| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

No!Man of The Week: Davide Santon

Giovanni Cardone, 24 Gennaio 2018

⁠Era il lontano 24 febbraio 2009, a San Siro si ritrovava il pubblico delle grandi occasioni per ammirare i nerazzurri agli ottavi di Champions contro il temibilissimo Manchester United dell' astro nascente Cristiano Ronaldo.

Tutto lo stadio si attendeva una serata carica di gol e occasioni, ma invece sorprendentemente a farla da padrone furono le difese, e in particolare quella nerazzurra, capace di chiudere ogni spazio al talento portoghese, soprattutto grazie all' eccellente prestazione di un biondino sconosciuto, un certo Davide Santon. Cresciuto nel vivaio nerazzurro, il giovane è forse salito alla ribalta troppo presto, saltando la comune gavetta di periferia, lanciato direttamente alle calcagna di Cristiano Ronaldo.

 

Quella prestazione segnerà per sempre la sua carriera, e da sempre è un metro di paragone che si rivela dopo ogni partita totalmente sballato rispetto a quello che è il reale valore del giocatore.

Infatti la carriera del biondino vive anni di ombre dietro quella maestosa prestazione, sia nel nostro campionato a Inter e Cesena, che in premier al Newcastle. Al suo ritorno a Milano, tre anni orsono, si accomoda fin da subito in panchina e la abbandona solo saltuariamente per pochi scampoli di partita.

 

Anche all'inizio di questa stagione la panchina si ripercuote ciclicamente ad inizio campionato; fino a quando in un Inter che stava andando fin troppo bene, mister Spalletti ha la brillante idea di inserire anche lui nelle rotazioni.

Sorprendentemente con lui in campo arriva un filotto di 3 vittorie di fila e il pareggio allo Juventus Stadium; fino a quando non arriva a San Siro l' innocua Udinese: Santon ritorna quello che è stato da 5 anni a questa parte, un disastro totale, perdendo banalmente palla favorisce Widmer e Lasagna per il gol del vantaggio, e come se non bastasse decide di giocare a volley in area con il braccio largo facendosi fischiare il rigore che pone fine alla disputa.

 

Spalletti forse capisce che non è più cosa sua e non lo convoca per il Sassuolo; poi però la sfiga ci mette l' infortunio di D'Ambrosio e la poca prestanza fisica di Nagatomo ed ecco che il biondino ritorna a soffrire di gran carriera contro Fiorentina e Lazio.

Domenica sera è con la Roma però che si completa l' apoteosi: in una partita che per un terzino più facile non può essere, scialba e senza incursioni sulle fasce, Davide trova lo stesso il modo per sorprenderci; è il 31° infatti quando Allison rinvia e lui decide invece che buttare il pallone più lontano che si può, di farsi uccellare dal faraone El Sharaawi servendogli uno splendido assist di ciuffo.

 

Il gol della Roma è quindi frutto di un errore tecnico per il colpo di testa mancato, tattico per la posizione pessima al momento del rinvio, ma soprattutto mentale, perché non è possibile essere così distratti al momento della rimessa dal fondo del portiere avversario e soprattutto è impensabile l' intenzione di fare in quelle condizioni un retropassaggio al portiere.

 

Arrivati a questo punto ci rimettiamo nelle mani di Spalletti per cercare di puntellare questa fascia sinistra, magari chiedendo quell'aiutino al mercato di nome Rafinha.

Varcaturese Doc., ma con il cuore platealmente in tinte nerazzurre; sono stato uno dei primi a cogliere per questioni di centimetri al volo la brillante idea di un amico, e a divenirne ben presto parte integrante.

Folgorato dall' amore per la beneamata, ma ancor prima per quello che è lo sport più bello del mondo, sarò ben lieto di accompagnare tutti voi in questo lungo viaggio, non mancando di sottolineare anche con un velo di sottile ironia tutto ciò che ruota intorno alla magica sfera che ogni domenica riempie in nostri cuori.

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