| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

I Moduli del Calcio Moderno

di Marco Ragini, 31 Marzo 2016

La tattica e il calcio si sono evoluti e sono cambiati tantissimo dagli albori del Football ai nostri giorni, questa può definirsi tale sia collettiva che individuale ed è il movimento coordinato di un reparto o di una intera squadra, con il chiaro obiettivo di ottenere uno scopo già elaborato dall’allenatore a priori. L’obiettivo è permettere agli 11 giocatori in campo di muoversi coesi e in modo sincronizzato nel modo più preciso possibile seguendo nei minimi dettagli ciò che l’allenatore ha preparato nelle settimane prima e nei giorni precedenti alla gara.

 

Dunque gli elementi chiave sono lo scopo predeterminato ed il movimento coordinato.

 

Lo scopo predeterminato varia in base al modello di gioco, ai principi di gioco ed ai sotto principi e derivati. Vuol dire sapere sempre come comportarsi tatticamente, individualmente e collettivamente, in relazione alle varie situazioni di gioco intese ovviamente con i riferimenti di spazio-tempo.

 

Il movimento coordinato dei calciatori, in relazione al binomio spazio-tempo, è fondamentale. Ci si può muovere in relazione alla palla, in relazione agli avversari ed in relazione alla previsione di una situazione.

 

Gli sviluppi tattici sono i mezzi attraverso i quali avvengono i principi di gioco,

Un esempio di sviluppo tattico può essere rappresentato dalla pressione, dal pressing, dal fuorigioco, dall’elastico difensivo e dai raddoppi di marcatura.

La tattica collettiva è un'azione coordinata tra due o più giocatori, tesa ad ottenere uno scopo determinato in precedenza, mentre la tattica individuale si riferisce a tutti quegli accorgimenti e movimenti per mezzo dei quali la nostra prestazione risulta utile ed economica.

 

Ogni calciatore tatticamente deve essere responsabile, ha libertà decisionale in fatto di modi, tempi, spazi, scelta, esecuzione, tenendo però conto dei movimenti degli altri.

Possiamo dividere la partita di calcio essenzialmente in due parti ben distinte ogni situazione tattica: fase di possesso palla e la fase di non possesso.

 

Ora dopo questa prefazione su cos’è la tattica, qual è il suo scopo….sta tutto nella conoscenza e capacità dell’allenatore di scegliere o inventarsi un modulo tattico e situazioni tattiche da mettere in atto da buon stratega. Per ciò che concerne il modulo tattico, un allenatore prima di attuarlo deve prendere in considerazione diversi fattori molti importanti:

-Innanzi tutto il “materiale umano” che ha a sua disposizione

-Caratteristiche della propria squadra (tecniche, atletiche, disciplinari, di attenzione, sacrificio e morfologiche).

-Come si dispone in campo l’avversario e le sue caratteristiche.

-In che campo si gioca (dimensioni, erba, sintetico, in casa, fuori casa e condizioni atmosferiche..)

-Obbiettivo e aspettative del match

 

In Questi anni, noi allenatori abbiamo “ereditato” diversi moduli validi che sono nati negli ultimi cinquant’anni e tutt’ora attuati e definiti moduli di gioco del calcio moderno.

I principali che vengono usati sono:

 

TATTICA 3-4-3

E’ uno dei moduli più offensivi. I centrocampisti laterali hanno compiti più difensivi che offensivi quindi gli attaccanti esterni cercano spesso l’out per ricevere palla.

Difensori centrali: occorre velocità e comunicazione per evitare più errori possibile, visto che il reparto arretrato è composto solo da questi tre calciatori. Non hanno nessun compito offensivo se non l’onere di dar via all’azione.

Centrocampisti di fascia: devono coprire il campo in tutta la sua lunghezza, doti di corsa e resistenza sono essenziali. Dovrebbero badare più a coprire le fasce che avventurarsi sul fondo, anche se gli è richiesto di supportare l’azione offensiva.

Centrocampisti centrali (LC/LR): dettano il ritmo alla partita distribuendo palloni su tutti i fronti. In fase difensiva devono appoggiare il reparto arretrato. Tecnica e abilità nel passare la palla non devono mancare a chi ricopre questa posizione.

Attaccanti: uno a turno dovrebbe andare sull’esterno per poter crossare mentre gli altri due tagliare al centro per riceverlo.

 

TATTICA 3-5-2

Questa tattica è leggermente più offensiva della precedente e i centrocampisti di fascia sono chiamati sovente ad un ruolo di copertura dati i tre difensori centrali.

Difensori centrali: occorre velocità e comunicazione per evitare più errori possibile, visto il reparto arretrato è composto solo da questi tre calciatori. Non hanno nessun compito offensivo se non l’onere di dar via all’azione.

Centrocampisti di fascia: devono coprire il campo in tutta la sua lunghezza, doti di corsa e resistenza sono essenziali. Dovrebbero badare più a coprire le fasce che avventurarsi sul fondo, anche se gli è richiesto di supportare l’azione offensiva.

Centrocampisti centrali: soprattutto il più centrale dei tre deve possedere doti tecniche superiori per poter distribuire i passaggi verso il fronte offensivo. Agli altri due è chiesto di coprire le avanzate delle ali arretrate e di interdire l’azione avversaria.

Attaccanti: almeno uno dei due dovrebbe ripiegare a centrocampo in fase di non possesso.

