| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

 Milan: ancora nessuna svolta

di Tuccio2010,  26 Novembre 2019

La stagione scorsa è mancato un gol per la qualificazione in Champions, ed è mancato un gol anche sabato per vincere la partita. La vittoria non avrebbe risolto tutti i problemi, ma probabilmente il Milan sarebbe uscito dalla crisi e soprattutto, non avrebbe scandalizzato nessuno. il pareggio può andar bene anche se non cambia le cose, in questa situazione complicata muovere la classifica (come per tutte le squadre che devono salvarsi) solleva il morale. Il punto ottenuto in rimonta ripaga i rossoneri confermando la crescita sul piano del gioco, già intravista contro Lazio e Juventus.  Evidenziando anche un giusto atteggiamento, pur necessitando di fare ancora qualcosa di più specialmente in attacco. Si è fermata la serie delle sconfitte, ma la classifica resta complicata.


Ora il Milan ha due trasferte delicate con Parma e Bologna, che potrebbero costituire la tanta attesa svolta. Non può permettersi di perdere o pareggiare con due dirette concorrenti in classifica. Il punto debole del Milan è l’attacco, dove a parte il poco utilizzato Rebic, ci sono due attaccanti costati ognuno ben 35 milioni. Due attaccanti che sicuramente sono dotati di ottimo potenziale, ma che per motivi diversi non danno nessuna garanzia. Il Milan avrebbe bisogno di essere premiato con i loro gol che servono per uscire dalla crisi: la squadra e l’impianto di gioco, le ambizioni e progetti, sono stati costruiti sulla loro possibilità di andare a rete. È chiaro che si punti al mercato di gennaio con speranza, magari avvicinandosi sempre più a Ibra.


In questo breve periodo targato Pioli, il Milan ha dimostrato di non essere poi così scarso come tutti vogliono per forza fare credere. Ha dimostrato di potersela giocare alla pari con le big del campionato, solo che non riesce ancora a mantenere la concentrazione e l’intensità per tutta la partita. Per me si tratta di condizione fisica, la squadra fisicamente sta lavorando (cosa che non aveva fatto con Giampaolo). Dopo un primo periodo così intenso è fisiologico avere un calo fisico e mentale, che credo e spero, possa essere eliminato con il tempo. Come tutti sanno la carenza di ossigeno al cervello incide con il calo dell’attenzione, e ciò porta ai superficiali e banali errori di fine partita.

La squadra comincia finalmente a giocare. Se faccia un calcio più o meno accettabile o se ci sia un’idea di calcio più o meno valida lo vedremo più avanti. La squadra per migliorare la prestazione deve migliorare i propri errori, senza dimenticare il momento psicologico particolare e il peso della maglia, che alla prima complessità comporta mancanza di serenità e difficoltà di esprimersi.


Il Milan adesso tira tanto in porta, male, ma tira. È questo che volevamo in più dal Milan di Gattuso e da quello di Giampaolo: una fase offensiva marcata, per scongiurare tutti gli sterili 0 a 0. Il Milan sta rispondendo con impegno e stavolta serve veramente tempo per cambiare radicalmente atteggiamento. Sta indubbiamente migliorando, ma deve essere organizzato a gennaio in funzione alle idee di Pioli, che mi sembra (escluso Suso) abbia finito gli esperimenti tattici e adesso dovrebbe avere un’idea di base ben definita. Serve un giocatore per reparto e soprattutto in attacco, perché è stato costruito in un certo modo, ma ha degli evidenti limiti strutturali.


Piatek credo che abbia bisogno di farsi qualche panchina. Ha lavorato bene per la squadra, ha avuto delle situazioni per segnare, ma non è riuscito a metterla dentro. La sola panchina non può bastare perché non c'è  un altro centravanti e un rinforzo in attacco serve. il Milan deve concretizzare di più perché la classifica è preoccupante e a questo punto non basta giocare bene. L’arrivo di un attaccante darebbe sicuramente un po' più di tranquillità, Ibrahimovic o anche un altro giocatore motivato e convinto, possibilmente più giovane e che possa fare il titolare anche nelle prossime stagioni. È importante il completo recupero di Bonaventura, giocatore che avrei utilizzato anche part-time molto prima. Credo che adesso Bonaventura come Krunic, Paquetà, Bennacer e qualche altro, sicuramente meritano una maglia da titolare, una base su cui partire.




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