| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Il Velo della Discordia

di Antonella Castaldi, 25 Maggio 2017

Esistono paesi in cui vige una grande morale capace di superare qualsiasi forza di libertà personale. Paesi orientali, caldi, profondi, in cui il fondamentalismo si aggroviglia alla vita penetra in essa è non la lascia andar via.

 

Vive lì un valente portiere in uniforme bianca che indossa insieme ai suoi compagni di squadra, fa parte della società calcistica del Saba Qom . Mohsen pratica uno degli sport più amati e seguiti al mondo ed ha una moglie bellissima, la modella Nasim Nahali. Nasim ha accettato di fare foto senza il velo che copre i capelli delle donne, lo Hijab, e per la rigida morale del loro paese si è gridato allo scandalo.

 

La Commissione morale della Federcalcio iraniana ha punito il marito, colpevole di non aver controllato la moglie, vietandogli di praticare per tre mesi qualsiasi attività sportiva, facendo così ricadere su di lui le colpe della depravazione di una donna che semplicemente ha sciolto i capelli di fronte un obbiettivo fotografico. Mohsen e Nasim hanno subito una vera e propria ingiustizia, vittime di una spiritualità soffocante e di una devozione idealistica che rasenta il fanatismo.

 

Prigionieri di valori ascetici attraverso cui si regola l'essere delle singole persone, in grado di coinvolgere anche lo sport, privandolo della sua libertà vagabonda. Lo stesso sport che non ha nazione, colore, età, religione. In questi paesi purtroppo quotidianamente l'etica sfocia in prepotenza ma si spera sempre in un lieto fine...

 

 

 

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