I'm forever blowing bubbles

I'm forever blowing bubbles

di Mario Bocchetti, 10 Febbraio 2016

La vita di Pete Dunham mi ha insegnato che c'è un momento per tenere duro. La sua morte mi ha insegnato che c'è un momento per rinunciare. Non avrei mai avuto l'occasione per ringraziarlo, ma potevo vivere in modo da onorarlo.

 

Dopo tanti anni dalla sua morte riesco ancora ad emozionarmi per la sua vita e per tutto quello che mi ha insegnato. Pete ha fatto conoscere a milioni di persone la grande famiglia che da sempre accompagna il West Ham, nella sua vita ha insegnato tantissima “Storia” ai suoi piccoli campioni che hanno subito capito cosa significa essere un Hammer. Ad ogni partita Green Street si colora, allo stadio si va a piedi, solo così si può assaporare la magia del calcio Inglese: un miglio e duecento tappezzati con il granata e l’azzurro, intrisi del sudore di tutti gli operai che hanno giocato a calcio nel loro dopolavoro, che hanno consacrato le loro domeniche ad incitare i propri “martelli” che in quelle due ore sembravano più leggeri.

 

Si dice che solo due parole tengono svegli gli Hammers: “United Away”. Da buon tifoso sono d’accordo, ma ci sono otto lettere che chi ha visitato l’Est London ha imparato ad amare: Il Calcio! In questa zona popolare della metropoli il calcio è una vera e propria religione, il nostro inno vi parla di bellissime bolle di sapone che volano nel celo e vanno incontro al loro atroce destino. Un po’ come noi comuni mortali che aspettiamo la domenica per volare su nel cielo lottando al fianco dei calciatori in campo per poi tornare alla nostra solita vita alla fine della partita una volta che la nostra piccola bolla di sapone è scoppiata. Ad Upton Park si è respirata la vera essenza del gioco, ancora oggi varcando la soglia di ingresso di Boleyn Ground si capisce il perché il calcio Inglese è quello più visto in tutto il mondo. Un tempo non era così, con l’arrivo di noi Hooligans il nostro campo era uno dei più temuti di tutta l’Inghilterra, anche in quegli anni di dure battaglie e vera guerriglia urbana si capiva che in questa zona dell’Impero Britannico l’amore dei tifosi veniva mostrato al di là del risultato. In molti non conoscono la gloriosa storia del West Ham solo perché non abbiamo mai vinto tanti trofei, in fondo dal nostro inno si capisce che siamo Nati per Soffrire.

 

La difficile parentesi del fenomeno Holligans ci ha resi famosi in tutto il mondo, non andiamo fieri dei tanti disordini e dei tantissimi disagi provocati, noi andiamo fieri del fatto che eravamo una vera famiglia. Sapevamo difendere i nostri fratelli, non ci siamo mai tirati indietro ogni volta che dovevamo difendere i nostri confini. Nella nostra storia abbiamo affrontato parecchi periodi difficili, il nostro apporto non ne ha mai risentito. In fondo siamo tra le dieci tifoserie più calde in Europa. La nostra storia nasce dall’idea di Arnold Hill, che aveva scelto il calcio per dare un dopolavoro ai propri dipendenti, dopo i primi due campionati dilettantistici vinti si decise di fare il salto di qualità verso il professionismo, così nacque il West Ham United. In campo, in tribuna o in Fabbrica siamo sempre stati gli uni accanto agli altri. I nostri problemi rimanevano lontano dal campo di gioco, i nostri calciatori devono lottare per noi, noi dobbiamo dimostrare che siamo li, dobbiamo dimostrare ai ragazzi in campo e a tutto il mondo che la grande famiglia del West Ham è li ed è pronta a dare tutto per quei colori.

 

Il sangue, il sudore, le lacrime, la gioia, i sogni, le delusioni e soprattutto i successi ci rendono una vera e propria famiglia, i nostri avversari hanno imparato a conoscere la nostra forza, siamo da sempre tra le migliori tifoserie che puoi trovare al mondo. I bastardi del Millwall hanno conosciuto i nostri colori lontano dal campo, era un giorno di ordinaria protesta in fabbrica, la nostra forza nasce proprio dal sudore condiviso di tutte le lotte sociali. Non ci è mai piaciuto farci mettere i piedi in testa dagli sfruttatori, quei gattoni che pensano di essere dei veri leoni si sono piegati al potere del padrone e non hanno aderito allo sciopero. Questo affronto era inaccettabile, noi di Upton Park non dimentichiamo mai e ora anche in campo gli dobbiamo far capire cosa significa essere dal lato giusto della barriera.

 

Anche se i nostri risultati non sono stati sempre all’altezza della nostra storia il nostro settore giovanile ha da sempre regalato grandi campioni al calcio mondiale. Geoff Hurst, Martin Peters, Bobby Moore, Ray Wilson gli eroi del West Ham che fu e soprattutto gli eroi che hanno saputo battere la Germania in finale del mondiale. Anche oggi il nostro florido vivaio riesce a sfornare ottimi giocatori, ma il cuore di tutti i tifosi più giovani si infiamma per l’Italiano Paolo Di Canio, uno dei nostri fari. Paolo ha un carattere difficile, non sempre i suoi atteggiamenti vengono capiti ma è sempre riuscito ad essere uno di noi, un vero “martello” capace di esaltarsi e di esaltare tutti i tifosi ad ogni giocata.

 

 

Rileggendo tutta la nostra storia ho capito cosa rende il calcio immortale: i Propri Tifosi. Essere orgogliosi della propri colori, della propria storia e soprattutto dei propri fratelli ci fa capire cosa significa essere un tifoso, fare tutto questo in una delle migliori tifoserie al mondo rende il tutto a dir poco speciale. Io da semplice Yankee ho imparato ad amare il calcio, un gioco che non puoi apprezzare a pieno se non conosci tutte le sue sfumature e il cuore che batte dietro quel pallone che aspetta solo di essere spinto in rete. Tutto questo mi ha insegnato Pete Dunham.

 

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Le immagini di sfondo e testata (così come quelle originali, ove specificato) sono opera e proprietà di Martina Sanzi.