| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Karl-Heinz Rumenigge

di Federico Lo Cicero, 25 Settembre 2016

Forse non tutti sanno che la Penydarren fu la prima locomotiva a vapore che corse sui binari alla testa di un convoglio merci e passeggeri. Questo accadde nel febbraio del 1804, l'inventore fu Richard Trevithick. Da allora le macchine possenti di trasporto ebbero un evoluzione sino ai giorni nostri. Nella storia del calcio la figura della locomotiva viene associata ad un grande centravanti tedesco: fisico scultoreo e potenza devastante quando partiva in contropiede e sembrava che i difensori gli rimbalzassero addosso.

Se non fosse stato vittima di molteplici infortuni oggi parleremo di questo personaggio e di una carriera più longeva e ricca di vittorie. Stiamo parlando di Karl- Heinz Rummenigge.

 

Nasce a Lippstadt il 25 settembre del 1955. All' età di 8 anni inizia a giocare nella scuola calcio della sua citta' il Borussia Lippstadt. La sua ascesa verso la prima squadra è inarrestabile, tutti ammirano la sua crescita tecnica e fisica. Potenza e raffinatezza sono il suo biglietto da visita, tant' è che viene schierato sempre come trequartista. La precisione del suo piede ( destro in special modo) la si nota non solo nei tiri verso la porta avversaria, ma anche nei passaggi a lungo campo. Se poi aggiungete a questo mix le sue doti acrobatiche, be' il giocatore perfetto.

 

Non ancora 19enne passa al Bayern Monaco. Gioca spesso e bene, specialmente viene schierato in Coppa dei Campioni già nel 1974/75. Fino alla finale contro il Leeds United, dove però non viene schierato. Il Bayern vince ugualmente la Coppa. L'anno successivo gioca la finale, contro il St.Etienne, neanche a dirlo nuova vittoria dei Bavaresi.Nello stesso anno arriva anche la vittoria in Coppa Intercontinentale contro i brasiliani del Cruseiro.

 

Solito il suo ruolo, ma nel 1979 la svolta tattica. Arriva alla guida del Bayern Pal Csernai. Lo guarda e decide di farne il suo ariete offensivo. Tecnica e potenza per abbattere la difese avversarie. Una delle intuizioni piu' geniali del gioco del calcio. Kalle, lo ripaga segnando ben 26 gol e si aggiudica il titolo di capocannoniere, ripetendosi poi nel 1980/81 (29 centri) e 1983/84 (26). Gioca nel trio d' attacco con Müller e Hoeness. La sua potenza e la sua classe al servizio di un attacco cingolato che segna a ripetizione.

In Germania vince due campionati tedeschi consecutivi 1979/80 e 80/81 e due Coppe di Germania 81/82 e 83/84. Il biennio 1980/81 gli valse la vittoria di ben due Palloni d'oro consecutivi.

Kalle ormai è lanciato, in Italia trova un grande estimatore, il suo idolo da bambino giocava nell'Inter: Sandro Mazzola. Nel 1984 era dirigente dell'Inter, e su autorizzazione del presidente Pellegrini vola a Monaco per convincere il panzer a trasferirsi a Milano.

Trattativa non semplice, Rummenigge non si decide, un giorno sceglie l'Inter e quello successivo vuole rimanere al Bayern. Un tira e molla lungo.Pellegrini allora aumenta l'offerta d'ingaggio già principesca, e curiosamente a luglio Kalle si decide. Curiosamente perché proprio pochi giorni prima Mazzola era stato accantonato dalla dirigenza.

 

Kalle viene accolto a Milano come un supereroe, ma il suo impatto con la serie A non è devastante.

Stenta ad imporsi, vive di lampi come la doppietta nella goleada rifilata alla Juventus a San Siro. Castagner lo affianca ad Altobelli, per la coppia meglio assortita della serie A.

"Spillo" quella stagione segnò 17 gol in campionato, mentre Kalle si fermò a 8.

Quel primo anno però vide l' Inter essere quella squadra che potrebbe vincere tutto, ma in realtà sul più bello si affloscia: terza in campionato,dopo aver lottato fino alla fine con la sorpresa Verona che si aggiudica il titolo. In Coppa Uefa esce alle semifinali nella famosa bagarre del Bernabeu dove Bergomi fu colpito da una biglia proveniente dagli spalti.

Il Real battè i nerazzurri 3-0 rendendo vano il 2-0 meneghino di San Siro. In Coppa Italia la squadra di Castagner fu eliminata dai cugini rossoneri in semifinale.

 

La rete che rimase scolpita nella memoria dei tifosi fu quella non convalidata nel match contro i Rangers Glasgow a Milano. Kalle riceve al limite dell' area di rigore una palla proveniente dalla destra del fronte d'attacco, un cross, si coordina e in mezza rovesciata fulmina il portiere scozzese. Roth inspiegabilmente annulla per gioco pericoloso.

