| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

In attesa della ripartenza

di Tuccio2010,  16 ottobre 2019

Le stesse persone che oggi criticano il Milan e la sua dirigenza qualche anno fa criticavano Berlusconi, Galliani, Fassone e Mirabelli. È chiaro che queste critiche erano rivolte al loro comportamento “fallimentare”, quindi non ci si deve stupire se qualcuno tira fuori una storia di serie D e,  nemmeno delle difficoltà che i dirigenti attuali devono affrontare.

 

Intanto dall’esonero di Giampaolo non è trascorso un mese e mezzo come dicono tutti, bensì 111 giorni, ossia quasi quattro mesi. Dal momento che un campionato ne dura circa dieci, quattro mesi sono quasi la metà del tempo a disposizione, e se con lo stesso tempo il lavoro svolto dell’allenatore si vede sia nella Juventus e nell’Inter, perché nel Milan l’operato di Giampaolo si dovrebbe vedere solo tra quattro anni? 

La verità è che ognuno di noi ha un suo modo di divertirsi, e a quanto pare molti si divertono a criticare il Milan qualsiasi cosa faccia, altri invece l’appoggiano per sentirsi importanti. Fortunatamente ci sono persone che nella loro fede riescono a restare obiettivi come Lelpo, indiscusso esperto di calcio, professionista serio e affermato fuori dall’ambiente calcistico, parlo di Lelpo perché condivido in pieno il suo pensiero.

 

Giampaolo inspiegabilmente ha mostrato dei limiti, ha avuto la sua grande occasione ma non l’ha sfruttata, sono mancati gioco e risultati, per tanto non si può attribuire tutto alla mancanza di esperienza dei dirigenti. È la stessa squadra allenata da Gattuso, quindi già collaudata e amalgamata, un “Maestro” come lui doveva migliorarla in uno schiocco di dita. 

Giampaolo è stato troppo integralista, non tanto sul modulo o sui propri concetti di gioco, quanto sull’utilizzo dei giocatori, perché in realtà ha cercato di cambiare, ma facendo giocare sempre gli stessi uomini, anche le scelte dei ruoli dei giocatori sono state incomprensibili.  Un buon allenatore deve saper nascondere i difetti della squadra e dei propri calciatori, mettendo tutti nelle condizioni migliori, ma al contrario non si capiva come schierasse la squadra, anche se i giocatori non erano adatti al suo gioco, doveva cambiare in funzione dei giocatori togliendo gli “insostituibili” e mettendo altri più adatti.

 

.Pioli come allenatore è diverso, ma neanche lui brilla per gioco e risultati. Spero che sia intelligente e parta dai giocatori e non dal modulo, certo sarebbe stato meglio ripartire da uno come Spalletti. il Milan avrebbe bisogno di un condottiero, come dice Lelpo, speriamo che Pioli lo sia.

 

Tutti i benpensanti avevano sempre chiesto di sentire parlare Gazidis, come se andare in giro a raccontare i propri problemi o meglio piangersi addosso fosse stata la risoluzione dei problemi, i panni sporchi si lavano in casa e i problemi della pentola li conosce il mestolo che gli gira dentro. 

Le dichiarazioni di Gazidis, erano la fotografia della condizione finanziaria in cui versava il Milan quando Elliott l’ha acquisito, credo che se non proprio la Serie D, la Serie C la rischiavamo sul serio. Era evidente che il Milan fosse in una situazione finanziaria difficile, se non disperata. Se Elliott non l’avesse comprato, il Milan sarebbe fallito sicuramente, e poi non so come sarebbe finita. In questa situazione ci sono regole di FPF più rigide e tutto diventa più complicato. Se Galliani dice che sono stati costretti a vendere il Milan, vuol dire che qualche debituccio c’era (e lo sappiamo) e mancavano le risorse per continuare, quindi dopo il passaggio cinese, il pericolo della serie D probabilmente sarebbe stato reale.


Berlusconi però non deve dimenticare che se il Milan è in queste condizioni è anche per gli ultimi anni della sua gestione, che non sono stati meno disastrosi di questi. È stato lui a vendere il Milan a un cinese misterioso e non ad altri acquirenti, aveva promesso di passare il Milan in "mani sicure" e invece Mr. Li ha dato al Milan un anno da incubo.

L’avvocato Cantamessa, quando dice che non può raccontare molte cose del passaggio della società a Yonghong Li, non esclude totalmente che Berlusconi abbia contribuito alla difficile situazione finanziaria attuale,  dicendo che tecnicamente (di fatto magari no) Gazidis avrebbe ragione. Poi c’è Fabbricini, ex commissario straordinario della FIGC, che in quel momento ha espresso preoccupazione sul futuro del Milan poichè dopo Berlusconi il rischio di andare a picco era concreto, ma ora la società si è riassestata.

 

Il Milan di oggi non è favorito per il quarto posto, ci sono quattro squadre nettamente più forti: Juventus, Inter, Napoli e Atalanta e poi ci sono Roma e Lazio che sono a livello dei rossoneri, se il Milan non si da una scossa fortissima (anche a livello di top player), difficilmente può arrivare al quarto posto, però è importante che il Milan ci creda fino in fondo. Il rientro di Caldara e la nuova considerazione per Brescianini, sono le novità che potrebbero aiutare il Milan a restare in scia, per potere poi a gennaio intervenire ancora per migliorare l’organico.



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