| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Empoli - Napoli, alla ricerca della prima volta

di Antonio Sorrentino, 18 Marzo 2017

Nel gergo calcistico, quando si parla di “bestia nera” solitamente ci si riferisce a quelle situazioni nelle quali una squadra non riesce a battere un avversario nettamente più debole per un periodo di tempo piuttosto lungo. Un esempio lampante è dato dal Real Madrid, che per tanti anni non è riuscito ad espugnare lo stadio del Deportivo La Coruna, andando incontro ad una serie di sconfitte inopinate e pesanti. L’articolo sulla sfida della settimana verterà proprio su questo concetto: nei prossimi paragrafi, vedremo come il Napoli sia incappato nel tabù del Castellani di Empoli, campo sul quale non ha mai assaporato la gioia dei tre punti in sfide di campionato. In particolare, l’attenzione sarà rivolta al precedente della stagione 2014/15, nel quale l’Empoli di Sarri (attuale allenatore del Napoli) conquistò la vittoria per 4-2 al termine di una prestazione gagliarda.

 

Prima di rivivere le emozioni del precedente sopra menzionato, occorre dire che il Castellani (stadio dell’Empoli) rappresenta un autentico tabù per gli azzurri, che mai hanno vinto nelle gare di campionato disputate sull’impianto toscano. In 10 precedenti, gli azzurri empolesi non sono mai usciti sconfitti: 6 vittorie e 4 pareggi (senza reti) il bilancio dei precedenti. La vittoria più importante dell’Empoli risale alla stagione 1997/98, quando i toscani rifilarono “la manita” agli azzurri di Galeone. Un’altra vittoria importante è stata quella per 4-1 della stagione 1999/2000, al termine della quale il Napoli riuscirà a conquistare la promozione nella massima serie, mentre l’Empoli chiuderà con un piazzamento a centro-classifica. Nel prossimo paragrafo, rivivremo le emozioni del precedente del 30 Aprile 2015, nel quale il Napoli di Benitez subì un’autentica lezione di calcio dall’Empoli di Sarri, divenuto poi l’allenatore degli azzurri partenopei.

 

 

 

Empoli, 30 Aprile 2015. Il Napoli di Benitez, a caccia di punti per non perdere terreno dalla zona Champions League occupata dalle due romane, fa visita all’Empoli di Maurizio Sarri, autentica mina vagante della stagione in corso, capace di proporre in gioco spumeggiante in grado di mettere in difficoltà anche gli avversari più quotati. L’Empoli parte alla grande e crea numerosi pericoli già dai primi minuti: dopo nemmeno un giro d’orologio, Saponara viene atterrato in area partenopea, l’arbitro lascia correre con Sarri ad accennare timide proteste. Nei successivi 5 minuti, sale in cattedra Pucciarelli, pericoloso sia su cross (Andujar blocca), sia con una bella girata salvata da un intervento disperato di Britos. La difesa del Napoli è letteralmente in balia degli avanti toscani, e il risultato di parità si schioda al minuto 8: azione veloce a tre tocchi, Saponara vede il taglio di Pucciarelli, il quale è lesto a servire Maccarone inseritosi centralmente, la cui conclusione beffa Andujar, sfruttando anche il ritardo della difesa napoletana nella lettura dell’azione. 1-0 Empoli. La squadra di Sarri controlla il match alla grande con palleggi, verticalizzazioni e tanta corsa; mentre il Napoli non si rende quasi mai pericoloso, eccezion fatta per un tiro di Hamsik da buona posizione. Negli ultimi minuti del primo tempo l’Empoli piazza un micidiale uno – due: al minuto 42, Saponara crossa dal fondo e Andujar respinge colpendo Britos per il comico autogol del 2-0; all’ultimo minuto Croce semina il panico nella difesa azzurra ed arriva alla conclusione sulla quale Andujar si esalta, tuttavia la palla arriva a Saponara che in mezza rovesciata beffa il portiere argentino e decreta la fine della prima metà della partita sul punteggio di 3-0 per l’Empoli.

 

 

Secondo tempo. L’Empoli cala notevolmente il ritmo della propria partita e Benitez prova a dare una scossa inserendo Insigne, Raul Albiol e Gabbiadini. Tuttavia, accadrà poco o nulla nel primo quarto d’ora di gioco. Al minuto 64, il Napoli accorcia le distanze: Hamsik calcia dalla lunga distanza, Sepe respinge ma è sfortunato in quanto il suo sforzo è vanificato da Laurini, il quale viene colpito dalla palla che varca la linea bianca in modo beffardo. A questo punto il Napoli comincia a spingere con Maggio che si divora il gol che avrebbe riaperto la partita; mentre su azione da calcio d’angolo Andujar evita guai grossi su un colpo di testa di Tonelli. Al minuto 81, l’autogol di Albiol sancisce la fine della lotta sportiva e porta l’Empoli sul 4-1. Gli ultimi dieci minuti vengono giocati solo per regolamento, ed il gol del 4-2 viene siglato da Hamsik su conclusione dalla lunga distanza sulla quale Koulibaly appare in fuorigioco attivo. Il fischio finale lascia tanta amarezza ai tifosi partenopei, che a fine anno non riusciranno a centrare l’obiettivo europeo a causa della sconfitta interna con la Lazio nell’ultima giornata; mentre l’Empoli raggiungerà una tranquilla salvezza chiudendo al quindicesimo posto in classifica.

 

 

 

Empoli – Napoli si disputerà domenica ad orario di pranzo, in una sfida che sembrerebbe abbastanza chiusa nel pronostico, con il Napoli nettamente favorito per la conquista dei tre punti. Il Napoli viene dalla vittoria in scioltezza contro il Crotone e continua l’inseguimento sulla Roma distante due lunghezze; l’Empoli invece viene da una brutta serie negativa che però al momento non crea problemi in quanto le inseguitrici degli azzurri toscani faticano ad ottenere punti; ciò consente all’Empoli di avere un vantaggio rassicurante sul Palermo terz’ultimo. Tuttavia, non sono ammesse distrazioni e l’Empoli dovrà cercare di conquistare punti anche in sfida apparentemente proibitive: i toscani dovranno fare a meno del solo Mchelidze, mentre Sarri ha problemi di abbondanza e dovrà scegliere gli uomini giusti a centocampo, dove per la maglia da titolare è ballottaggio Zielinski – Allan con il polacco leggermente favorito. Il solo Tonelli non prenderà parte alla sfida per noie muscolari. Sulla carta, come già detto si prospetta una sfida a pronostico chiuso, tuttavia il Napoli dovrà stare attento a non abbassare la guardia altrimenti potrebbe essere costretto a pagare dazio ad una squadra nettamente inferiore, confermando così la maledizione dello stadio Castellani.

 

 

 

 

 

 

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