima volta ai Mondiali con la Scozia per poi chiudere con il calcio a causa della scelta del tecnico del City di relegarlo nella squadra riserve, perciò, il 26 Agosto 1974 ufficializzò il suo addio al calcio.

 

Denis Law fu in grado di segnare 333 reti tra club e Nazionale ma, suo malgrado, il più celebre è quello che non avrebbe mai voluto segnare: il colpo di tacco contro la squadra che lo rese il migliore di tutti.

Ma si sa, il talento non si può domare e The King è la dimostrazione.

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