| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Due Chiacchiere per conoscere davvero il calcio Cinese!

di Mario Bocchetti, 30 Marzo 2017

In questi ultimissimi anni sulla scena calcistica internazionale si è affacciata la Cina. Il nuovo colosso economico dell’estremo oriente sta cercando di creare nei propri confini nazionali un campionato competitivo e soprattutto ricco di campioni. Noi abbiamo chiesto ad un vero appassionato di calcio cinese, Nicholas Gineprini, per capire come questo movimento potrebbe svilupparsi nel prossimo futuro

 

Ciao Nicholas, entriamo subito nel vivo della questione: cosa ti ha affascinato di più del mondo calcistico Cinese?

Un grosso cambiamento in atto, anzi due: come la Cina cambierà il calcio, ma anche come il calcio cambierà la Cina. Quello che mi affascina sono gli aspetti economico-politici legati allo sport e oramai è innegabile che l'industria calcistica parla in gran parte cinese, con lo spostamento del baricentro sempre di più verso est. Imparare a capire la Cina attraverso il calcio e viceversa. Questo è stato il mio percorso e quello che voglio trasmettere ai miei lettori.

 

Ovviamente senza entrare nel merito delle scelte dei vari calciatori, cosa pensi di tutti coloro che scelgono di andare in Cina e soprattutto cosa pensi di tutti coloro che la rifiutano?

Al di la dei lauti stipendi, credo che la Cina rappresenti una vera e propria sfida culturale, nonché un continente alternativo per costruirsi una carriera come hanno fatto Dariò Conca ed Elkeson, oppure un'occasione per rinascere nel caso di Paulinho. Questo perchè il livello della competizione si è notevolmente alzato grazie all'ingaggio di calciatori e tecnici stranieri. Inoltre dobbiamo considerare anche il lifestyle: la Cina è la seconda economia al mondo e la qualità della vita in città come Pechino o Shanghai è altissima e non ha nulla da invidiare alle grandi città europee, anzi... poi vuoi mettere mangiare cinese dalla colazione?

 

In Italia spesso si sente parlare di progetti grandiosi da parte della federazione calcistica Cinese: a tuo modo di vedere quanto di vero c’è in queste notizie e a cosa punta davvero la Cina?

In Italia ci si focalizza solamente sul calciomercato. Quando è stato imposto il limite sugli stranieri si è subito (erroneamente) pensato ad un taglio degli investimenti nel calcio. Non è così, perché contemporaneamente la federazione ha raddoppiato il proprio budget. L'obiettivo è quello di elevare l'industria sportiva a 750mlrd di dollari entro il 2025 (il calcio deve rappresentare il 40%) e contribuire al 3% nella crescita del pil

 

In un contesto geopolitico molto diverso dal nostro cosa potrebbe portare questa rivoluzione cinese di nuovo al calcio come lo intendiamo noi oggi?

Opportunità. Quando si parla dell'espansione cinese nel calcio ci si trova di fronte sempre a termini come colonizzazione ed invasione. Mai opportunità, forse è per questo che la Serie A in Cina ha totalmente perso il proprio appeal. Si dovrebbe pensare al calcio non solo in termini di gioco, ma anche di diplomazia, ed è questa la Politica del Soft Power. Secondo il prof. Simon Chadwick, gli investimenti verso l'Europa del calcio (e non solo) della Cina hanno a che fare con la One Belt One Road, la nuova Via della Seta, il grande progetto infrastrutturale delle zone di libero scambio della Repubblica Popolare. Pensiamo allo Slavia Praga e agli investimenti di quattro banche cinesi in Rep. Ceca, alla diplomazia degli stadi in Qatar, Gabon e presto Camerun (per la prossima Coppa d'Africa), alla grande interazione calcistica fra Cina e Inghilterra amplificata notevolmente nel post Brexit. La Nuova Via della Seta rappresenta il futuro, e indovinate un po’... l'Italia ancora non ne fa parte.

 

Il pubblico cinese come si interfaccia al calcio, non avendo la “cultura” europea per questo sport cosa ricerca in una partita?

Ricerca idoli, attaccamento alla maglia, una sorta di identificazione, cosa molto difficile. Fino al 2015 le squadre potevano cambiare liberamente città. L'attuale Beijing Renhe ad esempio è nato nel 1995 a Shanghai, ma nel corso della sua storia ha militato anche a Xi'an (nord), Guiyang (sud ovest) e infine a Pechino. Come pensi di costruire una fan base e una cultura calcistica nei tifosi? Fortunatamente questo fenomeno migratorio (legato spesso agli interessi delle aziende proprietarie) è stato bandito dalla federazione. Ci sono delle aree nelle quali però il tifo è molto forte, come ad esempio il Beijing Guoan, le Imperial Guards di Pechino. le due squadre di Shanghai, il Sipg e lo Shenhua, il Guangzhou Evergrande e lo Jiangsu Suning. L'affluenza allo stadio in questi casi supera le 30.000 persone e anche le rivalità sono molto sentite: in particolar modo il Jingjing derby (Beijing Guoan-Tianjin teda) e il Delta Yangtze derby (Suning-Shenhua).

 

 

Se il calcio Cinese , e più in generale Asiatico, dovesse migliorare sarebbe pensabile una Champions “Mondiale”?

La Champions Mondiale è stata proposta dalla Dalian Wanda, i proprietari cinesi dell'Atletico Madrid e di infront. Allo stato attuale non credo sia possibile nel breve periodo qualcosa di così elitario. In Europa vedrei bene una Champions a ranghi ridotti, magari a 24 squadre e poi due gironi da 6, perchè ora è una competizione a mio modo di vedere molto noiosa e non ha alcun senso vedere squadre di basso rango parteciparvi. Vi sono molti club forti che è meglio che giochino fra di loro, per il resto c'è l'Europa League che vedrei bene a 32. Lo so, sono molto impopolare per questo, ma nel calcio europeo voglio vedere spettacolo, qualcosa che si possa avvicinare all'Eurolega di Basket.

Inverso il mio giudizio in Asia, perchè muta il contesto culturale del calcio. Non mi piace la formula della Champions asiatica, che è elitaria. Nella East Zone sono le compagini coreane, cinesi, giapponesi e australiane. In Asia tale manifestazione dovrebbe essere più inclusiva, e coinvolgere maggiormente Thailandia e Vietnam (nazionali in forte crescita) ma anche quei mercati che possono svilupparsi molto bene come Singapore, Indonesia e Malesia. L'India la vede ancora troppo precoce e arretrata, non ci punterei.

 

Ti lasciamo con le ultimissime curiosità: Secondo te chi si è meglio adattato a questa nuova cultura e soprattutto ce la farà la Cina a vincere un mondiale?

Fra le grandi stelle Paulinho, che addirittura canta l'inno cinese. Oscar e Hulk sembrano essersi adattati molto bene, così come Guarin. Vedo invece molto sul lastrico uno come Lavezzi, ma spero di sbagliarmi. Il Pocho praticamente è un fantasma in campo. Se la Cina vincerà un mondiale? Riprendo la risposta alla prima domanda, tutto dipende da come il calcio cambierà la Cina. Ci sono molti scogli culturali per la costituzione di uno sport di squadra e la sfida è molto ardua.

 

 

Per chi volesse approfondire le proprie conoscenze di calcio Cinese può seguire il blog di Nicholas cliccando qui

 

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