| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

La partita del secolo : Italia - Germania Ovest 4-3

di Federico Lo Cicero, 02 Luglio 2016

Se domandiamo a José Mourinho qual è la partita perfetta, credeteci vi dirà: quella vinta e senza tanti gol. Perché tanti gol vuol dire che la perfezione non c'è. Ci sono errori tattici e tecnici. Ha sicuramente ragione.

 

Ma il 17 giugno del 1970 allo stadio Atzeca di Città del Messico, va in scena la partita del secolo. I messicani a fine della partita non aspetteranno i 30 anni per celebrarla. Perché a fine secolo ne mancano proprio 30. Han deciso. Quella per loro è la partita delle partite. Senza alcun dubbio.

I 22 eroi in campo hanno reso la partita una gioia per gli occhi di chi c'era. Neppure la finale ha lasciato traccia di pathos ed emozioni. Quel 4-3 tra gli azzurri ed i tedeschi ha lasciato un ricordo affascinante nella memoria del mondo calcistico.

 

Ma questa partita nasce da lontano. E' una partita che comprende altre partite, il cuore degli azzurri e la stoicità dei tedeschi mai domi.

 

In primo luogo, l'Italia arriva a questa gara dopo un non entusiasmante girone di qualificazione in cui batte la Svezia per 1-0 e due pareggi a reti bianche contro l'Uruguay e l'esordiente Israele. Nella partita con Israele in veritá gli azzurri avevano segnato due reti regolari con Riva e Domenghini, ma con decisioni cervellotiche dell'arbitro e guardalinee di nazionalitá etiopica, vengono annullate.

 

Questa fu anche l' ultima commentata dal celebre Niccolò Carosio, l'uomo del quasi gol, a causa di presunti insulti, a sfondo razzista poi smentiti, alla terna arbitrale.

 

Passato il turno, gli azzurri incontrano il Messico ai quarti di finale che si dimostra poca cosa, e lo liquidano con il risultato di 4-1.

 

Ma la squadra di Ferruccio Valcareggi è una polveriera. Si parte dalla famosa esclusione di Lodetti del Milan.

Valcareggi vuole portarsi tutti, ma la non eccelsa forma di Anastasi lo convince a chiamare Boninsegna e Prati. Quindi uno della lista è di troppo. Viene escluso Lodetti, ma non lo sà da Valcareggi o da qualcuno della federazione.

E' la moglie che dall'Italia gli telefona e gli dice che i giornali Italiani lo davano come escluso dalla lista.

Mentre la squadra guardava un'amichevole del Brasile, gli si avvicina Tresoldi e gli dice che lo vogliono al piano di sopra. Tutti distolgono lo sguardo dalla Tv e lo rivolgono a lui che profetizza: "Tranquilli, han scelto me."

Infatti va cosi. Lodetti viene escluso, e gli offrono come disturbo una vacanza ad Acapulco con la sua famiglia, e gli stessi soldi dei compensi della squadra.

Li ascoltò e poi si alzò, rinunciò alla vacanza, "....perche' non si umiliano le persone cosi!", fece le valigie e tornò in Italia... dove a Milano trovò la seconda sorpresa: dopo 10 anni lo avevano ceduto alla Sampdoria. L'unico che si presentò in camera sua a consolarlo fu il capitano dell' Inter Giacinto Facchetti.

Altra polemica non da poco, la famosa staffetta Rivera-Mazzola. Questa staffetta sarà la più chiacchierata d'Italia, anche negli anni a venire.

 

La Germania Ovest dal canto suo, stravinse il girone con tre vittorie, su: Messico (2-1), Bulgaria (5-2) e Perú (3-1). Ai quarti trova l'agguerrita Inghilterra, Campione del Mondo in carica, che la costringe ai supplementari per accedere alla semifinale dello stadio Atzeca. 3-2 il risultato finale per i Panzer del Kaiser Beckenbauer.

 

Questa fu la rivincita per i tedeschi, bruciava ancora la sconfitta ai mondiali nella terra di Robin Hood. Quella finale con tanto di giallo del gol non gol che regalò il tetto del mondo agli inventori del calcio.

