| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Napoli-Milan: la rivincita al San Paolo

di Mario Bocchetti, 27 Agosto 2016

Mancano poche ore alla sfida, il San Paolo è immerso in una coltre spessa di ansia ed attesa. La prima nel tuo stadio non è mai banale se affronti una delle squadre più blasonate al mondo allora senti i brividi lungo la schiena. Mentre passeggio inizio a pensare a tutti quei napoletani che hanno trovato fortuna nelle squadre del Nord, oggi c’è addirittura il nuovo fenomeno del calcio italiano con la maglia del Milan e i genitori napoletani. Con una punta di rammarico continuo a pensare alla scarsa attenzione che i nostri vivai hanno per i ragazzini. Nel mio vagare attorno allo stadio la mia attenzione viene catturata da un vecchietto magrolino che ha raccolto attorno a se un capannello di ragazzi che ormai pendono dalle sue labbra. Io sono Napoletano, non posso esimermi dall’avvicinarmi e capire tanta eccitazione.

 

Ormai sono a portata d’orecchio, la voce calda e sapiente di Zì Peppe accompagna tutti gli astanti nel viaggio con la storia, l’argomento, neanche a dirlo gli azzurri e il loro popolo. La sfida con il Milan ha lasciato un ricordo troppo amaro per essere addolcito dalle sporadiche vittorie e dalle tante buone prestazioni da parte degli azzurri. Sono passati tanti anni da quel primo scudetto ma la cocente delusione dello scudetto perso l’anno successivo, forse con l’aiuto della camorra, richiama sempre una ruga sulla fronte. Segno inconfondibile di un dolore antico che tarda a sbiadirsi. Dopo le solite invettive sulle solite abitudini tutte italiane arriva il momento del tanto atteso riscatto. Come per magia, sulla scia delle parole del vecchio tifoso, le rughe si distendono e un piacere galoppa la schiena dei presenti: siamo arrivati al momento della tanto attesa esaltazione azzurra. Anche io non resisto all’incontrollabile fame di vittoria, al piacere di poter ascoltare un vecchio tifoso che racconta le sue emozioni e i suoi ricordi conditi di tanta immaginazione per riempire le falle di una storia ormai sbiadita dal tempo.

 

“Erano passati due anni dalla conquista del primo scudetto ormai lo slancio dell’entusiasmo stava scemando la società decise di cambiare tanto e costruire un nuovo gruppo vincente. Ai nastri di partenza il Milan è una delle pretendenti alo scudetto. Siamo alla settima giornata il Napoli è partito bene e vuole vendicare le ultime due stagioni perse di un soffio. La giornata è abbastanza fredda e il San Paolo freme sotto l’adrenalina della sfida, una vittoria oggi potrebbe essere un segnale per tutti, anche se è solo l’inizio. Il popolo di Parthenope inizia gli spasmodici preparativi, un misto di ansia e attesa crea la classica coltre nebbiosa sul rettangolo verde, le curve si preparano, gli striscioni premono per sciogliersi, i cori iniziano e le Marlboro, allora si fumavano ancora quelle, rendono effettiva la nebbia.

In campo c’è una sola squadra, sembrano che ci sono più di 11 azzurri nel campo, il trascinatore senza neanche a dirlo è il funambolo argentino che ha saputo conquistare il cuore di tutta la città. I minuti passano in fretta, il Milan di Sacchi sembra non avere i giusti ritmi e il giusto pressing, il freddo football olandese è in bambola contro il calcio caldo e pieno di cuore dei Napoletani. In fondo gli Argentini sono napoletani con una mamma diversa. Maradona ha la voglia giusta e nel primo tempo riesce a regalare due assist splendidi a Carnevale che viaggiava a velocità impressionanti verso il mondiale. Lo stadio è una festa, gli azzurri hanno azzannato la preda e non vogliono più lasciarla, ma alla festa manca ancora la pennellata dell’artista. Quel metro e sessantotto tutto muscoli e qualche chilo di troppo parla con la palla, la vieja passatagli da Di Stefano, gli chiede un ultimo sforzo un’ultima magia. Lui non la calcia, lui la accarezza e allora riescono a mettersi d’accordo un ultimissimo acuto per premiare la folla. Arriva la palla in aria, Diego gli sussurra “è il momento Vieja”, la palla non risponde ma si concede a quel sinistro vellutato che le permette di superare il portiere con il più morbido dei pallonetti.

Il tempo si ferma la Vieja si gode lo spettacolo. I tifosi, i fumogeni, ma anche la disperazione di tutti i rossoneri e dei loro olandesi volanti. Il tempo della rivincita è arrivato, è ora di di far felice anche Diego, una promessa si deve mantenere. Goal.”

Forzatamente bigamo (ma non lo dite in giro!). Divido il mio cuore tra la passione per la Napoletanità e il calcio. In molti mi definiscono un sognatore dalla maglia azzurra, ma allo stesso tempo sono convinto che Maradona non può fare i miracoli. Il mio amore incondizionato per la cultura che mi avvolge mi ha regalato una seconda Mamma, la mia città che mi accompagna e mi incoraggia in ogni mio scritto. In fondo anche Troisi disse: Chi ha detto che non è serio amare due donne nello stesso momento, o perder tempo per fare la formazione della propria squadra?

© 2016 Una Questione di Centimetri. Tutti i diritti riservati. Il sito è interamente ideato e realizzato da Ciro Ruotolo e Mario Bocchetti.

L'immagine di testata (così come quelle originali, ove specificato) sono opera e proprietà di Martina Sanzi.