| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

⁠⁠⁠La vendetta, si sa, è un piatto che va servito freddo; certo non può definirsi così, fredda, l'atmosfera che si respirava il 23 maggio all'OAKA Spiros Louis di Atene, dove un Milan, alle prese ancora con i fantasmi di Istanbul di due anni prima, sfida nuovamente il Liverpool di Rafa Benitez nella partita dell'anno, la finale di Champions League!

 

Il cammino dei rossoneri, anonimo sia nei gironi (passati sul filo di lana all'ultima giornata davanti a Lille e AEK Atene) che negli ottavi (magia di Kakà ai supplementari), è andato via via in crescendo schiantando Bayern Monaco e Manchester rispettivamente in quarti e semifinale. Il Liverpool di contro vanta dalla sua una rognosità pressoché costante mantenuta indelebile in tutto il torneo, che le ha permesso di conquistare la finale, di rigore, sul Chelsea.

 

I reds non cambiano la loro filosofia ad Atene, mentre l'atmosfera è fibrillante a casa e sugli spalti, in campo calma piatta: il primo tempo è un oscenità come poche dal punto di vista dello spettacolo, a parte un diagonale di Pennant sventato da Dida, tiri come quelli di Kakaà e Xabi Alonso vengono inseriti negli Highlits solo per l'importanza della partita, no di certo per la pericolosità della giocata...

 

Come in ogni partita imbrigliata che si rispetti, i calci da fermo possono essere un'ottima chance per cercare do sbloccare la situazione: Kakà si conquista un fallo dal limite dell'area, sul punto di battuta si accinge Andrea Pirlo; forse Pirlo ha tirato, secondo alcuni, la punizione più brutta della sua carriera, ma sta di fatto che quell’azione rimarrà nella storia...

La sfera, lenta e a mezza altezza, incontra sul suo cammino la schiena di Pippo Inzaghi (palloni toccati zero, fino a quel momento), poco al di sopra delle sue "chiappette", che smorza la palla facendole improvvisamente cambiare direzione, indirizzandola dietro le spalle di Reina!

 

Inizia il secondo tempo, tutti ci aspettavamo l'assedio del Liverpool, che invece riesce nel difficile compito di battere il primo in fatto di noia: l'unica occasione se la costruisce il capitano Steven Gerrard, che sfrutta un errore di Gattuso, supera Nesta in velocità, ma sbatte sul muro alzato da Nelson Dida.

La guerra fredda prosegue silenziosa, fino a quando all’82° è interrotta da un lampo della classe cristallina di Ricardo Kakà: pesca con un filtrante Inzaghi che galleggiava come suo solito sulla linea dell'offside, Pippo supera l'estremo difensore dei Reds e fa scivolare lentamente il pallone nella porta avversaria...

Tardi, fin troppo arriva la reazione dei Reds: il gol di Kuit, all'89° sugli sviluppi di un corner, ha un utilità che si avvicina allo zero: il Milan conduce facilmente in porto quello che rimarrà un successo storico, il 7° per i rossoneri!

 

Varcaturese Doc., ma con il cuore platealmente in tinte nerazzurre; sono stato uno dei primi a cogliere per questioni di centimetri al volo la brillante idea di un amico, e a divenirne ben presto parte integrante.

Folgorato dall' amore per la beneamata, ma ancor prima per quello che è lo sport più bello del mondo, sarò ben lieto di accompagnare tutti voi in questo lungo viaggio, non mancando di sottolineare anche con un velo di sottile ironia tutto ciò che ruota intorno alla magica sfera che ogni domenica riempie in nostri cuori.

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