Gli Inglesi passano in doppio vantaggio con Mullery e Peters, tra il finire del primo tempo ed inizio ripresa. I teutonici si scuotono e iniziano a macinare gioco e Km, tanto da pervenire al gol con il Kaiser, al 24mo e il pareggio che porta le squadre ai supplementari al 36mo con Seeler. Il gol vittoria ai supplementari lo segnerà il solito Muller.

 

Si arriva cosi al pomeriggio dei pomeriggi, il 17 Giugno del 1970.

Per il vecchio continente la partita sarà alla mezzanotte, come nella favola di Cenerentola. Ma al contrario la carrozza non si trasformerà in zucca.

 

Nelle case, nei bar, davanti alle tv in bianco e nero, milioni di Italiani sono in trepidante attesa dello scontro tra i campioni di Europa in carica, gli azzurri di Valcareggi ed i panzer tedeschi mai domi. Anche per i bambini, uno strappo alla regola, per una notte possono assistere alla partita delle partite, a vedere i loro beniamini in campo, i vari Rivera, Mazzola, Riva, Boninsegna, Albertosi... insomma tutti gli eroi che la domenica pomeriggio li facevano sognare nel campionato italiano.

 

La germania di capitan Seeler si presenta come favorita alla vittoria per giocarsi la Coppa Rimet contro il Brasile. Lo stadio Atzeca, di Città del Messico, vede sugli spalti circa 102 mila spettatori. La direzione della gara é affidata al giapponese Arturo Yamasaki.

 

Le squadre scendono in campo cosi:

 

GERMANIA OVEST: Maier, Vogts, Patzke, Beckenbauer, Schnellinger; Schulz, Grabowski, Seeler, Overath; Muller, Löhr. All. H. Schön.

 

ITALIA: Albertosi, Burnich, Facchetti, Bertini Rosato; Cera, Domenghini, Mazzola, De Sisti; Boninsegna, Riva. All. F. Valcareggi.

 

Il fischio d' inizio fu accolto da un boato, le due squadre partono alla ricerca del gol nel caldo pomeriggio messicano. Ma a passare in vantaggio sono gli azzurri, con un' azione solitaria, con tanto di dribbling, contrasto vincente e scambio con Riva, di Boninsegna, che parte dalla destra dello schieramento italiano e converge verso l' area avversaia.

Arrivato al limite dell'area avversaria controlla e fa partire il suo sinistro che secca il portiere tedesco Seep Maier, per l'1-0 azzurro.

Siamo all'ottavo minuto di gioco ed il gol entra nelle case accompagnato dalla voce di Nando Martellini che sostituí come detto, il poeta delle radiocronache, Niccoló Carosio.

L'urlo dei telespettatori sveglia la parte d' Italia che non ha retto al sonno dell'ora tarda, ma anche a Città del Messico si esulta.

 

La partita scivola verso un controllo Italiano fatto di catenaccio, di cui siamo maestri, contropiede veloce ed una ricerca del pareggio forsennata dei tedeschi. Con la saracinesca azzurra Ricky Albertosi attento a mantenere il vantaggio azzurro.

I tedeschi le provano tutte, Schön cerca di risvoltare la squadra ed inserisce Libuda per l'evanescente Löhr, e Held per Patzke. Valcareggi vede che Mazzola annaspa e decide la famosa staffetta con Rivera al termine del primo tempo.

 

Siamo al novantesimo, la Germania raccoglie le ultime forze e si riversa nella trequarti azzurra in un forcing forsennato, Rivera arretra la sua posizione in campo a dar manforte alla difesa.

Dalla destra dello schieramento azzurro la Germania batte un calcio d'angolo con Held che pennella per la testa di Seeler che la colpisce inviandola dove nessuno possa arrivare... l'incrocio dei pali. Ma Albertosi con un balzo prodigioso la toglie e la devia in calcio d'angolo alla sua sinistra.

 

Tutto lo stivale azzurro grida come se fosse un gol, ma un nuovo pericolo è in agguato, il nuovo calcio d'angolo. E siamo oltre il tempo regolamentare, De Sisti in rovesciata libera l'area azzurra, ma la sfera viene recuperata da Grabolwski. Che batte il fallo laterale e dopo uno scambio mette il cros in area di rigore, ma Muller commette un fallo su Albertosi in uscita. Grabowski, rimasto nei pressi dell'area azzurra, guarda nel mezzo e pennella un pallone per l'accorrente Schellingher che, lasciato solo, in spaccata di destro secca Albertosi per il pareggio tedesco.

