| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Diversamente calciabili

di Federico Lo Cicero, 18 Aprile 2017

Un’idea nasce e si sviluppa con una naturalezza entusiasmante, un campo di calcio, una palla che rotola, un paio di scarpini che la colpiscono, non importa se il gol viene segnato o evitato, l’importante è dare con quel calcio un senso compiuto ad un sogno che si materializza in realtà.

Raccogliere la sfida, per creare valore, una sfida che trasforma il veleno (Intolleranza, bullismo, razzismo, derisione, arroganza, offesa, insulto, presunzione, ingiustizia, dileggio) in medicina (possibilità di crescere insieme in una società in cui l’amore per il prossimo, non conosce barriere).

 

Provate a pensare per un istante che il mondo in cui viviamo, sia senza barriere, senza etichette che differenziano le persone, le une dalle altre, e sia pieno invece di sorrisi e abbracci di stima, per costruire una società in cui le differenze non ci sono, se non nell’impegno a raggiungere e realizzare i nostri sogni.

 

Ecco, grazie all’iniziativa che l’”Armando Picchi Calcio” di Livorno ha avuto, coinvolgendo le sezioni cittadine dell’Associazione Italiana persone Down e dell’Associazione Italiana Autismo, questo sogno per dieci ragazzi, sarà coltivato con un percorso fatto di allenamenti e partite con squadre simili in Toscana. Questo inizialmente, sarà il leit motive iniziale, per poi presentarsi a Settembre ai nastri di partenza per un impegno maggiore, destinato ad un campionato di appartenenza.

 

La struttura dell’Armando Picchi di Livorno sarà messa a disposizione dai dirigenti, per favorire gli allenamenti degli atleti che saranno supportati da allenatori della società e due tutor per l’inserimento dei ragazzi.

 

Domenica 9 Aprile, sotto il sole livornese che già faceva presagire l’estate, si è svolta la presentazione dell’ iniziativa voluta fortemente dalla società,che vede responsabili del progetto Fabio Cintoi e Andrea Valenti, che non hanno lesinato tempo ed energie nel coinvolgere anche esponenti del mondo del calcio livornese e politica livornese.

 

Dalla parte politica, il sempre presente a questi progetti , il sindaco della città labronica, Filippo Nogarin e l’assessore allo sport Andrea Morini.

Per il calcio, il difensore amaranto Lorenzo Gonnelli e la bandiera di mille battaglie, l’anima del calcio labronico dopo Armando Picchi, l’uomo delle promozioni, il bomber Igor Protti.

 

Si vedeva, era emozionato, stringeva le mani a tutti, sempre incline al suo stile di comportamento, in campo e fuori, un signore, non negava una parola a nessuno.

Campioni sul campo è facile, è nella vita all’esterno del rettangolo di giuoco che è importante esserlo. E Igor lo è stato sia dentro che fuori: “Dobbiamo smettere di girarci dall’altra parte, ed essere tutti protagonisti di splendide iniziative come questa, viviamo purtroppo in una società che pensa solo a ciò che ci tocca da vicino, ignorando ciò che non lo è”.

 

I dieci ragazzi lo guardavano con ammirazione, ma erano i suoi occhi a guardarli con stima e fiducia. Nella presentazione c’era una gara da svolgere, esercizi che erano una prova di banco al fine di raggiungere la maglia Amaranto del Picchi con il loro nome stampato dietro le spalle. Partenza con una scaletta da fare passo passo, poi uno zig zag tra i birilli con la palla, per poi presentarsi dinanzi a degli scatolini, rappresentanti, ideologicamente, quel muro di veleno da abbattere con un tiro potente e deciso. Come deciso deve essere il sostegno da dare a questi ragazzi, perché un sorriso non ha prezzo, e credetemi, neppure un sogno ha mai fine nei loro occhi.

 

Non importa che giochino 1 o 2 o 50 minuti, ma che giochino e tocchino quel cuoio con i loro scarpini, destro o sinistro non fa differenza.

 

La differenza non esiste, la differenza è una parola che non conoscono. E dobbiamo dimenticarla anche noi.

 

I dieci atleti che rappresenteranno la squadra sono:

Federico Bartorelli, Enrico Ceccanti, Giorgio Cetra, Filippo De Martino, Giulio Della Monica, Mario La Rocca, Edoardo Moscato, Dario Penco, Giovanni Russo.

 

“Razzismo, offese e bullismo, fanno parte della vita quotidiana e si ritrovano anche sui campi di calcio. Ecco, noi vogliamo lottare contro i pregiudizi e dare un’opportunità a questi ragazzi”. Queste le parole di Andrea Valenti.

 

“La vera disabilità è nelle nostre menti”

- Pino Vitiello -

Nato a Livorno il 19/04/1970. Il calcio è sempre stata la mia passione, un'attrazione sin da piccolo, ma a dire la verità, giocato per strada e poi nei campionati amatori. Oggi continuo a giocare ed allenare bambini, cercando di trasmettere loro i valori del calcio degli anni 80/90. La spinta per iniziare a scrivere i miei personaggi è una sorta di apertura di un vecchio cassetto. Scrivere. Ho provato con i racconti... ma poi smettevo. Allora per divertimento ho iniziato a scrivere di calciatori del passato. Scrivere di loro, è una continua sfida nella ricerca, scoprire chi sono stati e conoscere la parte umana di coloro che ci tenevano incollati alla tv.

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