| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Fondamentale!

di Tuccio 2010, 20 Marzo 2017

Inizio aprendo un attimo di nuovo la questione rigore-Juventus per dire che mi dispiace per l’atteggiamento tenuto dal Milan negli spogliatoi della Juve, lo condanno e chiedo scusa io per loro, anche se le mie scuse non bastano e le scuse in generale non devono bastare, non è una cosa che appartiene al Milan... è successa e non deve succedere più. Sono atti da condannare e non ci sono interpretazioni o giustificazioni, non si possono tollerare in qualsiasi ambiente e da qualsiasi persona, figurarsi da calciatori professionisti, stiamo parlando di gente che in un modo o nell’altro deve dare l’esempio, le polemiche devono fermarsi alle chiacchere, alle illazioni, ma è uno sport e bisogna trasmettere solo valori positivi.

 

Gli arbitri non saranno professionisti, ma per quello che si beccano durante l’anno potrebbero evitare alcune decisioni e certi comportamenti, perché anche loro devono veicolare valori di imparzialità, di giustizia, di fiducia nelle “istituzioni” e non ultimo che lo sport premia il più bravo senza furbizie o aiutini.

Riportando il parere dell’arbitro De Marco che non è di certo di fede rossonera: “E’ stata una designazione inaspettata quella di Massa, reduce da una partita con molti errori. Sicuramente il tocco di mano di De Sciglio non è volontario. Ci vuole più chiarezza nel dare agli arbitri meno interpretabilità sul braccio largo ed episodi simili”.

 

Concludo dicendo che anche i designatori devono fare la loro parte e che i giocatori del Milan tutti insieme devono pagare i danni, porgere pubblicamente le scuse e devolvere una somma in beneficenza, sono comunque le partite come quella di venerdì sera che hanno ricompattato la tifoseria ridandoci l’orgoglio di appartenenza, quell’appartenenza che i calciatori del Milan devono conquistarsi, senza più commettere di questi gesti.

 

Ora aspettando importanti novità per il closing, fissato per il 7 aprile a fronte di altri 100 milioni che non so se definire ancora caparra piuttosto che una rateizzazione dell’acquisto, torniamo a parlare di campionato, di Europa League e di Genoa.

 

Per fortuna il Milan nonostante tutto (infortuni, squalifiche e closing) può contare ancora su una squadra di uomini e buoni calciatori che continuano ad inanellare risultati positivi, alle assenze (giusto per gradire si è poi aggiunto anche al primo minuto l’ennesimo infortunio muscolare di Bertolacci) menomale che Mati Fernandez in estate ha scelto il Milan e non il Cagliari.

 

Quella col Genoa è stata la partita delle seconde linee, di quelli che quando hai bisogno rispondono sempre presenti, di Lapadula che non ha segnato ma il suo sinistro vellutato ha dato l’assist per il gol partita, di Deulofeu arrivato per far rifiatare Suso e Bonaventura, riserva in Inghilterra e ora convocato in nazionale, è stata la partita della compattezza della squadra e dello spogliatoio.

 

Così sono arrivati tre punti “fondamentali” e preziosi in chiave Europa, De Sciglio finalmente ha fatto una fase difensiva perfetta, Zapata è tornato un giocatore prezioso, Paletta si è confermato su livelli elevati e Vangioni anche senza eccezionalità altissime continua a stupire.

 

Stupisce anche Mati Fernandez e la scelta di Montella di schierarlo titolare, non è brillantissimo ma porta in dote tre punti “fondamentali”, Ocampos si trova sempre più a suo agio con il gioco di Montella, grinta e voglia di far bene, sempre nel vivo del gioco è a tratti travolgente, Deulofeu invece è l’oro di Milanello, il diamante grezzo tutto da sgrezzare, non trova il gol ma corre, accelera e incanta, l'elemento in più per la corsa all'Europa.

 

Il Milan è stato molto attento e ha rischiato poco, è stata una partita “fondamentale” per restare agganciati al treno dell'Europa, la squadra dà sempre tutto ed è unita. Ora c'è la sosta e dopo ci sono Pescara e Palermo, servono sei punti e che la davanti qualcuno si fermi, senza questa vittoria avremmo dovuto dire addio all'Europa.

 

Galliani dice che se non dovessero arrivare i cinesi, Berlusconi potrebbe mandare avanti il Milan come ha fatto per 31 anni e che è in grado di andare avanti ancora, io aggiungo: ma non come gli ultimi cinque però, allora facciamo i contratti a Donnarumma, a Suso e a gli altri che lo meritano, portiamo a Milanello definitivamente Deulofeu e chiudiamo in prospettiva gli acquisti del regista, della punta centrale e del difensore centrale, se poi si chiude con i cinesi si arrangiano.

 

Donnarumma ormai è diventato il capitano morale di questo Milan, la devozione alla maglia rossonera ha dato la certezza che vuole restare e davanti ad un progetto serio come quello involontariamente intrapreso, anche con il burbero Raiola si può trovare l’accordo. Cinesi o no bisogna comunque restituire ai tifosi la fierezza e la dignità di tifare per questa maglia, per certi versi il Milan è tornato, ora dobbiamo riportarlo alla leggenda, liberarlo dal giogo dell’incapacità della vecchia dirigenza di adeguarsi al calcio “moderno”, come nostro malgrado ha saputo fare la Juventus. In nessun modo possiamo tornare all’improvvisazione di Barbara, all’inadeguatezza di Galliani o all’invadenza tecnica e molesta di Berlusconi, siamo usciti dalla lenta e inesorabile agonia ora vogliamo la speranza cinese o italiana di un ritorno ai fasti di un tempo, anche con Inter-Milan che si giocherà alle 12.30 il prossimo 15 aprile.

 

Infine un po' di mercato: l’attaccante centrale per il Milan sul mercato adesso c’è e si chiama Kylian Mbappe, è il fenomeno e la stella del Monaco, è il campione che verrà (a me ricorda Weah), a diciotto anni gioca con la maturità di un trentenne, è decisivo ed ha grandi colpi.

 

In estate comunque non mancheranno le opportunità di calciatori in scadenza ma da bloccare adesso, Chicharito Hernandez, Kagawa, Luiz Gustavo, Robben, Ribery, Rafinha, Criscito, Alexis Sanchez, Ozil, Wilshere, Kolarov, Fellaini, Mata, Schweinsteiger, Valencia e Llorente, giusto per citarne alcuni, tra questi: Hernandez o Sanchez come punta centrale non mi dispiacerebbero, buon lavoro a Maiorino.

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