| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Juventus - Inter 1-3, la caduta degli dei

di Antonio Sorrentino, 05 Febbraio 2017

Alcune partite sono destinate ad entrare nel cuore e nella memoria dei tifosi, sebbene non assegnino trofei ma “semplicemente” tre punti. Il precedente della sfida della settimana rispecchia perfettamente il concetto espresso poco sopra: questo articolo sarà incentrato sulla sfida tra Juventus ed Inter, in programma domenica sera allo Juventus Stadium. In particolare, verrà narrato il precedente della stagione 2012/13, rivivendo le fasi salienti del match e spiegando perché questo precedente è da considerare tra le partite memorabili nelle sfide tra bianconeri e nerazzurri.

 

 

 

Juventus Stadium, 3 Novembre 2012. Juventus ed Inter arrivano allo scontro diretto senza particolari problemi di formazione, con la Juventus imbattuta da ben 49 partite in campionato. L’inizio di partita è quanto di meglio potesse capitare alla Juventus: dopo appena 18 secondi, la palla arriva ad Asamoah, in evidente posizione di fuorigioco, con il ghanese lesto a servire Vidal, che deposita alle spalle di Handanovic. Questo gol indirizza la partita a favore della Juventus, con Pirlo a dettare legge a centrocampo in fase di impostazione con passaggi precisi e millimetrici dai quali nascono ben due occasioni da gol per Marchisio, che in due circostanza spara addosso ad Handanovic mancando il colpo del ko. Questi errori alla lunga saranno fatali. L’Inter si sveglia verso la metà del primo tempo, con Palacio che realizza la rete del pareggio annullato per un fuorigioco di pochi centimetri e con Cassano vicino al gol al 39’, il cui tiro finisce fuori di pochissimo mentre Buffon osserva immobile la traiettoria del pallone. Negli ultimi istanti del primo tempo, Samuel regala un pallone “sanguinoso” a Vidal, ma il fuoriclasse cileno non riesce a bissare il gol dei primi minuti e spara fuori da ottima posizione. Si va negli spogliatoi con la Juventus in vantaggio per 1-0 ed in controllo della gara, nonostante le non poche occasioni fallite.

 

 

Secondo tempo. La Juventus deve subito fare a meno di Vucinic, rimasto negli spogliatoi per via di una contusione alla coscia: a rilevarlo sarà Bendtner, il cui innesto farà arretrato il baricentro bianconero, poiché l’attaccante danese non riuscirà a ripetere il buon lavoro svolto da Vucinic nei primi 45 minuti. Tale cambiamento tattico consegnerà la partita nelle mani dell’Inter, ed al minuto 58 Marchisio strattona ingenuamente Milito in area di rigore: lo stesso attaccante argentino si incarica della trasformazione della massima punizione per il pareggio interista. La Juventus reagisce subito ma in modo sterile e sconclusionato, al minuto 68 Guarin entra in campo mettendosi subito in mostra con un tiro da fuori, sulla cui respinta si avventa Milito come un falco, battendo senza difficoltà Buffon per il vantaggio interista. L’Inter ha ribaltato il risultato e Stramaccioni pensa a coprirsi inserendo Mudingayi a rimpiazzare uno stanco ma immenso Milito. La reazione della Juventus produce due conclusioni da fuori di Quagliarella e Pirlo, entrambe fuori misura e non pericolose per Handanovic. L’Inter non rischierà più nulla, anzi troverà al 90° la rete del 3-1 con un perfetto contropiede orchestrato da Nagatomo, il cui assist viene convertito in gol da Palacio a porta vuota.

 

 

La fine della partita, nonostante la sconfitta, non è tanto amara per i giocatori della Juventus, che riceveranno un lungo applauso da parte dei propri tifosi, consapevoli di aver assistito ad una serie leggendaria di 49 partite, con un finale che riporta tutti sulla terra, ricordando che nel calcio non esistono e non esisteranno squadre invincibili. L’Inter, da par suo, dimostra che per la lotta scudetto può fare la voce grossa, anche se un crollo verticale nel girone di ritorno porterà i nerazzurri ad un mediocre nono posto.

 

 

 

 

 

 

Juventus – Inter sarà il posticipo domenicale serale della ventiquattresima giornata, con le due squadre pronte a dare spettacolo sul terreno dello Juventus Stadium schierando la migliore formazione possibile. Gli schieramenti delle due squadre dovrebbe essere speculari, in modo da non garantire superiorità numeriche agli avversari in zone nevralgiche del campo. Per la capolista Juventus, particolare interesse desta lo schieramento offensivo, con Mandzukic che sembrerebbe a suo agio assieme a Dybala ed Higuain; inoltre l’ariete croato potrebbe mettere in difficoltà il terzino che si troverà nella zona di competenza dell’ariete croato. Pericoli per la porta nerazzurra potranno arrivare anche da palla inattiva, sia in modo diretto (Pjanic e Dybala) che tramite inserimenti di testa (Bonucci e Chiellini su tutti). L’Inter, da par suo, non ha meno soluzione della Juventus: in primo luogo, da ricordare il “fattore Icardi” con l’argentino che si esalta quando affronta la Vecchia Signora (è la squadra contro la quale ha segnato il maggior numero di gol); da tenere sott’occhio anche Candreva e Perisic, dai quali potranno arrivare pericoli per l’area bianconera sia sotto forma di cross per Icardi sia tramite tiri dalla distanza. A livello difensivo, sarà importante comprendere chi marcherà Higuain: maggiore indiziato sembra essere Medel, che dovrebbe fare coppia con Murillo al centro della difesa (Miranda sembra destinato alla panchina dopo la prestazione opaca contro la Lazio). Si prospetta una partita combattuta, aperta ad ogni possibile risultato con l’Inter che vuole continuare a sognare per trovare la nona vittoria consecutiva ed aprire il campionato a nuovi scenari, mentre la Juventus darà il massimo per battere i nerazzurri e muovere un altro passo in avanti nel lungo viaggio che dovrebbe portare i bianconeri al sesto scudetto consecutivo.

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