 

TATTICA 4-3-3

Non è una tattica molto usata e i ruoli non sono molto definiti viste le diverse interpretazioni, parte comune è però l’attacco dove gli esterni cercano lo spazio sulla fascia e il centrale aspetta il cross o arretra verso il centrocampo.

Difensori centrali: sono i soli veri difensori. Non hanno nessun compito offensivo e controllano l’attacco avversario.

Terzini: appoggiano molto spesso il centrocampo e salgono fino alla linea di fondo cercando il cross o a volte tagliando per vie centrali quando l’attaccante sulla loro fascia è proteso per il cross.

Centrocampisti: dettano il ritmo alla partita distribuendo palloni su tutti i fronti. In fase difensiva devono appoggiare il reparto arretrato. Tecnica e abilità nel passare la palla non devono mancare a chi ricopre questa posizione.

Attaccanti: gli esterni arretrano in fase difensiva aiutando i tre centrocampisti, il centrale invece può avere compiti prettamente offensivi e sovente è usato come torre.

 

TATTICA 4-4-2

E' la tattica più usata nel football moderno insieme forse alla 3-5-2. La variazione tattica del libero alle spalle dei difensori, sorpassata dalla seconda metà degli anni ’90, era usata da squadre tendenzialmente difensive, mentre oggi con quattro uomini in linea si cerca soprattutto la squadra corta e il fuorigioco. Richiede buona forma fisica per tutti i suoi componenti.

Libero : deve avere qualità nel leggere il gioco (spesso è il leader in campo) dato che grava su di lui il compito di orchestrare la difesa. Agisce alle spalle dei compagni di reparto e davanti al portiere.

Stopper: marca stretto la punta avversaria o il trequartista. Sovente partecipa all’impostazione dell’azione offensiva distribuendo palloni ai centrocampisti o lanciando in profondità.

Terzini: Marcano le ali avversarie e spesso hanno attitudini offensive, soprattutto nel calcio moderno, per cui è richiesto di portare palla lungo le fasce arrivando al cross sovrapponendosi ai centrocampisti laterali.

Ali : hanno in genere più spazio dei compagni che agiscono al centro del campo, prettamente offensive si accentrano oppure vanno loro stessi al cross col supporto dei terzini.

Centrocampisti centrali: dettano il ritmo alla partita distribuendo palloni su tutti i fronti. In fase difensiva devono appoggiare il reparto arretrato. Tecnica e abilità nel passare la palla non devono mancare a chi ricopre questa posizione.

Attaccanti: nella tattica 4-4-2 attaccare è il primo e prioritario obiettivo, possono decentrarsi per non dare troppi punti di riferimento agli avversari o a turno tornare a centrocampo.

 

TATTICA 4-2-4 poi 4-2-2-2

Il Brasile del 1958 adottò con successo questo modulo giocando un calcio tutto di attacco e dimostrando che al contrario del catenaccio si poteva fare a meno del contropiede.

I terzini avevano compiti molto offensivi unendosi spesso ai due centrocampisti e formando una sorta di 2-4-4, e a volte addirittura un 2-2-6 quando addirittura si portavano in attacco. Nella Coppa del Mondo del 1958 il Brasile vinse tutte le partite usando questo approccio.

I terzini, avendo questo tipo di compito, necessitano di ottima tecnica e velocità, per non menzionare una certa dose di fantasia. Un particolare di questa formazione è che quando la palla veniva persa in zona di attacco e quindi con la squadra evidentemente sbilanciata nessun giocatore arretrava, ma si cercava l’immediata riconquista della palla in modo da proseguire l’azione di attacco.

Ma il copyright del Brasile fino ad un ventennio fa fu il 4-2-2-2 dove i centrocampisti in linea, 2 di interdizione e 2 mezz’ali, senza palla, andavano a compensare gli spazi per la fase di copertura seguendo in modo sincrono i movimenti delle 2 punte che indirizzano la giocata iniziale dell’avversario. Anche qui i due difensori esterni della linea di 4 fungono sovente da veri e propri esterni di centrocampo andando ad accorciare il più possibile lo spazio davanti loro

 

TATTICA 4-1-4-1

Questo è modulo che da una efficiente coperture di tutto il campo, da una buona copertura fra linea difensiva e di centrocampo, formando un centrocampo centrale a tre, un triangolo dal vertice basso, con caratteristiche predominanti difensive come tipologia di centrocampo.

Ma come tutti i moduli (che io paragono alle “coperte corte”…) in questo caso abbiamo un valore aggiunto di copertura a centrocampo e proteggiamo la difesa…ma andiamo a perdere del 50% di potenziale offensivo in fase di profondità, specialmente durante un attacco da ripartenza.

Questo è un modulo per allenatori “attendisti” che specie quando la loro squadra gioca fuori casa cerca di contenere e cautelarsi maggiormente dalla forza dell’avversario.

 

Detto questo ogni allenatore nella scelta di un modulo vincente come preparazione ad una partita o come cambiamento in corsa NON deve ancorarsi esclusivamente alla teoria del modulo e nei punti sopra elencati per la decisione di esso, ma oltre a questi strumenti deve affidarsi ad uno strumento che non è contemplato sui vari libri di testo dei vari corsi U.E.F.A. Io questo strumento lo chiamo “Occhiometro”. ovvero l’istinto sulla situazione, il sentore dello stato di forma dei giocatori e della loro attenzione del momento, la propria esperienza e il proprio vissuto. In queste situazioni, l’eventuale durata massima e l’intensità della loro prestazione e soprattutto la somma dei dettagli

 

 

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