| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Lucidio Sentimenti IV, il portiere goleador!

di Mattia Di Maro, 01 Luglio 2017

Quest’oggi avrebbe compiuto 97 anni, Lucidio Sentimenti IV, detto “Cochi”, che nacque a Bomporto, nel Modenese, il 01 Luglio del 1920. Quarto di cinque fratelli, tutti calciatori.

 

Si racconta che la sua storia sia cominciata con una lettera, scritta di suo pugno: “Ho quasi quindici anni, faccio il garzone calzolaio a quindici lire la settimana, vorrei giocare. Va bene qualsiasi ruolo. Anche portiere”.

 

Tozzo, ma agile e dalle doti atletiche di rilievo, non aveva il fisico perfetto per fare il portiere, ma del portiere aveva l’occhio, riusciva a leggere con anticipo i movimenti degli avversari e possedeva un colpo di reni davvero eccezionale. Allo stesso tempo era dotato di un piede eccelso. Ed un tiro niente male.

 

Aveva il fisico per fare qualunque ruolo, e così fu ingaggiato dal Modena, a soli 16 anni, in un ruolo da definire, qualche volta portiere, altre volte attaccante. Ala destra. Ed impressionò. In 2 stagioni segna 22 gol e regala una promozione al Modena in Serie A. Non riesce tuttavia ad evitarne la retrocessione, pur disputando un’ottima stagione.

 

Fu così notato dalla Juventus, che era in cerca di un buon portiere. Era l’estate del 1942. Sentimenti IV passò ai bianconeri. Lucidio, che della Juventus era tifoso, ci avrebbe ritrovato suo fratello Vittorio, Sentimenti III.

L’inizio non fu proprio dei migliori, ma riuscì ad affermarsi diventando il portiere titolare dei bianconeri per 4 stagioni.

 

Passerà alla Lazio, dove, il 21 Febbraio 1954, si toglierà lo sfizio di parare un rigore niente meno che a Boniperti, suo ex compagno di squadra, e chiuderà la sua carriera da calciatore professionista tra le file del Vicenza nel 1956-57.

 

Il mito di questo portiere si è tramandato negli anni, tra record personali, curiosità ed aneddoti.

 

Primo portiere rigorista d’Italia, è tutt’ora l’estremo difensore che ha realizzato più gol nel campionato di serie A. 5, di cui uno su azione (1947-48: Juventus Atalanta 2-0). Detiene il curioso record di essere stato l’unico calciatore ad aver disputato partite ufficiali di Serie A sia come Portiere che come giocatore di movimento, come ala destra.

 

Di Sentimenti IV sono note le “uscite di piede”, per le quali diventò celebre: era solito tuffarsi con i piedi uniti, anziché con le braccia e con la faccia sia per evitare incidenti ma soprattutto per arrivare prima sul pallone. Un intervento al limite del lecito, ma calcolato al millesimo. Questa tecnica rimase il suo marchio di fabbrica per tutta la sua carriera, e nessun portiere è stato in grado di ripeterla nel tempo.

 

 

Non a caso di lui Gianni Brera scrisse: «Freddissimo determinista, dotato di una astuzia luciferina».

 

Il 17 maggio 1942, in occasione della sfida Napoli-Modena, Lucidio incrociò il fratello Arnaldo, Sentimenti II, portiere dei partenopei, che aveva collezionato ben 9 rigori parati consecutivamente. Lucidio realizzò il rigore per gli emiliani interrompendo la striscia positiva del fratello che, sentendosi offeso, lo rincorse per tutto il campo tra l’ilarità dei presenti. A causa di questo episodio i due fratelli non si parlarono per due anni. Tant’è che anni dopo Lucidio in un’intervista ricorderà quell’episodio del rigore come uno dei più tristi della sua carriera.

 

Sentimenti IV fu anche portiere della Nazionale di calcio italiana. Con alterne fortune. Esordì l’11 Novembre 1945 contro la Svizzera, subendo quattro gol. Altri tre ne subì il 09 Novembre 1947, al Prater Stadium di Vienna, complici vento e nebbia. Ma fu anche l’unico giocatore titolare non del Grande Torino a disputare la partita contro l’Ungheria, l’11 Maggio dello stesso anno. Partecipò anche alla spedizione brasiliana dei Mondiali del 1950, giocando da titolare l’incontro con la Svezia. Deterrà il record di giocatore più anziano ad aver indossato la maglia della Nazionale in un mondiale fino al 2014, anno della sua morte.

 

La sua eccessiva sicurezza sui tiri da lontano spesso lo portava a prendere dei gol balordi da fuori area. Ai tempi in cui militava con la Lazio, i tifosi lo accusarono di essere miope, tanto da spingere la società a fargli sostenere una visita oculistica.

 

 

Chiusa la carriera da giocatore, iniziò quella da allenatore. Del settore giovanile. Cominciando al Cenisia, squadra dilettantistica del torinese con cui aveva appeso definitivamente le scarpe al chiodo nel 1960, per poi passare ad allenare le giovanili della Juventus per quasi 30 anni, fino al sopraggiungere dell’età per la pensione. Continuò a dedicarsi ai ragazzi a livello locale, diventando responsabile del settore giovanile della Sisport, la società sportiva gestita dalla Fiat.

 

In una intervista rilasciata a Maurizio Ternavasio, nell’Agosto del 1988, alla domanda sulla sua carriera da allenatore risponderà: «La tappa è stata unica, ma molto felice: una volta conseguito, infatti, il patentino di allenatore di prima categoria, entrai nel settore giovanile della Juventus, dove lavorai quasi trent’anni, con lunghe parentesi come allenatore dei portieri della prima squadra e come allenatore in seconda quando titolari della panchina erano Rabitti prima e Vycpálek poi. E giuro di non aver mai provato alcun rimpianto per non aver arricchito la mia esperienza altrove».

 

L’Avvocato Agnelli ebbe per lui parole di elogio, dirà in un’intervista che Sentimenti IV è stato il più grande portiere che lui abbia visto giocare alla Juventus.

 

E la Juventus riuscì a celebrarlo degnamente prima della sua morte. L'8 settembre 2011 fu il più anziano calciatore vivente a cui la Juventus assegnò una stella celebrativa nella Walk of Fame dello Juventus Stadium; il suo ingresso in campo, a 91 anni compiuti, fu salutato da un'ovazione dei 41 000 spettatori presenti.

 

Lo speaker dello Stadium lo annunciò così: "Testimone della nostra storia, un nome che tutti quanti abbiamo sentito: è bello che questo campo nasca con il suo sorriso a centrocampo. Una leggenda juventina e una leggenda del calcio in tutto il mondo"

 

Ma nonostante la sua lunga carriera, costellata di record ed aneddoti degni dei grandi campioni, Lucidio non riuscì ad ottenere nessun trofeo, segno che talvolta il destino gioca dei brutti scherzi proprio nei momenti più importanti.

 

Chiudiamo con un aneddoto da lui stesso raccontato in un’intervista: “Primissimi anni cinquanta, incontro Lazio-Milan, terminato 1-1. Passò in vantaggio il Milan grazie ad un autogoal di mio fratello nonché compagno di squadra Sentimenti III, quindi su rigore pareggiò Sentimenti V (anch’egli giocava al mio fianco) e a pochi minuti dalla fine il sottoscritto parò un rigore dei rossoneri: e il giorno dopo quasi tutti i giornali portavano un titolo del tipo “Lazio-Milan: tutto fatto in famiglia”.

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