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Miti Vichinghi

di Francesco Cositore, 18 Novembre 2016

Il Nord Europa era una terra sconosciuta tanto ai Greci quanto ai Romani, che al di là delle Alpi vedevano soltanto terre desolate popolate da “barbari”. Calcisticamente parlando, non è che oggi la situazione sia migliorata poi più di tanto. A parte il nome di qualche club famoso (Rosenborg, Malmö) o di qualche giocatore che ha fatto la storia del pallone (Eiður Guðjohnsen, Micheal Laudrup), sono in pochi i tifosi che possono vantare una buona conoscenza del calcio nordico. “Miti Vichinghi” nasce proprio con l’intento di rimediare a questa situazione. Il nome non è casuale, e non è solo legato ovviamente ai temibili navigatori che partirono da Norvegia e Svezia per incutere terrore all’Europa e per approdare (prima di Colombo) in America: al contrario, il nome nasce dal fatto che molte squadre nordeuropee hanno un nome dedicato a loro. Dal Viikingit in Finlandia fino al tripudio di Víkingur tra Islanda e Isole Fær Øer, passando quelli sparsi in Scandinavia, è intorno a queste squadre così lontane dalla luce dei riflettori internazionali che spesso si annidano gli aneddoti più strani. “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza” dice Ulisse nel Canto XXVI dell’Inferno di Dante, esortando i suoi compagni a navigare verso nuove mete da scoprire: e allora seguiamo l’invito dell’eroe, e sull’esempio anche dei Vichinghi navighiamo alla scoperta di campionati ancora oggi poco noti.

 

 

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