 

"Due minuti oltre il tempo regolamentare.....un recupero clamoroso concesso dall'arbitro Yamazaki...."

Queste parole accompagnarono nello stivale la delusione per una festa che doveva essere...

 

Supplementari ed inizia la leggenda.

Beckenbauer resiste stoicamente ad una contusione alla spalla destra e si ripresenta in campo con una vistosa fasciatura che gli blocca il braccio al corpo.

Tutti incollati agli schermi e subito una sorpresa, fuori Rosati e dentro Poletti. Parte forte la Germania, e da un calcio d'angolo di Limuda, Seeler colpisce di testa verso la porta azzurra, sembra una palla innocua ma Cera e Burnich non si capiscono e Cera la colpisce goffamente verso Albertosi.

Si inserisce il rapinatore d'area di rigore Muller e la tocca di quel tanto da ingannare l'incolpevole Albertosi.

Siamo al qyarto minuto del primo tempo supplementare e nelle case e nei bar si rumoreggia dallo sconforto, ma l'italiano non vuol sentirne di vendere a basso costo la pelle ai tedeschi, e si riprende a guardare e trepidare per gli azzurri.

 

Passano altri quattro minuti e da una punizione messa nel mezzo da Rivera, Seeler sbaglia l'intervento e consegna la palla a Burnich che di sinistro mette la palla alle spalle dell' incolpevole Maier.

 

Riesplode la gioia nelle città del bel paese e tutti in quel momento si sentono coinvolti nell' abbraccio a Tarcisio Burnich che porta la nazionale al pareggio.

"Dai....non molliamo ora!" e pochi minuti dopo, l'apoteosi del marchio di fabbrica italiano per eccellenza: il contropiede.

 

Siamo al minuto 110. Rivera recupera una palla dai piedi di Limuda, e arrivato alla metà campo lancia Domenghini sulla sinistra che vede e serve l'accorrente Gigi Riva che con il suo magico sinistro, prima addomestica il pallone, poi sbilancia Seeler, ed entrando in area fa partire un vellutato sinistro che lascia di stucco la retroguardia teutonica.

 

E Rombo di Tuono porta in vantaggio l'Italia che non si arrende ed erano quasi le due del mattino quando le finestre di ogni palazzi si aprirono alla frase di Nando Martellini: "GOLLL di Rivaaaaa"

 

Si va al secondo tempo supplementare, la Germania attacca e l'Italia si difende, Albertosi devia in angolo il colpo di testa di Seeler. I tedeschi battono il calcio dalla bandierina, sul secondo palo svetta Seeler che la rimette al centro per Muller che la devia sul palo coperto goffamente da Rivera. E la delusione si appropria di nuovo dello stivale.

 

Le immagini, non lo mostrano, ma Albertosi dirà poi che si avventò contro Rivera nel tentativo di strangolarlo... ed erano compagni di squadra di club. 3-3 tutto da rifare.

 

E come Cenerentola, la fiaba resa celebre da Walt Disney, ci fu un colpo di magia azzurra.

L' Italia batte a centrocampo, 11 passaggi di fila senza che i tedeschi vedano palla. Gli ultimi due da raccontare.

 

Facchetti dalla linea di centrocampo pesca Boninsegna sulla sinistra che controlla si gira, si beve Shulz, e si invola verso il fondo, mette nel mezzo e trova lui, il "Golden Boy" Rivera a centro area. Piatto facile e la palla va in fondo alla rete. 4-3 Rivera si abbandona all'abbraccio di Riva. Il Pareggio bianco era durato un solo minuto. La battaglia è al suo culmine.

 

La difesa azzurra diviene un muro invalicabile e con il triplice fischio dell'arbitro Yamazaki l'Italia festeggia in campo e nelle sue piazze e strade l'accesso alla finale contro il Brasile del Dio Pelè

.

-"Non ringrazieremo mai abbastanza i nostri giocatori per le emozioni che ci offrono"-

Nando Martellini al gol del 4-3.

 

© 2016 Una Questione di Centimetri. Tutti i diritti riservati. Il sito è interamente ideato e realizzato da Ciro Ruotolo e Mario Bocchetti.

L'immagine di testata (così come quelle originali, ove specificato) sono opera e proprietà di Martina Sanzi.