Liverpool: una storia di passione

Liverpool: una storia di passione

di Matteo Palese, 13 Aprile 2016

You'll Never Walk Alone. Non camminerete mai soli. Basta sentire l’inno per capire come i tifosi del Liverpool siano legati alla loro squadra. Tale inno, condiviso con quelli del Celtic Glasgow, viene ascoltato prima dell’inizio dei match casalinghi e a un minuto dalla fine, a prescindere dal risultato, proprio per rimarcare la vicinanza dei supporter a giocatori e squadra.

 

La tifoseria dei Liverpool è una delle più affascinanti in tutto il mondo per la sua passione e la sua voglia di essere unica. I fan sono conosciuti come “Reds” oppure “Scousers” ma la frangia più appassionata è la famosa “Kop”, situata nella curva “Spion Kop” che prende il nome da un luogo di battaglia del Sud Africa dove morirono diversi soldati provenienti da Liverpool durante la guerra Anglo-Boera. Anche altri stadi come “St. Andrews” di Birmingham o “Hillsborough” di Sheffield hanno adottato tale nome per la loro curva ma la più conosciuta resta quella dell’ “Anfield” che nel periodo di massima capienza ospitava fino a 28.000 persone risultando la curva più capiente del mondo.

 

Anche qui, come tutte le tifoserie che si rispettino, ci sono gemellaggi e rivalità. La più famosa amicizia è quella con i tifosi del Borussia Mönchengladbach. Tale gemellaggio è nato durante la finale della Coppa dei Campioni 1976-1977. Durante le partite casalinghe dei tedeschi è facile sentire l’inno “You'll Never Walk Alone” segno della vicinanza tra le due frange di supporter.

 

Altro legame importante è quello con gli scozzesi del Celtic con cui è condiviso l’inno che ad ogni incontro tra le due società viene cantato da tutto lo stadio creando un’atmosfera veramente unica. Anche in Italia c’è un gemellaggio con i tifosi inglesi: l’Inter che ha stabilito l’amicizia tra curve durante la partita tra la squadra milanese e il Tottenham.

 

Una rivalità molto accesa, invece, è quella tra Liverpool e Manchester United. Il motivo di tale “odio” sta nel fatto che entrambe le squadre sono le più titolate d’Inghilterra e la distanza tra le due città dista solo un centinaio di chilometri. Come per l’Italia è stato coniato il termine “Derby d’Italia” per le sfide tra Juventus e Inter, anche qui è stato copiato lo stesso slogan, “Derby d’Inghilterra”, per identificare la partita tra “Reds” e “Red Devils”. Altre rivalità sono quelle con i concittadini dell’Everton e, più recentemente, con il Chelsea rei, quest’ultimi, di non avere una storia gloriosa come quella del Liverpool (da qui il coro cantato dalla Kop "you ain't got no history", ovvero “voi non avete una storia").

 

Ma ai tifosi del Liverpool sono legate anche due tragedie che hanno sconvolto tutto il mondo del calcio. La più importante (e più dolorosa) è quella di Hillsborough, il 15 aprile 1989, dove morirono 96 persone. Il Liverpool e il Nottingham Forest erano impegnate nella semifinale di FA Cup sul campo neutro dello stadio “Hillsborough Stadium” a Sheffield. Ai sostenitori dei Reds fu assegnata la curva “Leppings Lane”, settore da 14.600 posti mentre al Nottingham, società con meno sostenitori, fu data la “Spion Kop End” da 21.000 posti. I tifosi del Liverpool si recarono in massa a Hillsborough ma la curva aveva appena 6 ingressi (60 quelli del Nottingham). A meno di mezz’ora dall’inizio della partita la curva era ancora mezza vuota e ciò ha causato la pressione da parte di chi era rimasto fuori. La polizia ha così deciso di aprire il "Gate C", un cancello enorme che portava direttamente alla “Leppings Lane”. Scelta sbagliata perché la gente continuava ad accalcarsi all’interno dell’ingresso mentre chi era riuscito ad entrare era rimasto bloccato in quanto il “Gate C” conduceva solo alla parte centrale della curva che poteva ospitare solo 2.000 persone. Tutto ciò ha creato una sorta di imbuto. Chi già si trovava all’ingresso dello stadio venne schiacciato contro le recinzioni e le parti laterali così come chi era bloccato all’interno del “Gate C”.

 

La partita incominciò regolarmente senza che nessuno si accorse di nulla. Solo dopo 6 minuti di gioco l’arbitro fu costretto a sospendere il match a causa dell’invasione di campo di alcuni supporter che cercavano di scappare allo schiacciamento. La polizia cercò di bloccare con delle cariche chi tentava di scavalcare le recinzioni e questo aggravò ancora di più la situazione. Gli ufficiali si accorsero troppo tardi di

 

ciò che stava accadendo e decisero di aprire le inferriate per far entrare i tifosi in campo. Alla fine si contarono 96 persone decedute e 200 ferite.

 

Nel corso degli anni successivi la colpa di tale tragedia fu data ai tifosi dei Reds ma nel 2012 ci pensò il Premier David Cameron a dichiarare che le colpe furono della polizia di South Yorkshire.

 

Qualche anno prima, il 29 maggio 1985, un’altra tragedia colpì il Liverpool. Questa volta a farne le spese furono i tifosi italiani. Stiamo parlando dell’Heysel e di quella maledetta finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool dove morirono 39 persone di cui 32 italiane.

 

I sostenitori bianconeri furono sistemati nei settori della curva M, N, O mentre altri si trovavano nel settore Z proprio vicino alla curva del Liverpool. Un’ora prima della partita cominciarono i primi disordini con gli hooligan inglesi che cercarono di sfondare le reti metalliche poste per dividere i due settori. La maggior parte degli italiani cercò rifugio in campo ma la polizia belga glielo vietò caricandoli e costringendoli ad andare incontro agli hooligan. Fu così che iniziarono gli schiacciamenti e chi cercava di scappare si gettò nel vuoto. Il muro crollò sotto il peso delle numerose persone e molti di essi rimasero schiacciati dalle macerie o calpestati da chi cercava una via d’uscita (l’unica disponibile era l’ingresso sul terreno di gioco). Il battaglione della polizia arrivò allo stadio con mezz’ora di ritardo e si trovò nel più totale caos.

 

I morti totali furono 39 (32 italiani, 4 belgi, 2 francesi, 1 irlandese) mentre i feriti oltre 600. Un’ora e mezzo dopo si decise di giocare comunque la partita per evitare ulteriori tensioni e questa decisione fu molto criticata dalle televisioni che trasmettevano la diretta. La partita si concluse con la vittoria della Juve con gol di Platini che esultò come se nulla fosse successo ma qualche anno dopo dichiarò che nessuno in campo si era reso conto della tragedia che si stava consumando.

 

Queste due vicende hanno segnato molto i tifosi del Liverpool che nel corso degli anni hanno deciso di dedicare la loro passione solo sulla squadra creando, di volta in volta, coreografie spettacolari invidiate in tutte il mondo.

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Le immagini di sfondo e testata (così come quelle originali, ove specificato) sono opera e proprietà di Martina Sanzi.