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Il Calcio che Passione: Lo strano caso del Magorno calcio

di Antonio Sorrentino, 07 Marzo 2017

Montesano sulla Marcellana (SA). La storia che vado a raccontare è ambientata tra i monti della vasta provincia salernitana, in un paese al confine con la Basilicata che conta quasi 7000 abitanti dislocati tra le sue frazioni. Infatti, il territorio di Montesano della Marcellana è suddiviso in sei frazioni: Arenabianca, Cessuta, Prato Comune, Tardiano, Montesano Scala e Magorno. Sarà proprio quest’ultima frazione ad essere protagonista dell’articolo, con il singolare caso del Magorno Calcio, realtà “solida seppur perdente” del panorama calcistico dei polverosi campetti della provincia salernitana.

 

La domanda a cui rispondo positivamente in questo paragrafo è la seguente: una frazione che conta 55 abitanti censiti può dare vita ad una squadra di calcio “semi-amatoriale”, e farla partecipare agli ultimi 27 campionati? Bene, il Magorno viene efficacemente descritto dalla risposta positiva alla domanda posta sopra: infatti, da ben 27 anni il Magorno viene iscritto al campionato di Seconda Categoria della provincia di Salerno, grazie alla passione di un gruppo di giovani ragazzi e del suo Presidente / Allenatore / giocatore Giuseppe Pascale (detto Zi Peppe), il cui nobile obiettivo è semplicemente quello di non far scomparire il calcio nella piccola frazione di Montesano della Marcellana. In questo contesto fatto di passione, sudore e voglia di divertirsi, i risultati sul campo rimangono un dettaglio pressoché trascurabile infatti, da molti anni a questa parte, il Magorno retrocede puntualmente in Terza Categoria ed il presidente – factotum reiscrive la squadra in Seconda Categoria, sfruttando la normativa vigente per questi campionati. Nella sua storia fatta di retrocessioni, il campionato 2003/04 rappresenta un’eccezione: ben 20 punti totalizzati dai verdi del Magorno! Questo exploit è stato reso possibile dall’allargamento della base calcistica della piccola frazione, che ha visto aggregarsi alcuni ragazzi provenienti dai pesi limitrofi. Tuttavia, non occorre abituarsi troppo bene: nel campionato successivo, il Magorno retrocede totalizzando soltanto 2 pareggi nell’intero campionato. Nei successivi tre campionati, il Magorno totalizza 12 punti equamente ripartiti su ogni campionato; mentre un nuovo exploit arriva nel 2008/09: gli uomini di Zi Peppe portano a casa ben 9 punti! Ancora una volta, i verdi ritorneranno alle loro “sane” abitudini di classifica: solo 2 punti nel 2009/10, un solo punto nella stagione successiva. Il “capolavoro” del Magorno però risale alla stagione 2012/13: 24 sconfitte in altrettante giornate, ovvia retrocessione in Terza Categoria e nuova iscrizione in Seconda Categoria! L’attualità vede il Magorno impegnato nel girone F di Terza Categoria: senza specificare la posizione in classifica, i verdi sono in linea con le prestazioni degli ultimi anni avendo totalizzato uno score di 2 punti frutto di altrettanti pareggi.

 

Nonostante le tante sconfitte conseguite sul campo, il Magorno può vantare alcune vittorie importanti: il 16 Febbraio 2017, il sindaco di Montesano della Marcellana ha premiato gli uomini di Zi Peppe come “un esempio concreto di successo della volontà associativa”, ed il premio è dovuto al fatto di dare vita al fenomeno associativo da ben 27 ininterrotti anni. Ma i riconoscimenti al Magorno non si sono solo limitati agli apprezzamenti a livello locale, infatti Tavecchio ha voluto premiare questa piccola realtà salernitana come esempio per i giovani. Questa storia è significativa per una serie di ragioni, in primo luogo perché riguarda una squadra lontana anni luce dai riflettori e dal malsano giornalismo con tutto il suo flame e la ricerca della facile interazione negativa tra tifosi; in secondo luogo essa insegna quali sono i valori fondamentali dello sport, come l’amicizia e la voglia di stare assieme prima che di prevalere sull’avversario. Passione, aggregazione e cultura sportiva sono gli elementi che proiettano il Magorno nella leggenda, in un contesto in cui la vera vittoria non è sollevare trofei a fine anno, ma educare i giovani al rispetto e alla passione verso il pallone, riscoprendone il suo significato educativo e sociale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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