| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

La Squadra che studia per diventare Grande!

di Mario Bocchetti, 27 Settembre 2017

Al netto di qualche difficoltà a capire quale maglia esporre dopo il goal, il Napoli ha continuato la sua marcia da schiacciasassi in questo inizio campionato. Insigne è nel pieno della propria maturità, non ha problemi a prendersi le responsabilità e soprattutto è lui il vero regista offensivo dell’attacco azzurro. I suoi compagni di reparto sono praticamente perfetti per rendere un inferno la vita degli avversari. A centrocampo manca ancora il miglior Hamsik, ma vederlo in continua crescita ci fa essere speranzosi per il futuro, in fondo dalla sua imprevedibilità passeranno tanti punti difficili. Il portiere e la difesa anche ieri hanno subito un goal evitabile, ma se analizziamo meglio la prestazione ci accorgiamo che Reina è stato praticamente inoperoso, mentre Maksimovic sta iniziando ad entrare negli schemi della squadra, un giocatore diverso rispetto lo scorso anno , che riesce a dare molta fisicità all’intero reparto.

 

In buona sostanza questa è stata la sfida di ieri sera, almeno per come l’ho vista io. Ora mi chiedo cosa manca a questa squadra?

 

Sicuramente manca l’attaccante che da due anni viene messo ko da un infortunio traumatico che rischia di abbattere un gigante. Sicuramente manca anche un po’ di fisicità ed esperienza nella linea mediana del campo. Ma quello che a lungo andare potrebbe essere un problema per il raggiungimento degli obiettivi stagionali è una dirigenza poco abituata a certi livelli.

 

Giuntoli è stato abile sul mercato, ha ceduto bene e soprattutto fino ad oggi tutti quelli che ha portato non hanno sfigurato, ha preso giovani di talento che garantiranno futuro. L’Allenatore lo invidiano a tutte le latitudini del globo e ha uno stipendio di mezza classifica. Il presidente è abilissimo a far quadrare i conti e a trattare a certe condizioni. Ma come al solito la squadra manca di un vero parafulmine, di uno che con esperienza riesca a non far uscire scomode indiscrezioni e soprattutto uno capace di non far vedere alla prima di Champions in casa uno stadio mezzo vuoto. Non è vero che i napoletani non credono in questa competizione, non è vero che vogliono uscire per vedere il campionato come unico obiettivo, ma con questo calendario non è neanche possibile chiedere 35 euro per il biglietto di curva in una partita che onestamente non aveva l’appeal della sfida contro il Real. Per rendere una squadra solida non serve solo investire in stipendi o cartellini, serve una dirigenza capace di far crescere in tutta serenità ragazzi che troppo spesso vengono lasciati soli.

 

 

 

 

 

Forzatamente bigamo (ma non lo dite in giro!). Divido il mio cuore tra la passione per la Napoletanità e il calcio. In molti mi definiscono un sognatore dalla maglia azzurra, ma allo stesso tempo sono convinto che Maradona non può fare i miracoli. Il mio amore incondizionato per la cultura che mi avvolge mi ha regalato una seconda Mamma, la mia città che mi accompagna e mi incoraggia in ogni mio scritto. In fondo anche Troisi disse: Chi ha detto che non è serio amare due donne nello stesso momento, o perder tempo per fare la formazione della propria squadra?

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