| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Intervista a Mauro Boerchio

di Mario Bocchetti, 10 Settembre 2018

Parliamo tanto del campionato Italiano che accoglie troppi stranieri, oggi abbiamo il piacere di presentarvi un uomo che ha scelto di conoscere sempre nuovi mondi, difendere i pali di tifosi sparsi per il mondo. Mauro ha lasciato dovunque un bel ricordo ed è ripartito sempre con la valigia piena di emozioni.

 

Cosa spinge un calciatore professionista Italiano a cercare fortuna fuori dai confini nazionali?

Prima di tutto ringrazio Mario Bocchetti di unaquestionedicentimetri.it e porgo un saluto a tutti i suoi lettori. Personalmente mi è sempre piaciuta l’idea di giocare al di fuori dell’Italia sin da quando militavo nelle giovanili. Appena si è presentata l’opportunità l’ho presa al volo, la voglia di viaggiare e conoscere nuove culture era ed è ancora tanta, aggiunta a proposte da club ambiziosi, sono stati la spinta giusta per lasciare l’Italia.

 

Gli Italiani che hanno calcato i campi lontani dal bel paese difficilmente riescono ad imporsi ad alti livelli, come spieghi queste difficoltà?

Quando si va in campionati diversi si deve avere la pazienza di aspettare che i calciatori si ambientino. Purtroppo nel calcio se ne ha ben poca e si giudica subito dopo poche prestazioni, andando poi a creare un ambiente ostile per il calciatore in questione. Questo è uno dei motivi che incide molto.

 

Quanto è formativo per un giovane calciatore giocare lontano da casa, e soprattutto affrontare un’esperienza all'estero?

Giocare lontano da casa è molto formativo, i giovani vengono responsabilizzati e imparano molto a gestirsi indipendentemente. Ciò fa crescere molto più velocemente. È un’esperienza che consiglio a tutti i giovani di fare.

 

Le nostre primavere hanno visto negli ultimi anni un netto peggioramento, questo ha portato a un peggioramento dell'intero movimento. Cosa abbiamo sbagliato?

Sono vari i fattori che hanno inciso su questo peggioramento. Mi è capitato di vedere alcuni settori giovanili dove si cercano solo i risultati più che l’insegnamento, questo a mio avviso è sbagliato, perché non porta alcun miglioramento per il bambino. Purtroppo potremmo elencare troppe cattive abitudini. Io credo che già migliorando questo aspetto qualcosa cambierebbe in meglio.

 

In questi anni lontano dall'Italia hai vissuto sicuramente fantastiche esperienze ed emozioni, ci racconti l'aneddoto più emozionante?

Beh di emozioni in questi anni calcistici vissuti all’estero ce ne sono state tantissime e di diverse tipologie. Quella che mi ha colpito di più è stata la prima presenza in OFC-Champions League. L’atmosfera era elettrizzante, si percepiva che era una partita diversa dalle altre. Giocavamo alle isole Fiji contro il Western United ed allo stadio c’erano circa 20mila persone. All’uscita del tunnel quando ebbe inizio l’inno della OFC il mio corpo percepì una carica pazzesca. La partita finì 1-0 per noi dell’Amicale FC con una mia prestazione da incorniciare.

 

Secondo la tua esperienza, come è visto il nostro campionato all'estero? E come vivono il calcio nei paesi in cui hai avuto il piacere di giocare?

In Asia il campionato più seguito è quello inglese, seguito da quello spagnolo. Della Serie A è molto seguita la Juventus. Alle isole Vanuatu come in tutta Oceania il calcio è molto seguito. Alle Maldive e Malta non ci sono molte persone che seguono il calcio. In Mongolia il calcio è in fase di crescita e ogni anno c’è un incremento esponenziale delle presenze allo stadio delle persone. In India il calcio è molto seguito, qui al Neroca FC abbiamo 30mila tifosi che seguono la squadra nelle partite di casa, quindi sarà molto divertente giocare sotto tale atmosfera.

 

Ti lasciamo con un ultima curiosità: qual è il sogno nel cassetto di Mauro?

Beh di sogni nel cassetto ne ho tanti e piano piano cerco di realizzali. L’obiettivo di quest’anno è vincere la Hero I-League quindi mi focalizzo principalmente su quello.

 

Ringraziamo per la disponibilità Mauro e speriamo di risentirlo presto per farci raccontare un altro pezzetto di mondo!

 

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