| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

No!Man of The Week: Lo spettacolo "Rubato"!

Giovanni Cardone, 04 Aprile 2017

⁠⁠⁠Domenica sera al San Paolo di Napoli era di scena una delle partite storicamente più affascinanti del calcio italiano, a sfidarsi erano la Juventus, grande dominatrice della nostra serie A e il Napoli, che senza ombra di dubbio è la squadra nostrana che esprime il più bel gioco tra le 20 iscritte al campionato.

 

Insomma una sfida di tale portata, lasciava pregustare ai milioni di spettatori incollati davanti alla TV un tourbillon di emozioni dal primo all'ultimo minuto, e infatti gli inizi sono molto incoraggianti: i campioni d'Italia in carica si potano in vantaggio nei primi minuti grazie ad un'azione avvolgente impreziosita da Pjanic per il gol di Khedira.

 

Nemmeno il tempo di accusare il colpo che sale in cattedra il gioco palla a terra del Napoli, che anche grazie ad un pressing asfissiante mette alle corde la Juventus; sono ben 9 infatti i tiri degli azzurri nel primo tempo a fronte dei soli 2 della controparte bianconera.

 

La Juventus infatti seppur in vantaggio non dà l' idea di riuscire a gestire questa partita, limitandosi al più ferreo catenaccio e sacrificando ogni ipotizzato tentativo di contropiede, quasi come se la squadra schiacciasassi d' Italia si sia scordata come fare; forse però per la prima volta in tutta la stagione sembra che inizino a venir fuori i veri limiti di questa squadra, soprattutto in termini di mancanza di velocità di pensiero, di gambe e di passaggi con cui il pallone dovrebbe girare; inoltre si rende incredibilmente manifesta la difficoltà di un centrocampo che, seppur muscolarmente ben equilibrato e condito dagli ottimi piedi di Marchisio e Pjanic, manca forse di quel giocatore che, come faceva anni fa Vidal o come fa oggi Naingollan seppur con un' altra casacca, è capace di creare quello strappo palla al piede in uscita dalla fase di non possesso tramutandola in pochi secondi in una pericolosa azione offensiva.

 

Allegri dopo aver incassato il pareggio di Hamsik cerca subito di ritrovare il giocatore in grado di dare un senso alla partita inserendo prima Cuadrado e poi Dybala, ma purtroppo il primo non è in giornata e il secondo pare ancora alle prese con i soliti malanni fisici; su queste basi il secondo tempo scorre sulla falsa riga del primo, con un Napoli che forte del suo 60% di possesso palla continua a premere su di una Juve sempre più schiacciata nella sua area di rigore.

 

Con l' ingresso di Rincon, Allegri decide (come se ancora non lo si fosse capito) che prendersi un punto a Napoli è un ottimo risultato, e ammazza la partita rinunciando ancor di più a portare il pallone nella metà campo avversaria.

 

L' 1 a 1 finale quindi tanto decantato come una vittoria dai ragazzi bianconeri, invece che farli gioire dovrebbe iniziare a farli riflettere soprattutto in vista della doppia sfida di Champions; una tale difficoltà nel costruire gioco infatti potrebbe essere fatale, non solo per quanto riguarda la scarsità offensiva, ma soprattutto perché esporrebbe la solida difesa italiana a 180 minuti di attacchi catalani, e con tutto il rispetto per il tridente del Napoli, trovarsi dinnanzi Messi Neymar e Suarez è tutta un'altra storia...

 

Varcaturese Doc., ma con il cuore platealmente in tinte nerazzurre; sono stato uno dei primi a cogliere per questioni di centimetri al volo la brillante idea di un amico, e a divenirne ben presto parte integrante.

Folgorato dall' amore per la beneamata, ma ancor prima per quello che è lo sport più bello del mondo, sarò ben lieto di accompagnare tutti voi in questo lungo viaggio, non mancando di sottolineare anche con un velo di sottile ironia tutto ciò che ruota intorno alla magica sfera che ogni domenica riempie in nostri cuori.

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