| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Una fugace occhiata al calendario della Serie A ha riportato la mia mente indietro di molti anni, con precisione alla stagione 1998/99. Senza dilungarmi su paragoni nostalgici tra epoche differenti che ho vissuto, il mio pensiero per l’articolo della settimana è stato rivolto al “Re Leone” Batistuta, protagonista della sfida di cui parlerò nei prossimi paragrafi. Detto questo, introduco la sfida della settimana tra Milan e Fiorentina, che è il posticipo della domenica sera valevole per la venticinquesima giornata di campionato.

 

 

 

Milano, 26 Settembre 1998. Alla terza giornata di campionato, il Milan a punteggio pieno riceve la visita di un avversario molto temibile, quella Fiorentina guidata da Trapattoni in panchina e da Batistuta in campo, uno degli attaccanti più forti e completi a calcare i campi della Serie A (ma non solo) negli splendidi anni 90. Una volta iniziata la partita, lo spauracchio Batistuta si manifesta non impiega tanto tempo per manifestarsi: dopo sei giri di lancette, Costacurta sbaglia un elementare disimpegno consegnando palla all’attaccante argentino, velocissimo nel puntare il difensore rossonero e nel calciare verso la porta di Lehmann. Il tiro di Batistuta è tutto fuorché irresistibile, ma la risposta di Lehmann è approssimativa e il pubblico viola può gioire: vantaggio esterno della Fiorentina sullo 0-1, mitraglietta per festeggiare il gol e palla al centro. Il Milan prova a reagire, ma non riuscirà ad impensierire la porta di Toldo, eccezion fatta per un colpo di testa di Ganz che non crea eccessivi pericoli alla porta viola. Il primo tempo è scandito dallo sterile possesso palla del Milan, che aggredirà una Fiorentina tutto sommato prudente ed attenta a non concedere varchi agli attaccanti rossoneri, con Oliveira pronto a sfruttare le eventuali occasioni in contropiede e Batistuta pronto a far salire la squadra con le sue sponde e sportellate con i difensori avversari. La Fiorentina interpreta il primo tempo in maniera trapattoniana, e le emozioni latitano: si va negli spogliatoi con i viola avanti per 1-0.

 

 

Secondo tempo. L’inizio della ripresa è persino peggiore rispetto al fischio di inizio per i tifosi rossoneri: al primo minuto di gioco della ripresa Rui Costa serve Batistuta con un tocco geniale, la difesa rossonera è ancora negli spogliatoi così come Lehmann, che viene fulminato da un diagonale del Re Leone con la palla che passa sotto il corpo del portiere tedesco e si infila in rete per il raddoppio viola. Questa volta la reazione del Milan è più veemente e Ganz ha l’opportunità di accorciare le distanze, ma il suo pallonetto scavalca Toldo trovando l’opposizione acrobatica di Padalino, il cui intervento è provvidenziale e consente alla Fiorentina di restare sul doppio vantaggio. Quest’occasione è un fuoco di paglia, infatti al minuto 52 Costacurta in scivolata passa la palla a Lehmann, il cui ennesimo “colpo di genio” consiste nel bloccare il passaggio di Billy. Il regolamento parla chiaro: punizione a due in area, incaricato della battuta, manco a dirlo, Gabriel Omar Batistuta. L’argentino calcia con rara potenza: terzo gol della sua giornata, e terza mitragliatrice mostrata con orgoglio al pubblico milanista. La partita sembra avviarsi tranquillamente verso la fine, ma al minuto 70 Heinrich decide di mettere pepe sul finale atterrando Bierhoff in area di rigore: l’ariete tedesco si presenta sul dischetto e batte Toldo, portando il punteggio sull’1-3 e dando una piccola speranza ai tifosi rossoneri. Tuttavia, non succederà nulla fino alla fine, se si eccettua una parata di Lehmann su un colpo di testa di Tarozzi: la Fiorentina esce da San Siro con 3 punti e con la consapevolezza di recitare un ruolo da protagonista nella lotta scudetto. Ruolo che effettivamente reciterà fino alla fine, ma il tricolore non arriverà a causa dell’infortunio di Batistuta e dei “colpi di testa” di Edmundo, più interessato alla bellezza ed al folklore del Carnevale di Rio che alla vittoria di un campionato italiano. Il Milan, invece, sarà campione d’Italia a fine anno dopo un’incredibile rimonta ai danni della Lazio, capace di dilapidare un vantaggio considerevole nelle ultime giornate.

 

 

L’attualità vede Fiorentina e Milan battagliare per la rincorsa alle posizioni che garantiscono l’Europa League: il Milan è settimo in classifica con 41 punti e precede la Fiorentina, distanziata di un punto e di una posizione dai rossoneri. Per questo, i tre punti in palio domenica sera a San Siro sono di vitale importanza per entrambe le squadre e perdere questa partita potrebbe significare la rinuncia definitiva ai sogni di gloria. Il riferimento in classifica per entrambe le squadre è la magica Atalanta di Gasperini, che con 45 punti sarebbe oggi qualificata per i gironi dell’Europa League. La Fiorentina andrà a Milano in formazione tipo, con il solo Bernardeschi fermo ai box per squalifica; più spinosa è la situazione per Montella, in quanto il Milan riabbraccia Paletta e Kucka tra i titolari ma deve ancora fare a meno di De Sciglio, Bonaventura e Romagnoli; possibile il ritorno in campo dal primo minuto di Bacca con il conseguente spostamento di Deulofeu sulla fascia. Peraltro, il giovane giocatore di proprietà dell’Everton viene da due prestazioni positive in casa del Bologna e della Lazio. Si prospetta quindi una partita interessante, in cui entrambe le squadre dovranno giocare per strappare i tre punti all’avversaria, per questo è da attendersi un atteggiamento propositivo di entrambe le squadre, che dovranno essere più concrete dell’avversario nello sfruttare le occasioni da gol e più attente a non concedere spazi ed opportunità in modo da evitare di imboccare la strada che porta ad un finale anonimo di campionato.

 

 

 

 

 

 

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