| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

    Marchisio: dal Campetto alla Leggenda

 di Pietro Giancristiano, 6 ottobre  2019

Visto il recente ritiro di Claudio Marchisio mi sono sentito in dovere di spiegarvi che cosa ha rappresentato per me e per molti altri tifosi bianconeri il Principino bianconero. Claudio ha come seconda pelle i colori bianconeri  fin dai pulcini veste i nostri colori. Tanto che nel 2005 con quella primavera porta a casa il Torneo di Viareggio e nel 2006 vince il campionato primavera (in quella rosa si ricordano anche i nomi di De Ceglie e  Giovinco).  Il 2006/2007,  anno funesto per i colori bianconeri, vede il debutto in prima squadra di  Claudio. Il principino collezionerà le sue prime 25 presenze in bianconero conquistando il campionato di B con la squadra allenata da Deschamps. Si pensa che nella stagione del rientro nella massima categoria Marchisio rimanga con la Juventus per la definitiva consacrazione in serie A,  invece viene mandato in prestito all’Empoli con il quale collezionerà 25 presenze nella massima competizione italiana. Nel 2007/200-8 viene confermato in prima squadra con la quale disputerà la sua prima Champions League. Contro l’Inter fa uno dei goal più belli della sua carriera: recupera una respinta corta di Julio Cesar, anticipa Samuel e con un controllo veloce destro-sinistro fa il pallonetto all’estremo difensore Interista. I primi anni in A non sono ricchi di vittorie,  la Juventus entra in un periodo poco felice, ma in quegli anni Claudio diventa uno dei giocatori simbolo della Juventus collezionando  la 100esima presenza nella stagione 2009/2010. Penso che per ogni ragazzino cresciuto col sogno di debuttare in A con la squadra del cuore l’apice non può che essere la fascia da capitano. Il principino esaudirà questo sogno contro il Fulham in Europa League dopo la sostituzione di Trezeguet, il capitano di inizio partita. Contro la Roma allo stadio olimpico inizierà la partita con la fascia sul braccio. Tutte queste soddisfazioni personali arrivano comunque in anni non bellissimi per il tifoso bianconero che non lesina amore per il grintoso numero 8.


Arriva la stagione della svolta per i colori bianconeri, sulla panchina arriva il vecchio numero 8 bianconero: Mister Antonio Conte. Insieme al mister il centrocampo bianconero si rafforza con gli arrivi di Pirlo e Vidal con i quali formerà uno dei centrocampi più forti della storia della Juventus. Ma la novità più grande è lo stadio di proprietà lo Juventus Stadium che vedrà segnare molti goal importanti di Claudio. Infatti Claudio è uno dei marcatori del debutto in casa contro il Parma, Marchisio segnerà anche la sua prima doppietta in maglia bianconera contro il Milan di Mister Allegri, con il quale la Juventus si contenderà lo scudetto fino a fine anno. La stagione 2011/2012 vedrà Marchisio collezionare 36 presenze e 9 goal in campionato ma soprattutto il primo titolo in carriera.
Nella stagione del secondo titolo in bianconero ( e della prima supercoppa Italiana) Claudio avrà meno spazio a causa dell’arrivo del talento francese Pogba ma riuscirà comunque scendere in campo per 29 volte e segnare 6 goal. Da sottolineare il primo goal in Champions League contro il Nordsjælland e la bellissima doppietta segnata nel derby con il Torino.


Claudio, nell’ultima stagione di Conte sulla panchina bianconera,  perde piano piano il posto da titolare a causa anche dell’infortunio ( rottura del crociato) in supercoppa Italiana vinta per 4-0 contro la Lazio. L’unica nota positiva di quella stagione sarà il terzo titolo consecutivo.

Arriva Mister Allegri sulla panchina bianconera e Claudio insieme ai suoi compagni regalano un sogno poi infranto ai tifosi bianconeri in quanto quella Juventus arriverà in finale di Champions ( poi persa contro il Barcellona). Ma quella stagione rivede Claudio protagonista. Arriverà a fare 35 presenza in campionato e tre goal ma Allegri lo vedrà come Jolly di centrocampo infatti lo schiererà spesso come sostituto di Pirlo ( il quale dopo la finale di Champions lascerà i bianconeri ). Il principino alla fine della stagione conquisterà il 4 scudetto consecutivo e la sua prima coppa Italia e la presenza numero 300 in bianconero, aimè resterà il rimpianto della finale persa di Berlino!


La stagione successiva Claudio è uno dei punti di forza della formazione di Allegri. Insieme a Khedira forma un centrocampo tosto ma anche tecnico, nonostante l’inizio stagione da incubo ( la Juve dopo 11 giornate si trovava a 12 punti dalla capolista ) porterà a casa l’ennesimo titolo in serie A. In quella stagione Claudio passerà il periodo più brutto in carriera:  contro il Palermo in un contrasto con Vasquez si rompe i legamenti del crociato anteriore stagione finita. Stagione che vede la Juve vincere oltre allo scudetto, la coppa Italia ( seconda per Claudio ) e la supercoppa italiana. La stagione del sesto scudetto consecutivo vede Marchisio collezionare 18 presenze e il ritorno al goal. Altra stagione esaltante per i colori bianconeri, Scudetto e coppa Italia in bacheca e altra finale di Champions, stavolta è il Real a portare via il sogno ai tifosi bianconeri.


Nella stagione 2017/18  Claudio arriverà a 15 presenze e zero goal in questo martoriato da molto infortuni che lo costringono a perdere il posto da titolare. Dopo i 7 scudetti ( consecutivi ) 3 Supercoppa italiana e 4 coppe Italia ma sopratutto 389 presenze in assoluto con la maglia che ama di più in assoluto Claudio lascia la sua signora.

Al di là dei numeri,  per molti di noi Claudio  è l’anima e  il cuore di questi anni bianconeri. Insieme al Capitano Del Piero è il maggior rappresentante dei nostri colori. Marchisio, almeno per me, è stato il simbolo di juventinità, rappresentava il sogno di ogni bambino della mia generazione che sognava di giocare con i colori del cuore. Ad ogni goal di Claudio, ad ogni recupero palla, ad ogni Assist fatto,  il cuore batteva di più perché il pensiero andava a quei sogni che avevo da bambino. Penso che Claudio fosse la prospettiva di noi trentenni sul campo, noi che amiamo i colori bianconeri con tutto noi stessi. L’amore per Marchisio è paragonabile all’amore che hanno i romanisti per De Rossi. Entrambi cresciuti e maturati con i colori della propria squadra tatuati sulla pelle.

Con un po’ di tristezza nel cuore auguro ogni bene possibile a Claudio e spero che come molti fautori della storia bianconera rimanga in società. Un saluto dal vostro Gobbo Pietro



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