| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

No!Man of The Week: Il Napoli!

Giovanni Cardone, 13 Dicembre 2017

⁠È finita Juventus - Inter, uno 0 a 0 che lascia l'amaro ai due schieramenti, tutti se ne tornano a volto spento negli spogliatoi, da nessuna parte si festeggia tranne che nella città del sole: a Napoli. Nella città campana questo pareggio è accolto con un boato, il grido di chi è pronto dopo meno di 24 ore a saltare di nuovo in testa alla classifica. Al San Paolo è attesa la Fiorentina, una squadra umile ancora alla ricerca di una propria identità, una di quelle squadre che nell' arena napoletana non avrebbero mai avuto scampo.

 

Nel freddo pomeriggio di Fuorigrotta però fin da subito si inizia a capire che questa passeggiata non sarà tanto salutare. Il Napoli che entra in campo dimentica gli occhi della tigre negli spogliatoi, e inizia il suo sfiancante possesso palla, come se si giocasse con il Benevento per dirla alla Sarri, ma che però i suoi frutti sembra non darli più come una volta.

 

Senza Insigne e con Zielinski in posizione più avanzata il tridente del Napoli sembra spento, stanco, incapace di trovare lo spunto che permette di risolvere la partita; con un Mertens che da Davide contro Golia, sembra solo uno dei sette nani messo li in mezzo al giardino delle difese avversarie a prendere botte.

 

Se l' attacco non punge dovrebbe pensarci il centrocampo, peccato che l'uomo simbolo di questa squadra, il capitano ad un passo da Maradona, é ormai da inizio anno che non riesce a trovare una condizione paragonabile alla decenza, e l' unica cosa che colleziona sono sostituzioni al sessantesimo minuto, come se fosse un semplice mediano sfiancato dal rincorrere continuamente gli avversari.

Le prime avvisaglie di questo calo vistoso si erano già intraviste contro il Chievo un mese fa: gli azzurri mostrarono infatti una grandissima fatica contro le squadre così chiuse capaci di rendere ancor più rugginosa una manovra già di per sé non più fluida come una volta. Le vittorie con Shaktar e Milan col senno di poi sono da rivalutare come un attentato alla croce rossa, soprattutto in virtù delle sofferenze di Udine e delle sconfitte di Rotterdam e Torino sponda Juve.

 

Il Napoli insomma sembra pagare più del dovuto la preparazione impostata sul preliminare di Champions, e con gli infortuni di Milik e Goulham sono venute meno anche due alternative tattiche impostate sulla fisicità per cercare di variare quando necessario il bel gioco.

 

Nonostante le piccole battute d' arresto, l'obbiettivo degli azzurri rimane quello scudo che manca da troppo tempo cucito lì sul petto, e per conquistarlo bisogna tenere duro ora, nel momento di massima difficoltà, arrivare al giro di boa in testa, andare a Torino a "matare" il Toro e poi tornare qui all' ombra del Vesuvio per battere la Samp, chiudendo il calendario dell' avvento con 6 punti che potrebbe avere l' anno prossimo il sapore di scudetto.

 

Varcaturese Doc., ma con il cuore platealmente in tinte nerazzurre; sono stato uno dei primi a cogliere per questioni di centimetri al volo la brillante idea di un amico, e a divenirne ben presto parte integrante.

Folgorato dall' amore per la beneamata, ma ancor prima per quello che è lo sport più bello del mondo, sarò ben lieto di accompagnare tutti voi in questo lungo viaggio, non mancando di sottolineare anche con un velo di sottile ironia tutto ciò che ruota intorno alla magica sfera che ogni domenica riempie in nostri cuori.

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