| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

L'erede di Inzaghi

di Tuccio 2010, 06 Agosto 2018

Straordinario, si è passati dall’esclusione dall’Europa League e un’annata fallimentare, a prendere Higuain. Un mancato bonifico di 32 milioni e tutto si è capovolto. La Juventus e l’Inter hanno fatto un bel passo in avanti, il Napoli forse lo farà, il Milan non parte per un posto tra le prime due, ma lotterà per un posto in Champions si.

 

Il Milan più che mai ha bisogno di competere per un posto nell’Europa che conta, con Gattuso la scorsa stagione ha ottenuto una media da quarto posto, la squadra è rimasta la stessa con in più un innesto di valore, vista la giovane età (Donnarumma, Conti, Caldara, Romagnoli, Calabria, Kessie, Suso e Calhanoglu) è una squadra che può solo crescere, manca ancora qualcosa in mezzo al campo e un attaccante esterno, ma è una formazione di livello che può fare bene nelle tre competizioni.

 

Il Milan chiude la tournée americana con una vittoria sul Barcellona “B”, arrivata all'ultimo secondo grazie ad un gol di André Silva, che ribatte in porta una palla a tu per tu con Ter-Stegen. Il primo tempo è come il secondo con il Tottenham con molta difficoltà, sarà una questione di carichi di lavoro, ma la squadra di Gattuso alterna un tempo buono e uno meno buono. Con il Barcellona “B” ha giocato meglio nella ripresa e nel finale è arrivato anche il gol vittoria, tutto sommato possiamo dire che il Milan in questo ICC americano ha fatto buone partite: ha perso contro il Tottenham con il loro portiere migliore in campo, ha pareggiato con lo United e vinto con il Barcellona “B”, ma la cosa importante è che Gattuso abbia fatto un buon lavoro.

 

Il Milan, una volta che riuscirà a inserire i nuovi (Caldara e Higuain) e ad aggiustare qualcosa anche in mezzo al campo, può veramente tornare a far parte delle quattro sorelle (Napoli, Inter e Roma) che vogliono spezzano l’egemonia Juventina. Contro il Barcellona, sono state buone le prestazioni di Gigio, Kessie e Calhanoglu, sufficienti invece quelle di Musacchio (che forse avrebbe bisogno di più continuità), Romagnoli (la fascia non gli fa paura, dalla sua zona non si passa), Suso e Cutrone, ancora indietro sono invece Calabria, Rodriguez, Borini, Locatelli con le solite amnesie (deve cambiare registro). Mezz’ora di gloria per Antonelli, Mauri, Zapata, Halilovic, Bonaventura e André Silva e a proposito del portoghese, ha lasciato la nove della maledizione di Inzaghi ad Higuain e ha giocato con il suo nuovo numero il “69”, ma non è bastato a scongiurare una prestazione orrenda salvata dal gol.

 

Per il centrocampo Leonardo sta pensando ad un altro colpo e non ad un semplice sostituto di Kessie, a sorpresa spunta il nome di Milinkovic-Savic, smentito da parte di tutti ma la proposta è chiara, 40 milioni per il prestito oneroso più 80 per il diritto di riscatto, se Lotito ci sente, si potranno approfondire i dettagli, nel caso in cui la trattativa con la Lazio non dovesse partire, si proverà su altri due centrocampisti di livello internazionale. Leonardo ha già messo nel mirino il francese Rabiot (1995) in scadenza giugno 2019 e il croato Kovacic, per il primo Leonardo ha già avviato i contatti con la mamma-agente, ricevendo un gradimento di massima, Kovacic non è in scadenza, ma se non parte Modric il suo tempo al Real Madrid è finito e potrebbe essere affascinato da una squadra che di punta ha Higuain.

 

Il Milan lavora per Bernard che è una straordinaria occasione a parametro zero per completare il reparto degli attaccanti esterni e ha già espresso il suo gradimento per il Milan, ma al momento per il centrocampista e l’esterno però non è per niente facile. Il Milan in questo momento ha necessità di vendere almeno i tre attaccanti in più in organico, Leonardo deve trovare una sistemazione a Bacca, Andrè Silva e Kalinic per non perdere un patrimonio e poi serve trovare una collocazione per calciatori come Abate, Antonelli, Gabriel, Mauri, Montolivo e Bertolacci, bisogna risolvere presto e bene questa problematica e poi prendere la mezz’ala, più verosimilmente uno tra Bakayoko e Kovacic.

 

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