| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Il Tempo sarà Galantuomo!

di Mario Bocchetti, 14 Settembre 2017

La dolorosa trasferta in terra Ucraina ha abbattuto tre pilastri di una squadra che appare ormai ridimensionata e ormai abbattuta nell’umore e soprattutto nell’orgoglio. I tifosi degli azzurri si dividono in due categorie una disfattista e l’altra troppo entusiasta, purtroppo nessuna delle due ha centrato il punto centrale, a mio modestissimo parere.

 

Leggendo i commenti della partita di ieri sera anche un bambino nota la grande insoddisfazione per un risultato e per il gioco espresso dal Napoli. I più pessimisti hanno addirittura aperto tre “casi Napoli”: Reina, Hamsik e Sarri.

 

Lo spagnolo dopo un inizio di stagione incoraggiante si è macchiato di un errore grossolano sul secondo goal degli ucraini e soprattutto non è riuscito a fare il grande intervento sull’azione dello svantaggio iniziale. Pepe ha tenuto tutti con il fiato sospeso e ha diviso la tifoseria fino a fine mercato visti gli scarsi risultati della passata stagione. Reina è un buon portiere, uno degli uomini con maggiore personalità, un calciatore che tutti gli allenatori vorrebbero nel proprio spogliatoio con un solo difetto: l’età. Purtroppo lo spagnolo paga un calo fisico che non gli sta permettendo di essere ai livelli del suo primo anno al Napoli, purtroppo in molti sperano che nell’anno giusto per puntare alla vetta non si deva rimpiangere un portiere di altissimo livello. Ma è il caso di mettere alla gogna il proprio portiere titolare?

 

L’altro caso è il capitano Marek, l’uomo che ha espresso più napoletanità di Insigne, Sepe e tutti i napoletani delle giovanili messi insieme. Bravo il Mister a difenderlo. Un calciatore che lo hanno cercato in tanti, grandissime squadre compreso, ma lui ha sempre preferito l’azzurro. Vederlo in queste condizioni fisiche fa male, vederlo sempre sostituito ci porta alla memoria l’anno in cui Benitez lo ha fatto cadere dall’Olimpo dei grandissimi calciatori, ma quest’anno, fiero e sul suo scanno in cima alle nuvole, c’è una grandissima differenza: il mister lo ama e ha capito che la sua qualità e personalità può fare la differenza anche a mezzoservizio. È davvero il caso di fargli sentire tutta questa pressione da parte dei tifosi?

 

L’ultimo, e ovviamente più nascosto, caso riguarda Sarri: una gestione delle risorse umane che non ha sempre soddisfatto il pubblico e soprattutto spesso l’approccio della squadra non è stato all’altezza della propria fama. L’allenatore dovrebbe trovare più soluzioni e rendere gli ultimi tre approcci un lontano ricordo. Il mister dovrà anche rivitalizzare Milik, che ha sbagliato tanto davanti alla porta, per farlo tornare ai livelli dello scorso anno. Ha senso criticare anche l’allenatore in questo momento?

 

Vedendo meglio la partita di ieri, a mio modestissimo parere, mi è sembrato che al netto degli errori individuali di Reina, Hamsik e compagnia, il Napoli non ha ancora trovato la giusta brillantezza che ha sempre avuto con Sarri. Allargando la rosa dei miei personalissimi ricordi, nelle passate due stagioni gli azzurri hanno iniziato sempre con il freno a mano tirato per poi arrivare a fine settembre inizio ottobre al primo massimo di forma stagionale. Le vittorie di questo inizio campionato ci hanno ridato una squadra matura che è riuscita a vincere anche se non è al massimo della condizione. Gli arancioni ucraini erano più avanti e hanno saputo sfruttare al meglio le debolezze e gli errori azzurri, rischiando nel finale in varie occasioni di essere raggiunti nel punteggio. Purtroppo il risultato mette il discorso qualificazione in salita, ma non pregiudica il cammino europeo degli azzurri. I tifosi devono continuare a sostenere i propri giocatori che anche ieri ci hanno provato fino alla fine, perché come vuole il nostro coro: Oggi Come Allora Difendo la Città!

 

Il tempo sarà Galantuomo.

 

 

Forzatamente bigamo (ma non lo dite in giro!). Divido il mio cuore tra la passione per la Napoletanità e il calcio. In molti mi definiscono un sognatore dalla maglia azzurra, ma allo stesso tempo sono convinto che Maradona non può fare i miracoli. Il mio amore incondizionato per la cultura che mi avvolge mi ha regalato una seconda Mamma, la mia città che mi accompagna e mi incoraggia in ogni mio scritto. In fondo anche Troisi disse: Chi ha detto che non è serio amare due donne nello stesso momento, o perder tempo per fare la formazione della propria squadra?

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