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Milan - Napoli, gli anni d'oro della rivalità: un tuffo nel quinquennio 1986-90

di Antonio Sorrentino, 21 Gennaio 2016

Nel corso del tempo, alcune sfide hanno lasciato ricordi indelebili nella memoria degli appassionati del pallone, ed ancora oggi vengono ricordate per una serie di fattori, in particolare per l’assegnazione di trofei e per il numero di campioni che sono stati protagonisti sul campo. La sfida della settimana è Milan – Napoli, e nei paragrafi successivi l’articolo prenderà in esame l’apice della rivalità, da ascriversi alla seconda metà degli anni '80, dove le due squadre hanno dominato il campionato, lasciando un solo scudetto all’Inter di Trapattoni nella stagione 1988/89.

 

Il periodo che ho menzionato sopra coincide con gli anni d’oro del Napoli di Maradona, autentico trascinatore che ha fatto innamorare generazioni di napoletani, con i più avanti con gli anni che verseranno sicuramente qualche lacrimuccia a ricordare le gesta del D10S e i bambini che, tirando calci ad un pallone per le strade di Napoli, sognano di ripercorrere gli stessi passi del loro eroe partito dalla lontana Lanus.

 

Nella stagione 1985/86, Napoli e Milan non sono ancora competitive per lottare per le primissime posizioni, tuttavia la sfida a Milano è molto intensa con la vittoria a favore del Napoli per 2-1: Maradona e Giordano portano avanti il Napoli nel primo tempo, mentre la rete di Di Bartolomei non basta al Milan per evitare un risultato negativo. A fine campionato il Milan chiuderà con un anonimo settimo posto, gradino più basso del “podio” per il Napoli alle spalle della Juventus campione e della Roma.

 

 

La stagione 1986/87 è quella della storia per il Napoli, che si laurea campione d’Italia per la prima volta nella sua storia: la sfida a San Siro contro il Milan cade nel girone di andata, alla dodicesima giornata e si concluderà con la divisione della posta in palio per effetto di uno scialbo pareggio senza reti. Il Milan chiuderà la stagione al quinto posto, leggermente meglio rispetto al settimo posto dell’anno precedente.

 

Ormai per i rossoneri i tempi sono maturi per poter puntare a traguardi più ambiziosi: nella stagione 1987/88, il Milan vince il suo primo campionato sotto la presidenza di Silvio Berlusconi e le sfide con il Napoli assumono un carattere di epicità. Nella partita di andata, giocata a San Siro, il Napoli parte meglio passando in vantaggio con Careca, ma il Milan reagirà da grande squadra rifilando ben 4 gol agli azzurri, portando a referto ben 4 marcatori diversi (Colombo, Virdis, Donadoni, Gullit). Ma la sfida di ritorno è forse la più famosa di questo periodo: il Milan scende a Napoli a caccia di una vittoria che potrebbe rilanciarlo nella rincorsa agli azzurri. Virdis porta i rossoneri in vantaggio, ma il solito Maradona risponde presente e si va negli spogliatoi sul risultato di 1-1. Virdis e Van Basten riportano il Milan in fuga, ma Careca riaccende le speranze del Napoli: il risultato finale sarà di 2-3 e influirà molto sulla vittoria del campionato, con dei sospetti di combine a rendere più misterioso il finale di campionato in cui il Napoli perse molti punti a favore proprio dei rossoneri.

 

 

La stagione 1988/89 portò al Milan Rijkaard, che assieme a Van Basten e Gullit completava il trio delle meraviglie made in Olanda. Tuttavia, il mostruoso tasso di talento offensivo del Milan non fu sufficiente ad avere ragione in campionato, in quanto l’Inter campione e il Napoli precedettero la corazzata del presidente Berlusconi. Per quanto riguarda i precedenti con il Napoli, la partita di andata fu disputata al San Paolo e vinta dagli azzurri per 4-1, mentre il ritorno a San Siro si concluse 0-0. L’annata 1989/90 vide di nuovo Napoli e Milan lottare per lo scudetto: le due sfide finirono entrambe per 3-0 a favore della squadra di casa. Nella gara di andata, fu il Napoli a spuntarla grazie alla doppietta di Carnevale ed al gol di Maradona; il Milan vendicherà la sconfitta dell’andata con i gol, tutti nella ripresa, da parte di Massaro, Maldini e Van Basten. A fine però saranno gli azzurri a trionfare, precedendo proprio il Milan per soli due punti. Fu l’ultimo scudetto del Napoli, che nel corso degli anni ha via perso competitività, ma che negli ultimi anni è ritornato a lottare per le posizioni che contano attraverso una crescita tecnica mostruosa nell’ultimo decennio.

 

 

Milan – Napoli sarà l’anticipo serale del sabato sera, con il terreno di San Siro pronto ad ospitare una sfida capace di regalare sempre emozioni e gol. Nella sfida di andata, il Napoli si era portato sul doppio vantaggio con Milik capace di bucare Donnarumma per due volte, ma il Milan ha rimontato grazie ad un superbo inizio di secondo tempo con Niang e Suso a segno. La contesa viene poi vinta dal Napoli, che chiude la partita sul 4-2 grazie alla doppietta di Callejon che punisce un Milan generoso ma troppo “cattivo” e penalizzato dalle espulsioni di Niang e Kucka. Le due squadre arrivano alla sfida con situazioni diverse di formazione: il Napoli dovrà fare a meno di Koulibaly, El Kaddouri e Ghoulam impegnati in Coppa d’Africa, mentre non saranno della partita per il Milan gli infortunati Mati Fernandez, Poli e Montolivo e gli squalificati Romagnoli e Locatelli.

 

La partita si preannuncia spettacolare e ricca di gol, per il Napoli sicuramente da tenere d’occhio il trio offensivo sempre capace di tenere in ansia le difese avversarie; mentre per il Milan saranno da tenere d’occhio Suso e Bonaventura, che possono creare problemi alla retroguardia del Napoli sia con conclusioni dalla distanza sia con inserimenti ed assist per i compagni. Particolare attenzione va prestata anche alle fasi della gara, con un Milan solitamente più incisivo nella seconda parte di gara ed un Napoli abituato a partire a rilento e a crescere in corso d’opera: queste considerazioni fanno pensare ad una partita spettacolare ma che potrebbe avere qualche fase di stanca, derivante dal fatto che le due squadre dovranno concedere pochi riferimenti agli avversari per evitare di subire parziali difficili da recuperare.

 

 

 

 

 

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