| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Lazio - Inter 4-2, l'amicizia ai tempi del 5 Maggio

di Antonio Sorrentino, 21 Dicembre 2016

Le sfide che racconto in questa rubrica sono spesso caratterizzate da un’aspra rivalità tra le squadre che si affrontano, e questa rivalità innalza il livello delle partite dando luogo ad autentiche battaglie da imprimere nella memoria e da narrare ai propri nipoti. Tuttavia la sfida della settimana, per meglio dire del turno infrasettimanale che chiuderà l’anno solare, vede coinvolte due squadre le cui società sono storicamente in ottimi rapporti, ed inoltre le tifoserie sono legate da un saldo gemellaggio che si rinnova nel corso degli anni. La sfida della settimana è Inter – Lazio, che si disputerà mercoledì sera allo stadio San Siro e sarà il secondo anticipo della diciottesima giornata di campionato.

 

 

Il precedente di cui parlerò nel prossimo paragrafo è forse la partita più famosa tra queste due squadre, passata alla storia come “il 5 Maggio nerazzurro” per via della clamorosa disfatta dell’Inter contro una Lazio che non aveva nulla da chiedere al proprio campionato. Questa sconfitta dell’Inter è ancora tutt’oggi fonte di sfottò verso i nerazzurri da parte dei sostenitori delle squadre rivali. Nel prossimo paragrafo, ripercorreremo la sintesi di quel precedente passato alla storia.

 

Roma, 5 Maggio 2002. Ultima giornata di campionato. La lanciatissima Inter fa visita ad una Lazio che non ha ulteriori ambizioni di miglioramento della propria classifica, in una cornice di pubblico che vede interisti e laziali mischiarsi tra loro per celebrare un saldo gemellaggio. Nel prepartita, i tifosi laziali “invitano” gentilmente Peruzzi ad “appoggiarsi al palo”, in modo da poter favorire la vittoria nerazzurra, sufficienti a portare lo scudetto nella sponda interista di Milano. Ma tuttavia il calcio è bello perché non esistono partite scontate, e la sorpresa è sempre dietro l’angolo. In contemporanea, la Juventus (rivale dell’Inter) affronta una comoda trasferta ad Udine: le notizie non sono buone per l’Inter, dal momento che Trezeguet sblocca immediatamente la partita e proietta la Juventus in testa alla classifica virtuale in tempo reale. L’Inter sembra partire contratta e nervosa per via delle notizie provenienti dal Friuli, ma riesce a passare in vantaggio: al minuto 12, Vieri approfitta di un errore maldestro di Peruzzi, portando l’Inter avanti nel punteggio e nella classifica del campionato. A questo punto tutto farebbe presagire ad una trionfale passerella nerazzurra, ma nulla si rivelerà più sbagliato da pensare: al 19° minuto, Poborsky riporta in parità la partita, e con questo punteggio il titolo torna virtualmente nella Torino bianconera. Nel frattempo, la Juventus aumenta il suo vantaggio sull’Udinese grazie ad una rete di Del Piero, e l’Inter capisce che ormai occorre solo la vittoria per poter festeggiare lo scudetto: Di Biagio riporta i nerazzurri avanti nel punteggio al minuto 23, con un preciso colpo di testa a trafiggere Peruzzi per la seconda volta. Ora l’Inter diventa padrona del campo, con una fluida circolazione di palla ed un atteggiamento finalmente sereno e consapevole della propria forza. Ma purtroppo il suicidio è sempre dietro l’angolo: negli ultimi istanti del primo tempo, Gresko combina una frittata colossale servendo un assist involontario a Poborsky, che ringrazia e porta la partita in parità sul 2-2 con il quale le due squadre andranno a riordinare le idee negli spogliatoi. Fine primo tempo quindi con la Juventus virtualmente campione d’Italia ed in attesa di buone notizie da Roma.

