| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Juventus - Inter 1-3, la caduta degli dei

di Antonio Sorrentino, 09 Dicembre 2017

Dopo una settimana caratterizzata dalle Coppe Europee, il campionato ritorna con le sue appassionanti sfide, in un momento di fermento in testa alla classifica con 3 squadre in due punti. Nella prima parte della settimana abbiamo assistito, per quanto riguarda il calcio italiano, alle ottime performance di Juventus e Roma, entrambe ammesse alle sfide ad eliminazione diretta della Champions League. La Juventus si è dovuta accontentare della piazza d’onore dietro al Barcellona, mentre la Roma ha vinto il proprio girone in virtù degli scontri diretti favorevoli con il Chelsea di Conte. In Europa League verdetti già noti per le squadre italiane, tra le quali spicca l’Atalanta, vincitrice nello scontro diretto contro il Lione e quindi prima nel girone. Tornando alla sfida della settimana, essa vede coinvolte due squadre citate ad inizio articolo, racchiuse in 2 punti in campionato. Il precedente della settimana è la sfida tra Juventus ed Inter, in programma domani sera allo Juventus Stadium.

 

 

 

Juventus Stadium, 3 Novembre 2012. Juventus ed Inter arrivano allo scontro diretto senza particolari problemi di formazione, con la Juventus imbattuta da ben 49 partite in campionato. L’inizio di partita è quanto di meglio potesse capitare alla Juventus: dopo appena 18 secondi, la palla arriva ad Asamoah, in evidente posizione di fuorigioco, con il ghanese lesto a servire Vidal, che deposita alle spalle di Handanovic. Questo gol indirizza la partita a favore della Juventus, con Pirlo a dettare legge a centrocampo in fase di impostazione con passaggi precisi e millimetrici dai quali nascono ben due occasioni da gol per Marchisio, che in due circostanza spara addosso ad Handanovic mancando il colpo del ko. Questi errori alla lunga saranno fatali. L’Inter si sveglia verso la metà del primo tempo, con Palacio che realizza la rete del pareggio annullato per un fuorigioco di pochi centimetri e con Cassano vicino al gol al 39’, il cui tiro finisce fuori di pochissimo mentre Buffon osserva immobile la traiettoria del pallone. Negli ultimi istanti del primo tempo, Samuel regala un pallone “sanguinoso” a Vidal, ma il fuoriclasse cileno non riesce a bissare il gol dei primi minuti e spara fuori da ottima posizione. Si va negli spogliatoi con la Juventus in vantaggio per 1-0 ed in controllo della gara, nonostante le non poche occasioni fallite.

 

 

Secondo tempo. La Juventus deve subito fare a meno di Vucinic, rimasto negli spogliatoi per via di una contusione alla coscia: a rilevarlo sarà Bendtner, il cui innesto farà arretrato il baricentro bianconero, poiché l’attaccante danese non riuscirà a ripetere il buon lavoro svolto da Vucinic nei primi 45 minuti. Tale cambiamento tattico consegnerà la partita nelle mani dell’Inter, ed al minuto 58 Marchisio strattona ingenuamente Milito in area di rigore: lo stesso attaccante argentino si incarica della trasformazione della massima punizione per il pareggio interista. La Juventus reagisce subito ma in modo sterile e sconclusionato, al minuto 68 Guarin entra in campo mettendosi subito in mostra con un tiro da fuori, sulla cui respinta si avventa Milito come un falco, battendo senza difficoltà Buffon per il vantaggio interista. L’Inter ha ribaltato il risultato e Stramaccioni pensa a coprirsi inserendo Mudingayi a rimpiazzare uno stanco ma immenso Milito. La reazione della Juventus produce due conclusioni da fuori di Quagliarella e Pirlo, entrambe fuori misura e non pericolose per Handanovic. L’Inter non rischierà più nulla, anzi troverà al 90° la rete del 3-1 con un perfetto contropiede orchestrato da Nagatomo, il cui assist viene convertito in gol da Palacio a porta vuota.

 

 

La fine della partita, nonostante la sconfitta, non è tanto amara per i giocatori della Juventus, che riceveranno un lungo applauso da parte dei propri tifosi, consapevoli di aver assistito ad una serie leggendaria di 49 partite, con un finale che riporta tutti sulla terra, ricordando che nel calcio non esistono e non esisteranno squadre invincibili. L’Inter, da par suo, dimostra che per la lotta scudetto può fare la voce grossa, anche se un crollo verticale nel girone di ritorno porterà i nerazzurri ad un mediocre nono posto.

 

 

 

 

 

 

Juventus – Inter sarà la partita più importante della sedicesima giornata e si giocherà domani sera allo Juventus Stadium. Entrambe i team hanno portato a casa i tre punti nella scorsa giornata: la Juventus ha ottenuto una vittoria pesantissima in casa del Napoli grazie ad una rete di Higuain nelle battute iniziali del match, costringendo i partenopei alla prima sconfitta in campionato e dando un forte segnale alla concorrenza, l’Inter ha battuto in modo disinvolto il Chievo con una “manita”. In virtù di questi risultati, la distanza tra le due squadre è rimasta immutata con l’Inter capolista a quota 39, con 2 punti di vantaggio sulla Juventus terza. In mezzo alle due contendenti il Napoli di Sarri a quota 38 punti. La capolista Inter arriva allo scontro diretto in ottima condizione morale nonché fisica, potendo contare su tutta la rosa senza infortuni né squalifiche; viceversa per la Juventus non saranno della contesa gli acciaccati Buffon, Lichtensteiner e Howedes, mentre sembra recuperato Mandzukic.Interessante notare come la sfida tra bianconeri e nerazzurri sia un confronto di stili: da un lato abbiamo Allegri, allenatore capace di grandi letture ed intuizioni a partita in corso, nonché di una versatilità non comune che permette ai suoi giocatori di interpretare più ruoli, consentendo alla Juventus un’ottima adattabilità contro qualsiasi avversario. Dall’altro lato abbiamo l’altrettanto preparato e competente Spalletti, che presenta una minore versatilità ma che riesce a massimizzare il rendimento dell’undici titolare, in piena sintonia con le idee del Mister, in linea con il 4-3-3 marchio di fabbrica dell’allenatore di Certaldo. Quindi, cosa aspettarsi dalla partita di domani sera? La posta in palio è elevata, quindi le due squadre potrebbero essere portate a sacrificare lo spettacolo al fine di raggiungere un risultato positivo. In conclusione, seppure le due squadre siano ben fornite sotto il profilo del talento e dell’organizzazione, è lecito attendersi una partita chiusa perlomeno nei primi minuti, dove le due squadre studieranno a fondo l’avversario in modo da poter colpire nel momento propizio e, casomai, lanciare le basi per una partita dall’alto tasso di spettacolarità.

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