 

Il problema principale per Rummenigge però era la sua statuaria muscolatura che ne compromette l'utilizzo in squadra. La frequenza degli infortuni muscolari è preoccupante.

La stagione successiva lo vede come miglior marcatore nerazzurro in campionato con 13 gol.

Castagner viene esonerato a metà stagione per Mario Corso. L' Inter arriva sesta in campionato, ai quarti in Coppa Italia e ancora in semifinale in Coppa Uefa. Ancora il Real sulla strada dei nerazzurri, questa volta sembrava fatta, 3-1 a San Siro; ma il Real era quello delle rimonte impossibili, impone lo stesso risultato nei tempi regolamentari, per poi segnare altri 2 gol e andare in finale.

 

La stagione successiva è ancora un calvario, alla fine segnerà 3 gol. Sente che la sua avventura in Italia è al termine. Lascia l'Inter dopo 64 presenze e 24 gol totali.

Lapidarie le sue parole: " Pago per tutti. E' il ruolo scomodo, l'altra faccia della medaglia che voi italiani offrite a noi stranieri."

 

Si trasferisce al Servette in Svizzera. Vince il titolo di capocannoniere con 24 centri

Con il Servette chiude la sua carriera nel 1988/89.

 

Anche la Nazionale della Germania Ovest ha beneficiato delle sue prestazioni.

Partecipa al mondiale Argentino nel 1978, all' Europeo del 1980 in Italia ed ai Mondiali di Spagna '82 e Messico '86. Il suo esordio e' datato 1975, ma entra in pianta stabile in nazionale dopo l' europeo del 1976.

 

Ai Mondiali argentini la Germania si ferma alla seconda fase. La partita che conosciamo come "IL MIRACOLO DI CORDOBA" sembrava dovesse avere un vincitore certo, i tedeschi ed uno sconfitto sicuro l' Austria. Passarono in vantaggio i tedeschi con Kalle, ma vennero raggiunti e superati dagli austriaci, i tedeschi rimettono la gara in parità, ma a poco dal termine il pareggio sarebbe bastato per avanzare alla fase successiva, ma Krankl ha piani diversi e dà la vittoria all' Austria.La prima dopo 47 anni di scontri. Rummenigge chiuse quel mondiale con 3 reti.

 

Agli Europei italiani la Germania fa centro e si aggiudica la finale con il Belgio (2-1) grazie alla doppietta di Hrubesch. Ma il lavoro di Kalle non poteva passare inosservato. Segna un solo gol, ma con la sua mole spazia per tutto il campo a favore dei compagni. Ai Mondiali di Spagna, gli infortuni iniziano a segnare la carriera. Comunque la Germania arriva in finale contro l'Italia.

L'epilogo è noto a tutti. Il suo ingresso con gol nella semifinale contro la Francia permette di rimontare i transalpini, in Finale viene annullato dal giovane Bergomi.

Termina il mondiale con 5 gol ad un solo gol dal capocannoniere Rossi.

 

Stessa sorte anche a Messico '86: arriva in finale contro l'Argentina del "Pibe de oro" Maradona. La Germania va sotto 2-0, entra Kalle, segna il 2-1 e poi il pareggio con Voeller.

A quel punto anziché accontentarsi e puntare ai supplementari, i tedeschi si riversano nella metà campo Argentina alla ricerca della vittoria.Si aprono al contropiede albiceleste e Maradona imbecca Burruchaga che gela all'84mo la retroguardia tedesca per il definitivo 3-2.

Chiude con la nazionale dopo 95 gare e 45 gol.

 

Oggi Rummenigge dopo essere stato vicepresidente del Bayernn dal 1991 al 2002, è amministratore delegato del Club.

 

-"Potevamo accontentarci del 2-2 per poi puntare ai supplementari.

Invece prendemmo il 3-2 in contropiede a poco dalla fine.

E così io, che in carriera ho vinto quasi tutto, devo tenermi stretto quel pesantissimo quasi"-

KARL-HEINZ RUMMENIGGE

 

 

 

 

Nato a Livorno il 19/04/1970. Il calcio è sempre stata la mia passione, un'attrazione sin da piccolo, ma a dire la verità, giocato per strada e poi nei campionati amatori. Oggi continuo a giocare ed allenare bambini, cercando di trasmettere loro i valori del calcio degli anni 80/90. La spinta per iniziare a scrivere i miei personaggi è una sorta di apertura di un vecchio cassetto. Scrivere. Ho provato con i racconti... ma poi smettevo. Allora per divertimento ho iniziato a scrivere di calciatori del passato. Scrivere di loro, è una continua sfida nella ricerca, scoprire chi sono stati e conoscere la parte umana di coloro che ci tenevano incollati alla tv.

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