| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Napoli - Roma, c'eravamo tanto amati

di Antonio Sorrentino, 15 Ottobre 2016

Nella nostra rivisitazione storica dei match delle varie giornate di serie A, l’attenzione si focalizza sugli uomini che si sono rivelati decisivi nelle varie sfide oppure sulle partite che, a distanza di tanti anni, sono ancora impresse nella memoria degli appassionati del pallone.

 

Tuttavia, oggi l’oggetto dell’articolo non è né una partita memorabile, né un giocatore decisivo: infatti, l’articolo parlerà del rapporto di amore ed odio tra le tifoserie del Napoli e della Roma, che si sfideranno sabato pomeriggio nel big match dell’ottava giornata di campionato.

 

Anche se raramente ha rappresentato una partita di cartello per la serie A, Napoli – Roma è comunque una sfida densa di significati: questa sfida viene definita “il derby del Sud” in quanto le due squadre hanno provato, a più riprese e con risultati a volte apprezzabili, ad interrompere il dominio delle superpotenze del Nord, ovvero Juventus, Inter e Milan.

 

 

Negli anni 80, le due tifoserie erano legate da un bel gemellaggio: infatti, ad ogni partita tra le due squadre, le due tifoserie si scambiavano sciarpe e sventolavano bandiere a rimarcare l’unione e la fratellanza tra due popoli prima che tra due tifoserie. Il gemellaggio era stato voluto da due gruppi importanti nelle due curve, ovvero il Commando Ultra Curva Sud per la Roma ed il Commando Ultra Curva B del Napoli. Poi, all’improvviso, qualcosa andò storto tra le due tifoserie: ripercorriamo i fatti.

 

 

Nella stagione 1985/86, il Napoli aveva ingaggiato Bruno Giordano dalla Lazio, e quando si ritrovò ad affrontare la Roma all’Olimpico, il rituale scambio di cortesie tra le tifoserie fu caratterizzato dai fischi romanisti verso Bruno Giordano, ai quali i supporters azzurri ricambiarono con insulti a Bruno Conti, anima e bandiera romanista. La fratellanza tra le due tifoserie inizia a scricchiolare: nella partita disputata in casa della Roma nella stagione 1987/88, nel classico giro di campo il portabandiera della Roma viene accolto dal settore napoletani con cori di stima ed applausi, mentre il portabandiera del Napoli viene insultato dai gruppi romanisti presenti in curva e diventa bersaglio di lanci di oggetti; a questo episodio i tifosi napoletani risponderanno con sonori fischi ai romanisti. Sul campo, il Napoli riesce a pareggiare negli ultimi minuti di partita nonostante la doppia espulsione di Careca e Renica, e Salvatore Bagni si rende protagonista di un brutto gesto dell’ombrello verso i tifosi romanisti, a testimonianza dell’adrenalina che caratterizzava le prestazioni del mediano azzurro. Quindi, riassumendo, i sintomi della rottura possono essere rinvenuti nell’ostilità dei romanisti verso il “laziale” Bruno Giordano, mentre la rottura vera e propria avvenne nella stagione 1987/88 a causa dell’ostile accoglienza riservata ai napoletani e per via del brutto gesto di Salvatore Bagni verso la Sud romanista.

 

 

Purtroppo da allora si contano innumerevoli episodi deprecabili accaduti nelle sfide tra Napoli e Roma: nella stagione 2000/01, vi fu un’autentica invasione romanista al San Paolo con scontri tra le tifoserie; nella stagione successiva i napoletani in trasferta nella capitale si resero protagonisti di tafferugli con le forze dell’ordine già dalla partenza in treno da Napoli.

 

L’ultimo episodio, ed anche il più grave in assoluto, risale al Maggio 2014: in occasione della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, vi sono scontri tra un gruppetto di napoletani ed alcuni romanisti, durante i quali Daniele De Santis estrae una pistola e colpisce in pieno il povero Ciro Esposito, che dopo una lunga agonia perderà la battaglia più importante, quella per la vita. Da allora la tensione è sempre alle stelle quando si affrontano Napoli e Roma, a testimonianza di ciò l’inquietante striscione dei tifosi napoletani che recitava “Se occasione ci sarà, non avremo pietà”. Noi ci auguriamo che non accadano altri fattacci, perché comunque il calcio è sport e non guerra e determinati episodi non dovrebbero appartenere a questo mondo, e a parlare deve essere solo il campo e non le sezioni della cronaca dei vari quotidiani.

 

 

 

Proprio in questi giorni si è diffuso però su Facebook un evento con più di 6mila adesioni per promuovere la rinascita del vecchio gemellaggio ed il ritorno del Derby del Sud, promosso da un giovane tifoso napoletano. Così descrive l'evento:

- Le Olimpiadi per la Pace - Siamo stanchi di essere condotti per mano sui binari dell'odio. Siamo stanchi di sentirci dire, a mo' di lavaggio del cervello, che è impossibile ricucire gli strappi. Siamo stanchi di seguire il Derby del Sole allo stadio senza poter esultare, evirando le nostre emozioni per timore di essere scoperti e puniti. Siamo stanchi di sentire quel grigio sottofondo di cori beceri e di vedere le ignobili scenografie di striscioni deplorevoli. Siamo stanchi delle maschere di prepotenza che rovinano il rapporto tra Napoli e Roma.

Combattiamo l'odio, sterminiamolo con la pace.

 

 

Concludiamo l’articolo introducendo la partita di sabato pomeriggio, nella quale un Napoli ferito dalla prima sconfitta stagionale subita a Bergamo ospiterà una Roma staccata di un solo punto dai partenopei, e reduce dalla bella vittoria contro l’Inter prima della pausa per le nazionali. Durante questa pausa, il Napoli ha subito un duro colpo in quanto il suo bomber Arek Milik è stato vittima di un terribile infortunio al legamento crociato che lo terrà fuori per gran parte della stagione: quindi, per Sarri e i tifosi azzurri, vi sono molti punti interrogativi tra i quali un eventuale cambio di modulo oppure soluzioni tattiche alternative.

 

La Roma, da parte sua, non ha particolari problemi di formazione, se si eccettua la lungodegenza di Rudiger, egregiamente sostituito da Fazio al centro della difesa.

 

Nonostante varie incognite in casa Napoli, ci aspettiamo una partita gradevole e ricca di spunti tecnico – tattici per entrambe le squadre, che giocano un calcio propositivo capace di controllare il ritmo della partita e mandare in gol più uomini. Quindi, ci sono tutte le premesse per vedere una partita spettacolare e con gol su entrambi i fronti, sperando che, una volta in più, sia solo il campo a parlare.

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