| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Javier Mascherano: Adattarsi per vincere!

di Antonio Sorrentino, 08 Settembre 2017

In riferimento a questioni meramente tattiche, nel corso degli anni abbiamo visto come il concetto di adattabilità sia diventato fondamentale ai fini dell’equilibrio di una squadra, in quanto ai giocatori viene richiesto spesso di giocare in ruoli non propri per sopperire ad eventuali assenze oppure per provare a sorprendere gli avversari con schemi tattici innovativi. Il protagonista del racconto ha fatto dell’adattabilità e della versatilità il suo cavallo di battaglia sin dai tempi delle giovanili: nel corso del racconto, vedremo come Javier Mascherano abbia giocato in più ruoli, fornendo sempre prestazioni di livello molto elevato.

 

 

Javier Mascherano nasce a San Lorenzo l’8 Giugno 1984, in una città in cui si nutre una passione genuina ed “infuocata” per il calcio, ed in particolare per la squadra cittadina. La carriera di Mascherano inizia nelle giovanili dell’Alianza, club delle leghe minori (“liga rosalina” per intendere la vicinanza alla città di San Lorenzo). Qui Mascherano inizia a farsi notare come attaccante dalla buona velocità di base unita ad una discreta dote realizzativa. Il passaggio successivo fu al Barrio Vila, dove il forte mediano restò per 3 stagioni, nell’ultima delle quali il padre lo convinse che, nella posizione di centrocampista centrale (“volante” in spagnolo), il giovane Javier poteva essere potenzialmente devastante. Il padre sosteneva in un’intervista di qualche anno fa che “era nato per fare il regista. Riusciva a mettere la palla dove voleva, e la gente solo negli ultimi anni si è accorta di questa dote di Javier, quando poi sono molti anni che gioca con questa naturalezza”. Fu una svolta decisiva nella carriera del giovane Mascherano, il quale venne notato dapprima da Hugo Tocalli, che lo fece esordire nell’under 15 del “club Milionario” (il River Plate). Dopo una serie di esperienza nelle leghe minori in varie sezioni del River Plate, il grande passo avvenne il 3 Agosto 2003, con il debutto di Mascherano in prima squadra nella vittoriosa partita contro la Nueva Chicago. Nel corso di questi anni, Mascherano si guadagnerà la stima ed il rispetto del pubblico argentino, e addirittura Maradona dichiarò che “Mascherano è un mostro, uno dei giocatori più interessanti della generazione attuale (in riferimento agli under 21 argentini). È un ventenne con la saggezza e maturità di un trentenne”. Mascherano resterà per 3 anni al River Plate, quindi si trasferirà al Corinthians: sarà l’ultima (per ora) tappa sudamericana della carriera di “Jefe”, che si sposterà in Europa, destinazione est di Londra, per approdare al West Ham.

 

 

Nella stagione al West Ham, dove fu compagno di squadra di Tevez, Mascherano non brillò in modo particolare, spesso relegato in panchina da scelte discutibili di Pardew. Proprio nei confronti dell’allora manager degli Hammers, Mascherano non nutriva troppo stima in quanto “non riusciva a trovare per me una collocazione nello schieramento del West Ham, nonostante io abbia giocato ogni singolo minuto in Coppa del Mondo con l’Argentina come centrale di centrocampo”. L’altro aspetto successivamente criticato da Mascherano fu la comunicazione con Pardew, in quanto “fin da subito il rapporto non fu dei migliori e non si parlava molto, mentre con Guardiola si dissertava per ore di calcio e tattica”. E fu così che Mascherano lasciò Londra dopo un anno: ad accoglierlo il Liverpool di Benitez.

 

Nel Liverpool di quegli anni militavano fior di campioni come Gerrard, Sissoko e Xabi Alonso. Ora, l’interrogativo che si poneva Mascherano si focalizzava sulla possibilità di essere all’altezza di tali nomi. Un aneddoto significativo ci spiega come si è evoluta la vicenda: Mascherano fece presente tale dubbio a Benitez, il quale gli replicò che nessuno dei tre calciatori citati nella frase precedente aveva le caratteristiche tattiche di Mascherano, che quindi era fondamentale per gli equilibri del centrocampo dei reds. Mascherano esprimerà più volte gratitudine per Benitez, del quale dice che “lo aveva salvato da un pozzo profondo 20 metri” (in riferimento al periodo buio vissuto al West Ham, in cui vi furono screzi e dissapori con l’allenatore Pardew). In una sessione di calciomercato di alcuni fa, Benitez ha provato a portare Mascherano al Napoli, ma la dirigenza partenopea ha preferito virare su altri giocatori per questioni di ingaggio. Mascherano resterà per 3 stagioni al Liverpool, prima di essere ingaggiato dal Barcellona nell’estate del 2010.

 

 

Mascherano milita dal 2010 nel Barcellona, ed ha sempre privilegiato il suo ruolo di team player a discapito delle statistiche personali. Infatti, ha trovato il primo gol in maglia blaugrana soltanto pochi mesi fa con l’Osasuna. Curiosamente i tifosi del Barcellona, consapevoli del valore umano prima che tattico di Mascherano, avevano lanciato una petizione dal titolo che lascia poco spazio all’immaginazione: “Fate segnare Mascherano: Messi, lasciagli calciare un rigore”. Seppure l’iniziativa dei tifosi blaugrana abbia fatto sorridere Mascherano, il mediano argentino ha sempre specificato che “il suo è un ruolo ben preciso, non è importante il numero di reti ma il contribuito offerto all’equilibrio dell’undici titolare e dello spogliatoio, ribadendo di non pensare minimamente all’assenza della gioia del gol”. Ma ciò che ha colpito di più riguardo a Mascherano è la sua adattabilità: nel corso del tempo, a causa degli infortuni in contemporanea di Pique e Puyol, Guardiano ha arretrato la posizione di gioco di Mascherano, schierandolo spesso come difensore centrale. Il forte mediano argentino ha ricambiato la fiducia di Guardiola, sfornando prestazioni di altissimo livello e riuscendo a sopperire anche ad alcune amnesie di Pique, tra i migliori difensori al mondo ma talvolta troppo esuberante. Negli ultimi anni, tuttavia, le prestazioni di Mascherano sono calate ed il forte mediano ha più volte espresso malumori, che hanno portato ad una serie di indiscrezioni circa un suo probabile ritorno in patria, destinazione River Plate.

 

Curiosamente, il Barcellona ha affrontato il River Plate nel Mondiale per Club 2015 con i tifosi argentini che, attesi i calciatori blaugrana all’aeroporto di Tokyo, hanno pesantemente insultato Mascherano definendolo come un “moneygrabber”, ovvero una persona interessata solo al denaro che ha rinnegato le proprie origini argentine. Tuttavia, quest’episodio non dovrebbe compromettere il futuro di Mascherano, per il quale il fratello ha specificato che “chiuderà la carriera al River Plate e poi lo allenerà”. Perché certi amori non finiscono, ma fanno giri immensi e poi ritornano.

 

 

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