 

 

Secondo Tempo. I primi minuti di gioco scorrono via inesorabili, con le due squadre poco propositive con un gioco spezzettato e caratterizzato da numerosi errore da entrambe le parti. Ma i presagi del disastro fanno breccia nella mente e nel cuore dei giocatori nerazzurri: la circolazione di palla non è più quella del primo tempo, ed il nervosismo comincia ad affiorare, con Ronaldo e Vieri stranamente in ombra tra le maglie della difesa biancoceleste. Al minuto 55 si consuma il primo atto del dramma: Simeone trafigge per la terza volta Toldo con un colpo di testa, portando inaspettatamente la Lazio in vantaggio e dando concretezza ai fantasmi apparsi a fine primo tempo con il clamoroso errore di Gresko. Il Cholo Simeone non esulterà per via dei suoi trascorsi all’Inter. Cuper capisce che l’impresa diventa impossibile ed inserisce Dalmat al posto di Conçeicao, in modo da avanzare il baricentro dell’Inter ed apportare maggiori pericoli in fase offensiva. L’Inter sembra poter impensierire la Lazio, ma rimane un fuoco di paglia: Simone Inzaghi sigla la rete del 4-2 con un preciso colpo di testa al minuto 73, e i restanti minuti di partita saranno una lunga agonia per i nerazzurri di Cuper, che vedono volare via lo scudetto verso ovest, direzione Torino. Il finale di partita è veramente struggente: Ronaldo versa lacrime amare per un trionfo assaporato solo in parte, Gresko si sente crollare il mondo addosso per via del madornale errore sul 2-2 di Poborsky. Lo scudetto va alla Juventus, con l’Inter scivolata fino al terzo posto per via del contemporaneo successo della Roma in casa del Torino.

 

 

Tornando al presente, Inter – Lazio sarà il secondo anticipo della diciottesima giornata, l’ultima dell’anno 2016. Le due squadre si affronteranno mercoledì sera allo stadio Meazza. La Lazio (terza a 34 punti), precede un’Inter in risalita a quota 27 punti in classifica.

Entrambe le squadre sono in un periodo positivo: nelle ultime 5 partite, la Lazio ha totalizzato 12 punti (unica sconfitta lo 0-2 nel derby), mentre l’Inter ha vinto 3 partite, pareggiato in extremis nel derby contro il Milan e perso contro il super Napoli per 3-0, per uno score di ben 10 punti utili alla causa della squadra di Pioli. La Lazio arriva a Milano potendo schierare la sua migliore formazione, il solo Patric è nella lista indisponibili; l’Inter invece riceve in eredità dalla vittoria di Sassuolo le squalifiche di Joao Mario e Felipe Melo: Banega ed Eder dovrebbero essere i candidati alla sostituzione dei due assenti.

 

 

La chiave tattica della partita non può prescindere dall’analisi dello stile di gioco dei due tecnici: Pioli, nel corso della sua carriera da allenatore, ha dimostrato di fare dell’ordine e della disciplina i suoi principi fondamentali, mettendo in mostra un’ottima capacità di adattamento a schemi ed individualità avversarie; mentre la Lazio di Simone Inzaghi è una squadra altamente offensiva e produttiva in zona gol, essendo una delle formazioni che ha mandato in rete il maggior numero di giocatori. Quindi, l’esito finale potrebbe essere determinato dall’intensità con cui verrà affrontata la partita: una partita più tattica tenderà a favorire gli uomini di Pioli, autentico maestro nella lettura di determinate situazioni; mentre una partita a ritmi elevati potrebbe portare maggiori benefici alla Lazio, che è chiamata a sfruttare la verve di Keita e Felipe Anderson contro i non sempre impeccabili terzini interisti.

 

Di sicuro, a parte lo spettacolo, vedremo una partita in cui le due squadre, consapevoli della loro forza, cercheranno in tutti i modi di portare a casa i 3 punti, per cercare di continuare un campionato da sogno oppure per rimediare ad una partenza non entusiasmante che, tuttavia, al momento non è pregiudizievole per il prosieguo del campionato.

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