| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Il primo Bilancio Azzurro

di Mario Bocchetti,  19 Aprile 2019

Tempo di bilanci in casa Napoli.  Tempo di processi e riflessioni.

Ancelotti parla da Capitano saldo al timone della sua nave, uno che ha già scelto i prossimi passi da fare e soprattutto ha già scelto come modellare questa rosa a sua immagine e somiglianza per il prossimo anno. Il Napoli di queste ultime settimane è parso poco brillante, fiacco , sulle gambe. 


Il prossimo anno in molti si augurano una rivoluzione!


Ma a cosa porterebbe l’ennesima rivoluzione? Siamo sicuri di voler ricominciare da zero?


I tifosi del Napoli hanno subito una cocente delusione in questa stagione perché le aspettative erano alte, si veniva da un allenatore come Sarri che è riuscito a sfiorare un’impresa con un ottima squadra. Ma gli anni di Sarri hanno svuotato lentamente gli azzurri che non sono riusciti a vincere nessun trofeo, ma hanno tenuto altissimo il livello dello spettacolo. Il Comandante Sarri si è fatto amare perché parlava lo stesso linguaggio della piazza, si è fatto amare perché era un signor nessuno, si è fatto amare perché ci ha messo il cuore. Ancelotti è stato subito scartato dal profondo affetto dei tifosi azzurri perché nessuno ha gradito il suo primo mercato estivo: solo Jorginho venduto in cambio di Fabian, Meret e Verdi. Troppo poco per chi cercava il colpo ad effetto per contrastare lo strapotere juventino del nuovo corso con Ronaldo.


Dal punto di vista sportivo la squadra di DeLa non ha demeritato in questa stagione: la qualificazione Champions in tasca, una rosa che ha dimostrato di avere anche parecchie alternative di livello, e la coppa  ha provato che il Napoli può valere il salotto buono in Europa.


L’accesso alla prossima Champions metterà a posto i conti del Napoli, per la società si è avuto l’ennesimo anno in cui gli obiettivi minimi sono stati raggiunti, ma per la prima volta si è pagato un prezzo. Un prezzo troppo alto per la città di Napoli.


In questa stagione di transizione il Napoli ha perso il suo valore aggiunto, ha perso i Tifosi, ha perso la marea azzurra. Di conseguenza ha perso in convinzione e soprattutto in  entusiasmo. La perdita di questo affetto, la perdita di Hamsik e la contestazione poco velata ad Insigne ha fatto il resto.


In una stagione si possono sbagliare partite come è capitato a Londra, possono capitare sconfitte brucianti e poco pronosticabili come l’uscita dalla coppa Italia, può capitare un momento di appannamento fisico per il cambio di preparazione. Ci può stare anche bucare qualche obiettivo in un anno di transizione. Ma questo non può giustificare lo sbagliato atteggiamento della società che ha contribuito ad allontanare i tifosi dalla squadra. Parte dello stadio fischiava ad Insigne, l’altra parte dello stadio polemizzava con chi fischiava. Tutti erano più o meno d’accordo con dare la colpa della disfatta a DeLa.


In questo caos difficilmente Ancelotti potrà trovare le giuste alchimie per inseguire le vittorie tanto agognate, e il Napoli si ritroverà a fine ciclo con svuotato e ridimensionato. Ancelotti promette un Napoli competitivo, ma questa volta DeLa si dovrebbe preoccupare di riportare i tifosi allo stadio. A questo giro, presidè, ti tocca caccià e sord!

Forzatamente bigamo (ma non lo dite in giro!).  Divido il mio cuore tra la passione per la Napoletanità e il calcio. In molti mi definiscono un sognatore dalla maglia azzurra, ma allo stesso tempo sono convinto che Maradona non può fare i miracoli. Il mio amore incondizionato per la cultura che mi avvolge mi ha regalato una seconda Mamma,  la mia città che mi accompagna e mi incoraggia in ogni mio scritto.  In fondo anche Troisi disse: Chi ha detto che non è serio amare due donne nello stesso momento, o perder tempo per fare la formazione della propria squadra?

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