| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Il Kaiser del calcio è Franz Beckenbauer

di Roberto Scalas, 28 Dicembre 2015

Imperatori nel calcio ce ne sono stati tanti che nel tempo si sono succeduti conquistando il trono e lo scettro di miglior calciatore del tempo ma il Kaiser è solo uno, titolo che gli spetta di diritto. Ovviamente stiamo parlando di Franz Beckenbauer.

 

Beckenbauer fu giocatore unico nel suo genere, nacque come mediano e poi giocò come libero ma atipico. Infatti, il suo ruolo in campo non era ben definito perché il Kaiser da difensore interrompeva l’azione avversaria, impostava la manovra, si inseriva negli spazi, rifiniva l’azione offensiva dettando l’ultimo passaggio e, spesso, concludeva a rete grazie al suo ottimo tiro dalla distanza e alla sua capacità di partecipare a tutte le fasi di gioco.

 

Fu un giocatore totale che si sarebbe sposato alla perfezione con il calcio olandese dell’epoca. Anche i giurati di France Football si accorsero di lui e snobbarono coloro che hanno sempre attirato la loro attenzione, ovvero, gli attaccanti e fantasisti che con assist al bacio, goal e fantasia catalizzavano l’attenzione di tutti gli appassionati.

 

Fu impossibile non notarlo soprattutto per il fatto che lui fu un concentrato di tutto quello che può offrire il calcio, fu la vera essenza di questo gioco.

 

Per spiegare ad un bambino le varie fasi di gioco basterebbe fargli vedere un filmato di questo colosso del pallone che portò il Bayern Monaco e la Nazionale sul tetto d’Europa e del Mondo.

 

Un giocatore dal carisma unico, un trascinatore nato e stoico come lo fu nella famosissima semifinale contro l’Italia del mondiale del 1970 in Messico quando giocò con un braccio fasciato.

 

Nel 1972 vinse gli Europei in Belgio con la sua Germania Ovest e il titolo nazionale con i Bavaresi risultando decisivo nella conquista dei trofei.

 

La giuria di France Football decise per la prima volta di assegnare il Pallone d’Oro ad un difensore e Franz, per due soli voti, soffiò il trofeo ai connazionali Muller e Netzer.

 

Due anni dopo con la Nazionale alzò al cielo da capitano la Coppa del Mondo suggellando il dominio tedesco dell’epoca.

 

Replicò la vittoria del Ballon d’Or in età ormai matura, nel 1976, dopo aver fatto il pieno di trofei con il suo club vincendo tre Coppe Campioni di fila, l’ultima proprio in quell’anno.

 

Di lì a poco decise di andare a giocare negli Stati Uniti nei New York Cosmos chiudendo la carriera da calciatore dopo la parentesi con l’Amburgo con il quale vinse la Bundesliga nel 1982.

 

Per Franz Beckenbauer gli aggettivi si potrebbero sprecare essendo uno dei rappresentati di maggior valore della storia del pallone. Lui è il calcio perciò anche il Kaiser è un immortale di questo sport che ha lasciato in modo indelebile un segno nel calcio mondiale.

 

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