Il Tronco della vecchia Quercia ha fatto fiorire una nuova Foglia!

Il Tronco della vecchia Quercia ha fatto fiorire una nuova Foglia!

di Mario Bocchetti, 16 Marzo 2016

Il tronco della vecchia quercia ha fatto fiorire una nuova foglia. Queste undici parole incarnano i veri ideali di una grande “Nazionale” prestata al calcio europeo. I colori bianco e rosso, i colori del calcio spagnolo, i colori che hanno reso fieri intere generazioni di fieri baschi.

 

L’Athletic Bilbao è l’orgoglio basco, questa popolazione del nord della Spagna che da anni rivendica la propria indipendenza, vede nella squadra di calcio il giusto orgoglio contro il potere Madridista. Camminando nei pressi dello stadio San Mames ci sembra di essere in un mondo molto lontano dalla Spagna, il governo franchista non è riuscito a piegare una popolazione che ha l’orgoglio nel proprio patrimonio genetico. Nell’Euskal Herria, letteralmente nel paese dove si parla basco ha avuto origine il calcio spagnolo, la posizione geografica ha permesso frequenti scambi culturali con l’Inghilterra che hanno portato in dote lo sport più popolare in Europa. Ancora oggi il club di Bilbao conserva la h nel nome proprio per ricordare il passato anglofono e soprattutto per prendere ancora una volta le distanze da quella lingua castigliana tanto odiata.

 

Gli eroi del San Mames sono sempre stati di origine basca, per questo popolo l’Athletic deve essere una vera nazionale, per essere ammessi a far parte di questa speciale famiglia bisogna essere quanto meno di origine basca e soprattutto bisogna essere un tifoso comprovato dei biancorossi. La società aprì un referendum per cambiare “le regole” e ingaggiare anche calciatori stranieri, non dimentichiamoci che qui anche gli altri spagnoli sono gli stranieri, un vero e proprio plebiscito ha ricordato a tutti come stanno le cose: il 94% dei votanti ha scelto la storia e soprattutto le radici del popolo Euskaldun. Solo i veri baschi quindi possono diventare i beniamini della “Catedral”, lo stadio più rispettato in tutta l’Europa: giocare in questo stadio sorto sulle ceneri di una vecchia chiesa intitolata al martire capace di domare i leoni. Quale miglior esempio da seguire se non il santo nato in un carcere e capace di nutrirsi ed aiutare i bisognosi grazie al latte delle fiere che riusciva a domare. Proprio come i biancorossi capaci di resistere al carcere castigliano e ormai condannati ad un vero e proprio martirio politico-culturale.

 

Un grandissimo allenatore dell’Athletic dal 2011 al 2013, Marcelo Bielsa disse:“ciò che rende storico uno stadio non è la sua architettura, ma quello che lì dentro succede. Il San Mamés non ti lascia mai solo, parla con i suoi calciatori, ti tende la mano per non lasciarti cadere”. Proprio tra queste mura supportato da una delle tifoserie più calde in Europa è riuscito a costruire la sua invidiabile storia fatta di tanti alti e qualche basso, i baschi sono l’unica squadra con Real e Barcellona ad aver partecipato a tutti i campionati di massima serie e insieme a queste due grandissime è la squadra più blasonata della penisola Iberica grazie ai ben 33 trofei nazionali. Tanto per farvi rendere conto della storia dei Zurigorriak, basta pensare che il mito del vero Pichichi è nato proprio a queste altitudini: l’indimenticato Rafale Moreno Aranzati che deliziava il pubblico del San Mames negli anni ’20 riuscì a segnare 178 goal in ben 200 partite, la sua morte prematura a soli 29 anni per un attacco di tifo lo consacrò alla leggenda dando al capocannoniere del campionato il suo soprannome: il Pichichi.

 

Ad oggi solo un’italiana è riuscita ad espugnare il nuovo San Mames: il Torino di Ventura in una gara dove il cuore ha saputo fare di più delle gambe. Anche il Napoli di Benitez ha subito il grande calore dei tifosi biancorossi che all’ingresso in campo hanno applaudito e incitato anche gli avversari. Una vera lezione di calcio e soprattutto un vero momento di sport tra due delle tifoserie più belle al mondo.

 

© 2015 Una Questione di Centimetri. Tutti i diritti riservati. Il sito è stato interamente ideato e realizzato da Ciro Ruotolo e Mario Bocchetti.

Le immagini di sfondo e testata (così come quelle originali, ove specificato) sono opera e proprietà di Martina Sanzi.