| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Il Presidentissimo del Napoli!

di Mario Bocchetti, 20 Febbraio 2017

Da troppo tempo il Napoli era sostenuto da troppi elogi: Sarri è Bravo; Sarri è il miglior allenatore del mondo; il gioco di Sarri è troppo per il campionato italiano; il magazziniere di Sarri fa il miglior caffè al mondo; il vecchio Lobanovsky doveva imparare ad “essere di sinistra” da Sarri; come è migliorata la lavanderia del Napoli da quando sulla panchina c’è Sarri. Tutto molto bello direbbe Bruno Pizzul.

 

Ovviamente tutti i galli nel pollaio reclamano le loro galline, soprattutto se questo significa essere intervistati e ricevere complimenti anche da radio Isis, specializzata nelle trasmissioni per terroristi e aspiranti tali, in fondo al gioco di Sarri non puoi essere insensibile neanche con fucile e tuta nera. Così il padrone di casa, tanto amato solo dal proprio direttore di banca, si è voluto prendere la scena a tutti i costi, ha voluto impreziosire uno dei punti più alti della propria storia alla guida degli azzurri con uno degli interventi più riusciti della storia del calcio. Ha regalato serenità e soprattutto la giusta autostima allo spogliatoio che si appresta a giocarsi tutto nelle prossime tre settimane. Il presidentissimo De Laurentiiis dopo aver guardato da vicino per qualche anno come l’allenatore dirige, il medico cura, il fisioterapista massaggia e il preparatore allena, sa di essere pronto per il grande salto, sa di avere le giuste carte in regola per dire al proprio allenatore di dover cambiare gli schemi, le posizioni e le tattiche per evitate in futuro sconfitte sul campo più prestigioso in Europa contro una delle squadre più forti del pianeta.

 

Ovviamente questa situazione grottesca non ha smosso quasi per nulla il gruppo azzurro che è ripartito subito vincendo a Verona in una gara controllata sempre abbastanza agevolmente, grazie neanche a dirlo all’unico campione gradito al presidente, quello scugnizzo che ora deve essere coccolato (il rinnovo non è stato ancora firmato... magari qualche soldino così si potrebbe risparmiare). I grandi tuttologi del calcio hanno da subito capito il piano subdolo e articolato della dirigenza azzurra che per far crescere lo spirito di un gruppo si è affidata totalmente alle parole del proprio presidente che, visti i suoi impegni oltre oceano, ha dovuto imporre un pesante silenzio stampa per non far spegnere il fuoco da lui acceso.

 

In fondo tutta questa situazione è davvero solo merito del presidente che ha dovuto aspettare quattro mesi per vedere una sconfitta e partire con il suo astuto piano. Oggi il Napoli è tutto attorno al proprio allenatore, quello forte ma non tanto quanto il presidente, fino al giorno del ritorno con il Real. Quella notte si dovrà recuperare il risultato, servirà qualcosa di straordinario, servirà un Super Presidente seduto in panchina.

 

 

Forzatamente bigamo (ma non lo dite in giro!). Divido il mio cuore tra la passione per la Napoletanità e il calcio. In molti mi definiscono un sognatore dalla maglia azzurra, ma allo stesso tempo sono convinto che Maradona non può fare i miracoli. Il mio amore incondizionato per la cultura che mi avvolge mi ha regalato una seconda Mamma, la mia città che mi accompagna e mi incoraggia in ogni mio scritto. In fondo anche Troisi disse: Chi ha detto che non è serio amare due donne nello stesso momento, o perder tempo per fare la formazione della propria squadra?

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